Ischia News ed Eventi - Circolo Georges Sadoul

Circolo Georges Sadoul

  • La filosofia tra asilo accademico ed opinione comune.
    Introduce il Prof. Giovan Giuseppe Conte.
    Raffaele Mirelli è un giovane ischitano laureato in Filosofia presso la Federico II. Ha successivamente conseguito “cum laude” il Dottorato di Ricerca presso l'Università di Freiburg in Germania. Redattore di una rivista filosofica presso l'Università di Palermo, è membro del Centro Internazionale di Ricerca Filosofica che ha sede presso quell'Ateneo.

  • Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Circolo Georges Sadoul.
    sabato 14 marzo ore 17.30, Biblioteca Antoniana di Ischia, conferenza di Raffaele Mirelli su "Socrate, Platone e Nietzsche: chi è il filosofo? La filosofia tra asilo accademico ed opinione comune". Introduzione di Giovan Giuseppe Conte.
    A richiesta saranno rilasciati attestati di partecipazione per i crediti scolastici.

  • Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

    CIRCOLO GEORGES SADOUL

    Sabato 8 novembre 2014, alle ore 17,30, nella sala della Biblioteca Antoniana di Ischia, l'Avv. Rosario de Laurentiis (Circolo Sadoul) terrà una relazione sul tema

    Da Carlo Magno a Che Guevara: la storia raccontata dai disegni della Torre di S. Anna

  • Al via l’intenso weekend conclusivo della kermesse con Nicola Costantino che, alle 18, parlerà di lavoro alla Biblioteca Antoniana di Ischia. Alle 19, presso l’antica Libreria Mattera di Forio, si discuterà di democrazia con Loretta Napoleoni. Lina Sastri chiuderà la giornata con “Appunti di viaggio” alle 21 sul piazzale del Soccorso sempre a Forio.

  • Alleghiamo il volantino della conferenza di lunedì 22 luglio, alle ore 18,30, presso l'albergo “Ischia Casa della Vela” in via Don Orione 10 Casamicciola (di fronte al Don Orione). Il prof. Raniero Regni (Univ. LUMSA di Roma) terrà una conferenza sul tema “Paesaggio educatore: il  Mediterraneo nello sguardo di Albert Camus”. Saluto di Luisa Francesca Proto, Presidente di “Un ponte nel vento”. Introduzione di Rosario de Laurentiis, Circolo Sadoul .

  • La nave si allontana dalla banchina mentre la gente, talvolta immobile e talvolta no, osserva la scena. Che siano i viaggiatori stessi o semplici spettatori della partenza, ha poca importanza: la distanza che si apre tra l’imbarcazione e la terra che prima li ospitava si fa sempre più grande, immensa, non cicatrizzabile. Si abbandonano le vecchie esistenze per abbracciare una nuova vita.

  • Esibizionisti e voyeur, feticisti e sacerdotesse, serial killer e femmine sull’orlo di una crisi di nervi. Il cinema popola da sempre il suo mondo di nevrotici, perversi e cattivissime compagnie, facendone protagonisti di film celebri e celebrati, autentici monumenti visivi all’ambiguità e alla perfidia.
    Come dimenticare i volti di donna carichi d’angoscia che il giovane operatore Mark Lewis fissa nell’obiettivo mentre commette i suoi delitti? E’ “Peeping Tom – L’occhio che uccide” (“Peeping Tom”), la rappresentazione più fredda, lucida e freudiana del cinema come meccanismo voyeuristico, specchio che riflette le patologie più nere insite nella natura stessa della settima arte.

    Ma “Peeping Tom” è anche il film maledetto che, per la sua carica eversiva (siamo nel 1960!), pone fine alla carriera, per molti versi straordinaria, di uno dei grandi autori visionari del Novecento: Michael Powell. E’ proprio da questo capolavoro, dalla riflessione profonda sulla complicità che si instaura tra noi spettatori e la violenza rappresentata sullo schermo, che parte un lungo viaggio a ritroso per (ri)scoprire il cinema di due talenti straordinari dal cui sodalizio sono nate pellicole anticonvenzionali e dallo stile inconfondibile: Powell, appunto, e il (quasi inseparabile) socio Emeric Pressburger.

  • "Fatta l'Italia, ora bisogna fare gli italiani" la storica frase di Massimo D'Azeglio, pronunciata un secolo e mezzo fa' all'indomani dell'Unità d'Italia, non si è certamente dimostrata veritiera, nel tempo, per le tantissime persone che, differenti per origini, tradizioni e dialetti, ma che accomunati dalla miseria, dal nord al sud dello stivale, divennero italiani sulla loro pelle, emigrando stipati come sardine sui bastimenti per le Americhe o sui treni per il Nord Europa. E' tutta nei numeri la storia del nostro Paese. Quelli della spaventosa emorragia di uomini, donne e bambini che colpì l'Italia, senza soluzione di continuità dagli ultimi decenni dell'ottocento fino al secondo dopoguerra. Un esodo biblico di oltre 29 milioni di italiani che, mescolandosi tra piemontesi e siciliani, tra lombardi e campani, tra pugliesi, calabresi e romagnoli, dettero vita ad una comunità veramente nazionale per sfuggire quella miseria, ancora diffusissima in italia fino al 1951. Un argomento quindi, quello dell'emigrazione , da studiare ed indagare con continuità per capire come gli italiani in tutto il mondo hanno saputo mantenere sempre viva la fiamma dell'italianità, fieri delle loro origini ed accomunati da un grande sentimento di appartenenza. Così l'Associazione Ischitani nel Mondo, in partenariato con il Comune d'Ischia, presenta l'ottava edizione di "Pe' terre assaje luntane", una manifestazione, dedicata all'emigrazione ischitana verso le Americhe . Che quest'anno si inserisce idealmente nel calendario di celebrazioni dell'anniversario dell'Unità d'Italia, con una mostra documentaria, "Noi emigravamo, tempo imperfetto dell'Italia unita" e una serie di incontri sul tema della migrazione interna dal titolo "Fratelli in Italia".

  • VIII edizione. 15/19 settembre 2011

    Torre del Molino, ex carcere mandamentale, Ischia

    L'Associazione Ischitani nel Mondo, in partenariato con il Comune d'Ischia, presenta l'ottava edizione di "Pe' terre assaje luntane".

    La manifestazione, dedicata all'emigrazione ischitana verso le Americhe, quest'anno si inserisce idealmente nel calendario di celebrazioni dell'anniversario dell'Unità d'Italia, con una mostra documentaria, "Noi emigravamo, tempo imperfetto dell'Italia unita" e una serie di incontri sul tema della migrazione interna dal titolo "Fratelli in Italia".

    A centocinquanta anni dall'Unità d'Italia, la figura dell'emigrante resta ingiustamente ai margini della nostra storia. Eppure sono circa ventinove milioni gli Italiani che, nel corso degli anni, hanno scelto di lasciare la propria terra d'origine. Siamo un paese d'emigrazione, ancora oggi, benché il numero di partenze non sia certo paragonabile agli esodi del passato.

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