Ischia News ed Eventi - giuseppe mazzella

giuseppe mazzella

  • Il volumetto si presenta bene graficamente, trovo ottima la foto di copertina e molto buono il focus di apertura (pag.3). Vanno bene i resoconti di una serie di eventi organizzati come quello della riqualificazione (pag. 4-5-6) che riassume l'incontro del 26/5/2018 al bar Calise e l'articolo di Francesco Ferrandino sull'incontro del 28/7/2018 relativo al Majo e svoltosi sempre al bar Calise.

  • Il progetto preliminare per la Ricostruzione di Casamicciola dopo il terremoto del 21 agosto 2017 – La Ricostruzione parte dalla Riviera con il recupero delle rovine del Pio Monte della Misericordia – Egregio Direttori, il “Corriere della Sera” che ha in allegato il “Corriere del Mezzogiorno” vende nel mio piccolo paese, Casamicciola Terme, soltanto tre copie.

  • “Ma chi te lo fa fare?”. E’ stata la domanda più comune che mi è stata rivolta molte volte nella mia vita da parte di molte persone quando intraprendevo con pochi amici e compagni battaglie civili e campagne giornalistiche come quella che iniziammo con il mio indimenticabile amico e maestro, Franco Conte,

  • Ricostruzione, la Parola non basta - da domani venerdì 8 febbraio è nelle edicole dell'isola d'Ischia il numero monografico sulla Ricostruzione dell'agenzia stampa "Il Continente" promossa dal giornalista Giuseppe Mazzella all'indomani del terremoto del 21 agosto 2017 per il Rinascimento di Casamicciola e dell'isola d'Ischia.

  • Piano Strategico della Città Metropolitana di Napoli/ De Magistris annuncia 434 milioni di euro in tre anni per il rilancio economico dei 92 Comuni della ex-Provincia – Casamicciola presenterà il progetto di Ricostruzione e Rinascimento 434 milioni di euro saranno investiti dalla Città Metropolitana di Napoli per i 92 Comuni della ex-Provincia di Napoli in progetti di sviluppo economico, di risanamento ambientale, di rilancio culturale e turistico, nei prossimi tre anni – 2019, 2020, 2021 – in un “Piano Strategico” approvato dal Consiglio Metropolitano.

  • Il sottoscritto Mazzella dott. Giuseppe, Cavaliere della Repubblica, giornalista, autore del volume “I sei secondi che sconvolsero Ischia” ( 2017- Edizioni Il Continente) Menzione Speciale “Targa Gianpaolo Necco” alla VIII Edizione 2018 del Premio di Giornalismo “Francesco Landolfo”,

  • Furono formidabili gli anni ‘60 del ‘900 per la nostra gioventù a Casamicciola.

  • E’ stato presentato domenica mattina 16 dicembre 2018 in Piazza della Marina a Casamicciola da parte di Gino Barbieri e Giuseppe Mazzella il progetto della "Ricostruzione Possibile, dopo il terremoto del 21 agosto 2017, tredicesimo nella storia sismica dell’isola d’Ischia (IX grado della Scala MCS nell’area epicentrale dei quartieri La Rita-Pantane-Purgatorio e del VIII grado nell’area a forte urbanizzazione di Piazza Majo) incentrato sul recupero delle rovine del Pio Monte della Misericordia con i riferimenti di legge al testo unico degli enti locali (art.120) ed al testo unico sull'esproprio per pubblica utilità contenuto nel DPR 327/2001.

  • L’isola d’Ischia, per la sua particolarietà ambientale ed il suo sviluppo economico legato al turismo, costituisce un “caso nazionale” ed “europeo” che necessita di un nuovo assetto istituzionale – un sol Comune in luogo di sei – e di un piano urbanistico di “assetto territoriale” – tutela “passiva”

  • VIII Edizione 2018 del Premio Giornalistico "Francesco Landolfo" / Menzione Speciale al giornalista Giuseppe Mazzella.

  • Le leggi in Italia sono scritte male. Si contano sulle dita di una mano le leggi scritte bene e meno male fra di esse c’è la Legge Fondamentale dello Stato – La Costituzione – che è fatta benissimo e che rappresenta – ancora oggi con i suoi 70 anni – la sintesi storica fra il Liberalismo, il Cattolicesimo Sociale, ed il Socialismo.

  • Egregio Direttore, ho letto con attenzione – come sempre - l’articolo del prof. Marco De Marco, docente della scuola di giornalismo di una Università napoletana apparso sul “Corriere della Sera”

  • Non c’è più un “archivio storico” dell’Ente Locale “Provincia di Napoli”, se si va a Napoli nella centrale Piazza Matteotti, riedificata dal fascismo negli anni ‘30 con le grandi opere del regime con il Palazzo della Posta Centrale, quello dell’Opera dei mutilati di Guerra il Palazzo della Provincia posto a centro contiene ancora in vetta l’iscrizione “Provincia”.

  • Non ci voleva molto a prevedere che l’art.25 del decreto sulle “emergenze” Genova-Ischia-Amatrice così formulato avrebbe scatenato una enormità di polemiche da parte di un banale giornalismo italiano e di un banale ambientalismo di maniera sull’“abusivismo edilizio” ai quali si sarebbero accodati – tanto per seguire una opinione stereotipata che questa è “l’isola degli abusi” come titolò un paginone “La Repubblica” il 30 agosto 2017 – esponenti nazionali di tutti o quasi i nuovi partiti che non hanno più un retaggio storico né organizzazioni presenti sul territorio.

  • Ischia, un sistema economico e sociale da salvaguardare; oggi più di ieri – La “ Macelleria” Economica e Sociale dopo quella Edilizia – Cento anni dalla nascita del prof. Edoardo Malagoli ( 1918-2001) ma bisogna ancora “ incanalare la pressione storica dello sviluppo” con un piano urbanistico più urgente con il terremoto del 21 agosto 2017

    Questo è un articolo apparso su ischianews.com nel gennaio 2010. Costituisce la postfazione del mio libro “ Ischia, luce e ombre sullo sviluppo” – OSIS – 2010 dalla pagina 109 alla pagina 113 con questa nota di presentazione:
    “ Giovedì 28 gennaio 2010 è stata effettuata per ordine della Procura della Repubblica di Napoli la prima demolizione di un fabbricato abusivo nell’ isola d’ Ischia. La scure della Legge si è abbattuta su di una primaria abitazione di un lavoratore stagionale del turismo – uno dei circa 10mila. Ci sono state manifestazioni di protesta e di solidarietà ed ampi dibattiti. Ho ritenuto opportuno intervenire con una lettera alla stampa cittadina ( il Corriere del Mezzogiorno e La Repubblica soprattutto) che – naturalmente – non è stata pubblicata ma è stata diffusa attraverso il web ( www.ischia.it). La ripropongo qui come aggiunta finale a questo lavoro assolutamente convinto che la DIFESA del sistema economico e sociale comunque realizzato deve essere posta sullo stesso piano della difesa dell’ ambiente”.

    Confermo punto per punto quanto ho scritto 8 anni fa. Trovo la situazione istituzionale aggravata perché la Regione Campania nel 2008 ha approvato un Piano Territoriale (PTR) con il quale su 500 Comuni della Regione individua 45 Sistemi Locali di Sviluppo ( SLS) di cui 14 della ex-Provincia di Napoli di cui uno è quello dell’ isola d’ Ischia restato lettera morta senza gestione e senza interventi. A sua volta la nuova Città Metropolitana di Napoli nata dalla Legge Del Rio n.56/2014 doveva predisporre un “ Piano Strategico” di cui non c’è concreta attuazione ma c’è una approvazione monocratica del sindaco metropolitano De Magistris del vecchio Piano Provinciale di Coordinamento rimasto anche esso lettera morta.

    Ritengo indispensabile tuttavia, con la tragedia del terremoto di Casamicciola, totalmente colpita,Lacco Ameno,parzialmente colpita, Forio, marginalmente colpita, del 21 agosto 2017 con circa 2500 sfollati ed un’area indisponibile ad insediamenti abitativi intensivi di circa 3 Km2 – Majo, La Rita, Purgatorio, Fango ricadente nei Comuni di Casamicciola e Lacco Ameno, un concreto Piano di Assetto Territoriale dell’ isola d’ Ischia che nella “ competenza concorrente” spetta alla Regione Campania ed al Governo della Repubblica.

    Del resto non può trovare attuazione il terzo comma dell’ art.17 del decreto n.109 che assegna al Commissario straordinario l’“ assicurazione” di una “ ricostruzione unitaria ed omogenea nei territori colpiti dal sisma anche attraverso piani di delocalizzazione e trasformazione urbana” . Ma come può avvenire senza disegno urbanistico isolano una “ ricostruzione unitaria ed omogenea” anche con “ piani di delocalizzazione e trasformazione urbana” ( ma non sono Piani Urbanistici Attuativi ( PUA) di un “ Piano Generale”?).

    Ed allora? L’ art.25 così come è formulato meglio abolirlo o sostituirlo con una chiara indicazione di volontà politica di dare all’ isola d’ Ischia entro sei mesi uno strumento urbanistico generale comprensivo di tutti gli aspetti di una seria e praticabile Pianificazione Territoriale inseparabile dalla Programmazione Economica.
    g.m.

    Come “incanalare la pressione storica dello sviluppo” in un’isola legalmente ipervincolata da 70 anni? Il racconto della mancata Pianificazione Territoriale dal 1962 ad oggi – Attualmente ci sono 2.993 imprese di cui 853 alberghi e ristoranti e 13 mila lavoratori iscritti al Centro per l’Impiego con 3.200 studenti delle Superiori e 500 diplomati ogni anno – Un Comune Unico per Ischia ed una “Legge Speciale” per “sanare” l’urbanizzazione realizzata ed avviare una “Programmazione Possibile” – Dopo la Macelleria Edilizia arriveranno quelle Economica e Sociale -

    Ho letto con l’indispensabile attenzione molti commenti apparsi sulla stampa regionale e nazionale sull’abbattimento della casetta di circa 50 mq2 del lavoratore stagionale Luigi Impagliazzo che l'ha costruita e la abitava insieme alla moglie, altra lavoratrice stagionale, e la figlioletta di appena 5 anni. Ho seguito – con dolore, rabbia ed impotenza – la cronaca dell’avvenimento, dalla stampa parlata e dal Web, e purtroppo di fronte alla severità della Legge non si può fare molto se non porre interrogativi sulla “Macelleria edilizia” come titola il “ Corriere del Mezzogiorno” il pezzo di apertura del prof. Ernesto Mazzetti nell’edizione di sabato 30 gennaio 2010 o condividere il “dramma sociale” che viene sottolineato da Pietro Soldi su “La Repubblica”.

    Ma – da vecchio cronista che ha per 40 anni seguito la cronaca dell’isola d’Ischia per quotidiani ed agenzie, nazionali, regionali e locali - ritengo doveroso rimarcare che quest’Isola spesso dagli osservatori forestieri è stata trattata come la Lucania di Carlo Levi cioè vista con l’occhio di “un conquistatore o un nemico o un visitatore incomprensivo” come se l’Isola - la più grande delle Partenopee ed abitata da epoca antichissima tanto da contare 16 mila abitanti nel 1734 quando 55 famiglie contadine da Ischia partirono per Ponza per colonizzare la più grande delle Ponziane – non avesse una società civile endogena, una tradizione di coraggiosi intellettuali e giornalisti locali che – come voci nel deserto – hanno per decenni sostenuto la necessità di quello che il prof. Edoardo Malagoli (1918-2001), un lombardo allievo di Benedetto Croce che si innamorò di Ischia negli anni ‘50 del ‘900 diventando Maestro di vita per almeno tre generazioni di studenti ischitani, chiamava il tentativo di “incanalare la pressione storica dello sviluppo” iniziato, come ricordava spesso il Professore, fin dal 1962 con un convegno promosso dalla sezione di “Italia Nostra”, di cui era Presidente, al quale parteciparono sia il prof. Corrado Bequinot, autore dell’unico piano regolatore intercomunale del 1968 rimasto inapplicato, sia il prof. Roberto Pane, una delle figure più alte dell’Urbanistica napoletana.

    Da quel convegno – del quale non vi è più memoria – emerse la necessità di dare all’Isola un nuovo piano regolatore che superasse il piano paesistico Calza Bini che, approvato il 18 febbraio 1943, in piena guerra, rimase inapplicato fino al 1970 dalla Sovrintendenza ai Beni Ambientali per affermazione dell’arch. Mario De Cunzo (premessa ad Ischia, le Case di Pietra – ESI 1991).

    C’è una ricchissima pubblicistica ed una altrettanto ricca stampa locale con periodici - quali “Il Giornale d’Ischia” dal 1971 al 1975, “Ischia Mondo” dal 1972, “La Rassegna d’Ischia” dal 1980 ed il “Settimanale d’Ischia” dal 1975 al 1989 e poi il quotidiano “Il Golfo” dal 1989 ad oggi - che hanno gridato – con toni diversi ma con eguale sostanza - per quaranta anni l’inderogabilità di avviare una politica rigorosa di pianificazione territoriale e di programmazione economica che sapesse coniugare la difesa ambientale con le esigenze inarrestabili dello sviluppo economico e di quello sociale.

    Forse è opportuno rimarcare che l’isola d’Ischia è “ipervincolata” da almeno settanta anni. Cioè dalle leggi n. 1089 e 1497 del 1939 senza contare i vincoli idrogeologico, sismico, stradale, marittimo, cimiteriale e se questa enormità di leggi vincolistiche fosse stata rigorosamente applicata l’isola non avrebbe potuto avere la consistenza edilizia di 69.560 vani al 1981 – dato della ricerca degli studiosi ischitani Francesco Rispoli e Sebastiano Conte del 1984 contenuta del secondo volume degli Atti del Centro Studi sull’isola d’Ischia - e non avrebbe oggi la consistenza economica di 2.993 imprese iscritte alla Camera di Commercio di cui 853 alberghi e ristoranti con una ricettività di almeno 40 mila posti-letto ed una forza lavoro disponibile di almeno 13 mila lavoratori di cui almeno 1000 extra-comunitari che rappresentano 34 nazioni ed alla quale fa riscontro una “ offerta formativa” di 4 Istituti Superiori per 13 indirizzi con una popolazione studentesca di 3.200 alunni che produce ogni anno almeno 500 diplomati.
    Da almeno 25 anni– cioè dalla approvazione della Legge Galasso nel 1984 che impediva qualsiasi modifica del territorio, fino alla approvazione del Piano Urbanistico Territoriale “ sovraordinato” rispetto ai Piani Regolatori dei sei Comuni da parte della Regione Campania - non è possibile alcuna “legale” nuova costruzione e “l’ingessatura legale allo sviluppo” è stata confermata nel Piano Urbanistico Territoriale approvato nel 1995 dal Ministro dei Beni Ambientali, Paolucci, tecnico di un Governo tecnico, surrogando i poteri di assetto territoriale non esercitati per undici anni dalla Regione Campania. Il problema della Pianificazione è “scegliere” non “vietare”. Vietare è facile ma “consentire” dove e come è difficile.
    E’ quindi assolutamente evidente che da almeno 25 anni qualsiasi nuovo intervento edilizio è sostanzialmente abusivo mentre dal 1967 ci sono state le Leggi Mancini ( 1967) e Bucalossi (1977) poi i due condoni edilizi (1983 e 1993) ed ancora un terzo (2003), che però non è applicabile .

    “La classe politica non ha voluto chiudere se stessa nella pianificazione territoriale” affermò oltre 25 anni fa l’urbanista ischitano Sebastiano Conte e 25 anni dopo Pietro Soldi su “La Repubblica” scrive che “quello scoppiato a Ischia è un dramma sociale che mette a nudo l’insopportabile malgoverno italiano e in particolare meridionale che da oltre 50 anni permette la proliferazione endemica dell’abusivismo edilizio”.

    L’abusivismo – sia speculativo, sia di necessità e sia di sincero investimento economico per costruire o ampliare un albergo che dà profitti all'imprenditore ma anche salari ai lavoratori – è diventato necessario in una “società aperta” dove a tutti i livelli si sosteneva il liberismo economico e non la Programmazione intesa come Terza Via tra il liberismo ed il socialismo storicamente realizzato. Con politiche sociali inadeguate per le “case popolari” il lavoratore non ha avuto altra via se non costruire - sul terreno avuto dai Padri o acquistato nei punti più pericolosi ed insalubri - la propria casetta o ricostruire ed ampliare la propria baracca nata dal terremoto del 1883 perché lo Stato ha trasformato i Rioni baraccati “provvisori” di Casamicciola, Lacco Ameno, Forio e Panza in “definitivi” orribili insediamenti, così come naturalmente l’ipervincolismo e la Babele legislativa ha favorito la speculazione edilizia o il capitalismo di rapina.

    L’inadeguatezza istituzionale – sei Comuni, in luogo di uno, che rappresentano un decentramento tanto effimero quanto dannoso – ha favorito l’incapacità di gestire un territorio che diveniva una risorsa economica per l’imprenditore e per il lavoratore del turismo mentre nel 1972 dopo vent’anni scompariva l’Ente di Diritto Pubblico per la Valorizzazione dell’Isola d’Ischia (EVI) creato nel 1931 ma operante soltanto dal 1952 e costituito dallo Stato per “valorizzare” l’isola proprio con il turismo, unica possibilità, senza rimuovere tuttavia le leggi di “vincolo” che impedivano uno sviluppo nella piena legalità urbanistica. La perdita dell’omogeneità partitica che per almeno trent’anni – dal 1950 al 1980 – ha caratterizzato la gestione dei sei Comuni e del super-Comune cioè l’EVI tutti in mano alla DC ha determinato una ulteriore confusione ed irrazionalità nella gestione di un territorio che aveva raggiunto uno sviluppo economico e sociale ormai maturo.

    Ed allora mi pare necessario ribadire con forza quanto affermato nel 1997 dall’allora sottosegretario al Bilancio Alberto Carzaniga, tecnico di un Governo tecnico, sullo “sviluppo compatibile” e cioè che i beni ambientali ed i beni culturali non sono valori sovraordinati nella nostra Costituzione rispetto ad altri valori quali il lavoro, l’utilità sociale delle opere pubbliche, il risparmio e le tasse. Il bilanciamento tra i vari valori da tutelare è esattamente il compito della politica e non di funzionari pubblici” ed aggiungo – nell’occasione dell’abbattimento di Ischia – dei Magistrati che si limitano alla applicazione della Legge.

    Ma difendere questo sviluppo economico – 3 mila imprese – e sociale – almeno 10 mila lavoratori che trovano lavoro stagionale – mi pare esigenza primaria.
    Ai Poteri Pubblici – cioè allo Stato, ai Comuni ed alla Regione – nel quadro di una chiara legislazione statale che abbandoni il “vincolismo assoluto”, il compito di “sanare” e mettere in sicurezza TUTTA la consistenza edilizia realizzata ed avviare una “Programmazione possibile” che controlli attraverso efficienti Uffici Comunali di Piano al posto degli Uffici Tecnici, un territorio così urbanizzato ma ancora meta turistica internazionale ed ancora per i 2/3 VERDE e di ENORME BELLEZZA.

    La soluzione è una “Legge Speciale per Ischia” – estensibile anche alle altre località di turismo maturo come Capri, Amalfi, Sorrento - che nel prendere atto e censire scientificamente l’urbanizzazione ne affidi l’ulteriore incremento ai Comuni o meglio ancora al COMUNE UNICO dell’Isola d’Ischia, nella PIENA RESPONSABILIZZAZIONE E COMPETENZA eliminando le Sovrintendenze, nei soli casi di necessità abitativa, di valorizzazione qualitativa delle strutture e di compatibilità con la sicurezza delle persone avviando anche i Piani di recupero per le strutture edilizie dismesse con apposite Società di Trasformazione Urbana ( STU).
    L’alternativa – allo stato delle leggi vigenti ed interpretabili – è la “Macelleria Edilizia” di cui ha scritto il prof. Mazzetti, con conseguenze drammatiche sia per chi ha costruito negli ultimi tempi per bisogno sia per chi trae il suo sostentamento dal lavoro stagionale negli alberghi, nelle terme, nel commercio e nei servizi. La “Macelleria Edilizia” è il primo passo per la “Macelleria Economica e Sociale”.

    Ancora una volta – come è già accaduto nella Storia – saranno i deboli a soccombere.
    Il capitalismo - con buona pace per Joseph Alois Schumpeter - è anche questo.

  • Un "libro bianco" sulla "Ricostruzione Possibile" di Casamicciola, la cittadina dell'isola d'Ischia più colpita dal sisma del 21 agosto 2017, con un dettagliato studio di fattibilità per un realistico Piano Urbanistico Comunale cui è tenuto il Comune,

  • Avevo salutato la nomina del Consigliere di Stato Carlo Schilardi a Commissario di Governo per la Ricostruzione decisa con delibera del Consiglio dei Ministri l’8 agosto con molto favore e molte speranze.

  • La Ricostruzione o meglio ancora la “Riqualificazione” del territorio e dell’economia di Casamicciola – la cittadina dell’isola d’Ischia (Ischia è una delle tre aree vulcaniche del Napoletano insieme al Vesuvio ed ai Campi Flegrei), colpita il 21 agosto 2017 dal tredicesimo terremoto della sua storia moderna proprio perché la più ricca di acque termali conosciute fin dal XVI secolo – deve partire da una sua “riqualificazione”,

  • “Il Mattino”, il più importante quotidiano del Mezzogiorno d’Italia, nell’edizione di giovedì 24 maggio 2018 alla pag.39 della Cronaca “Metropolitana Napoli” pubblica un servizio firmato MASSIMO ZIVELLI a tutta pagina dal titolo: “Casamicciola, investitori del lusso comprano l’area della “new town” con sommario: il Pio Monte da possibile cuore della ricostruzione a Spa a 5 stelle” ed occhiello: “l’urbanistica, le scelte”. C’è anche una “civetta” dell’ampio servizio in prima di cronaca “Napoli Nord” su due colonne: “L’investimento: Casamicciola, la Vw-Bmw realizzerà resort di lusso”.

  • La cosa più difficile per un giornalista è scrivere la recensione di un libro. Ancora più difficile se il libro è un testo scientifico pluridisciplinare e “monumentale” e compiuto con l’ambizione di racchiudere in 138 pagine con una appendice documentaria di XXVI tavole la “Storia dei terremoti ischitani”. Uno straordinario sforzo di sintesi per farsi “leggere” nel tempo in cui non si legge più.

  • Serve una “Legge Speciale” per Ischia per la Ricostruzione? Si deve abbattere prima e dopo e se Ricostruire e la Ricostruzione deve essere affidata al Prefetto autorità “sovraterritoriale” cioè allo Stato

  • I due quotidiani dell’isola d’Ischia – Il Golfo ed il Dispari – hanno dato ampio spazio e rilievo con cronache puntuali dell’assemblea generale dell’Associazione per il Comune Unico dell’isola d’Ischia (ACUII) con la conferenza programmatica su “Unità Politica dell’isola d’Ischia: Strategie per la Ricostruzione ed il Rilancio Economico” che si sono tenute nella sala POA ad Ischia Ponte domenica 18 marzo 2018 con inizio alle ore 10.

  • Le mie radici di cultura politica o di “scienza politica” affondano nel “Liberalismo”. Ho cominciato a partecipare alla vita politica nel mio piccolo paese – Casamicciola – e nella mia piccola isola – Ischia – nel 1964 a 15 anni. Da allora sono passati 54 anni cioè oltre mezzo secolo.

  • Istanza, petizione e proposta del cittadino Giuseppe Mazzella ai sensi degli articoli 6 e 7 dello Statuto Comunale per discutere e deliberare in Consiglio Comunale:

  • Una bella lezione di Vita quella fatta dal famoso psichiatra, psicologo, sociologo Paolo Crepet, 67 anni, un lungo percorso culturale, sabato 17 febbraio all’Hotel Re Ferdinando di Ischia invitato dall’Opera Pia Iacono-Avellino Conte presieduta da Celestino Vuoso.

  • Una Società di Trasformazione Urbana per Casamicciola e Lacco Ameno (art.120 TU EE LL) colpiti dal terremoto del 21 agosto 2017/ lo schema di delibera

  • Quello che segue è il comunicato della Ministra Valeria Fedeli del 12 settembre 2017. Finora non si è vista nessuna azione del Ministero come “soggetto attuatore” di interventi urgenti per la scuola dei Comuni di Casamicciola (soprattutto), Lacco Ameno e Forio colpiti dal terremoto del 21 agosto 2017.

  • I Tempi sono segnati da alcune Parole fondamentali che racchiudono le mode. Il ventennio – 1960 - 1980 – fu caratterizzato dalla parola ”Programmazione”. Ne parlavano tutti. Era la nuova politica economica, finanziaria, “strutturale”, della “svolta di centrosinistra” e cioè dell’ingresso dei socialisti del PSI nel Governo della Repubblica Italiana.

  • E' in distribuzione nelle edicole e nelle librerie dell'isola d'Ischia partendo dall'edicola di Riccardo in Piazza della Marina a Casamicciola l'istant book "I sei secondi che sconvolsero Ischia" del giornalista Giuseppe Mazzella.

  • L’on Luisa Bossa, del gruppo parlamentare dell’art.1 MDP ha rivolto Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca la seguente interrogazione sulla situazione scolastica nell’isola d’Ischia dopo il sisma del 21 agosto ed in particolare sulla situazione scolastica nel Comune più colpito, Casamicciola Terme.

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