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Santa Maria al Monte

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Il 12 settembre festa di Santa Maria, ancora quest’anno saranno in migliaia i pellegrini che faranno visita alla Chiesa più in alto del Comune di Forio. Ed ancora una volta in un luogo simbolo del culto della Madonna per la gente della intera isola d’Ischia si rinnoverà la tradizione nel segno della preghiera, della devozione e dello stare bene insieme. Ritornano alla mente le indimenticabili giornate passate con i Nonni, con le zie, con gli amici eredi delle famiglie storiche che un tempo popolavano l’area pedemontana di Forio.

Gente di terra, contadini, umili ma con un forte senso dell’amicizia. E così trascorrevano le giornate a giocare a carte, a cercare funghi, a raccogliere legna per cucinare ma anche per accendere il tradizionale falò a Punta Callotta per salutare dall’alto Forio e “comunicare” con quelli che erano rimasti in Paese. Non c’era il telefono e men che meno il telefono cellulare, l’acqua era quella della cisterna raccolta durante le piogge invernali e la luce, per i più fortunati, era quella dell’impianto a gas o del gruppo elettrogeno, ma per molti era ancora quella delle candele. Si saliva solo a piedi, noi con i Nonni raggiungevamo la Casa di Zio Nicola scendendo da Serrara attraverso i Frassitelli ed il suggestivo tratto del Passaviento. Prima della cena, si recitava il Santo Rosario e si ascoltava la Messa e poi tutti insieme a tavola tra scherzi, battute, ricordi, racconti, canti, ritornelli, sfottò. Era bello e divertente con Oreste Iocco, Nonno Vito e Nonno Ambrogio, Nonna Francesca e Nonna Titina, don Pasquale, zia Rosa, zio Franzino, Alessio Bessarione, Bartiluccio Zamberletti, Tonino e’Bastiocc, don Salvatore e tanti altri Amici chi più serio, chi più scherzoso. Veramente un’allegra  compagnia!!! 

Chi aveva la fortuna di avere la casa o di essere ospite di qualche amico saliva qualche giorno prima della festa per i preparativi, per l’addobbo della Chiesa, ma i più salivano la notte prima della festa e trovavano rifugio nelle selve adiacenti la Chiesa. Non si dormiva, il gioco preferito era quello di svegliare chi tentava di addormentarsi, magari con una bella “cuscinata” e cominciava la battaglia. All’alba Nonno Vito prima e poi Zio Franzino andavano a suonare le campane: era il giorno della Festa. E la giornata trascorreva nel segno dell’accoglienza, dell’Amicizia, della tradizioni, del Culto della Madonna. In Chiesa si susseguivano le Celebrazioni eucaristiche ed a mezzogiorno la Processione fino a Punta Callotta con il Santissimo Sacramento, il canto del Regina Coeli e la Benedizione.

Intanto il solito gruppo si preoccupava, guidato da Nonno Ambrogio (Mbrusie’), di preparare il pranzo per tutti quelli che salivano, le famiglie nelle Selve organizzavano il barbecue e si giocava, si rideva. Poi nel pomeriggio la gente cominciava a ridiscendere il pendio per ritornare in Paese e veniva un po’ di malinconia. Negli ultimi anni Bartiluccio aveva avuto la bella idea di una gara podistica dal Centro del Paese a Santa Maria al Monte e da qualche anno questa bella tradizione è stata ripresa. Poi la Sera del giorno di festa il falò di Punta Callotta era più grande, era l’ultimo, il giorno dopo ci sarebbe stata l’ultima messa di ringraziamento ed anche noi saremmo tornati a casa, di li a poco sarebbe cominciata la scuola.

Ancora oggi la tradizione continua, altri amici, Maria, Pasquale, Salvatore, don Pasquale continuano ad animare i giorni di Festa, con altrettanto entusiasmo, i tempi sono cambiati, ma l’energia ed il richiamo che viene da quella Chiesa per molti di noi è rimasto quello di un tempo. Sarà la nostalgia, saranno i bei ricordi della nostra infanzia, sarà la devozione alla Madonna, sarà la voglia di trasmettere una bella tradizione ai nostri figli, ma è sempre bello ritornare in quella Chiesa su quel Monte.

La festa del 12 Settembre.

Info

Parroco: Don Pasquale Sferratore
Via Bocca - Forio
Chiesetta secentesca fondata dai fratelli Sportiello con accanto un piccolo eremo, oggi trasformato in abitazione. Intorno al 1930 la chiesa, dopo secoli di attività, veniva abbandonata e destinata a ricovero per animali e deposito legna. Tutto questo fino a quando un ex monaco di San Nicola all’Epomeo si attivò per ripristinarne il culto. In breve tempo riuscì ad aprirla, completamente ristrutturata, abbellita e fornita d’arredi. Ci fu una grande festa d’inaugurazione e da allora, il 12 settembre, S. Maria al Monte diventa meta di pellegrinaggio. La chiesa negli ultimi anni è stata mantenuta dalla famiglia di Carmelina Picarelli erede dei vecchi proprietari e da suo marito Scipione Di Meglio.

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