Ischia News ed Eventi - 310 anni dalla nascita del Principe di San Severo, viaggio nella Napoli misteriosa del '700. Tra mito e leggenda, esaltando una delle immagini più poliedriche dell’Illuminismo

310 anni dalla nascita del Principe di San Severo, viaggio nella Napoli misteriosa del '700. Tra mito e leggenda, esaltando una delle immagini più poliedriche dell’Illuminismo

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Raimondo Di Sangro è stato inventore, anatomista, esoterista e militare oltre che mecenate, scrittore e letterato napoletano. Il Principe di San Severo, nacque a Torremaggiore il 30 gennaio del 1710 ed incarnò i fermenti culturali della sua epoca. A 310 anni dalla nascita l’Associazione Studi Tradizionali e Filosofici a lui intitolata con sede a Napoli, in collaborazione con il Circolo Ufficiali della Marina Militare di Napoli, il 30 gennaio ripercorrerà i tratti salienti di una figura che alimentò intorno a se il mito destinato a durare nei secoli. In un labirinto che si realizza tra la città partenopea e le sue leggende popolari che rappresentano spesso l’accesso per muovere i primi passi su un percorso affascinante e misterioso, la discussione su Raimondo Di Sangro a 310 anni dalla sua nascita risulta più che mai attuale.

 

Napoli, 28 gennaio 2020 - A Napoli e nel suo universo i misteri sono molteplici e giacciono su diversi livelli in un labirinto di conoscenza. Raimondo Di Sangro, Principe di San Severo, può definirsi egli stesso un enigma. Carismatico e poliedrico, ha eccitato l’immaginazione e l’atmosfera del ‘700 napoletano nel periodo dell’Illuminismo. Unione tra “mito colto” e leggenda la sua figura viene ben descritta nelle parole del poeta e drammaturgo, Salvatore Di Giacomo: «Fiamme vaganti, luci infernali – diceva il popolo – passavano dietro gli enormi finestroni che danno, dal pianterreno, nel Vico Sansevero […] Scomparivano le fiamme, si rifaceva il buio, ed ecco, romori sordi e prolungati suonavano là dentro: di volta in volta, nel silenzio della notte, s’udiva come il tintinnio d’un’incudine percossa da un martello pesante, o si scoteva e tremava il selciato del vicoletto come pel prossimo passaggio d’enormi carri invisibili”. Così, Benedetto Croce ricorda come, “per il popolino delle strade che attorniano la Cappella dei Sangro”, il principe di Sansevero fosse “l’incarnazione napoletana del dottor Faust […] che ha fatto il patto col diavolo, ed è divenuto un quasi diavolo esso stesso, per padroneggiare i più riposti segreti della natura».
Stanislao Scognamiglio, già collaboratore, studioso e ricercatore del Centro Studi Scienze Antiche di Napoli e oggi tra i soci fondatori dell’Associazione Studi Tradizionali e Filosofici “Raimondo Di Sangro” getterà insieme ai relatori i semi per rinnovare il confronto sul Principe di San Severo nella conferenza “La Luce nel labirinto. Raimondo Di Sangro 310 anni dopo”, programmata per giovedì 30 gennaio, alle ore 17.30, presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare di Napoli, in via Cesario Console 3 bis. Con la dottoressa Lucia Annicelli, direttrice della Biblioteca Antoniana di Ischia, autrice del volume “Il Codice Massonico di Ischia” in cui si ripercorrono i primi passi della Massoneria speculativa nel Regno di Napoli della quale “Don Raimondo” era Gran Maestro, e i contributi musicali del secolo dei Lumi con l’ausilio dei professori del Conservatorio di Napoli, Francesco Salime al sax soprano, Carlo Mormile al piano e Fabio Menditto al mandolino, si tenterà di rappresentare il clima di un periodo chiaro e oscuro allo stesso tempo e spalancare una porta su un mondo conosciuto da pochi e confuso per molti.
«L’Associazione Studi Tradizionali e Filosofici di Napoli “Raimondo Di Sangro” - dichiara Stanislao Scognamiglio - a breve realizzerà un sito, una pagina facebook e programmerà una serie d’incontri cui potrà intervenire apertamente il pubblico per discutere assieme di temi che spaziano dalla storia alla filosofia passando per quel mondo in cui scorre un grado di conoscenza diversa, ostruita spesso dalla confusione quotidiana e fornire, così, al ricercatore gli strumenti necessari per avvicinarsi a un modo diverso di guardare le cose attuali e del passato, denso e suggestivo».
L’invito presso il Circolo Ufficiali, gratuito ed aperto al pubblico, ha necessità di prenotazione.
Per informazioni su come accreditarsi si può chiamare il 349/0558112 oppure inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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