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Architettura, a Ischia l’archistar giapponese Kengo Kuma: a lui il premio PIDA internazionale

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Lunedì 10 ottobre al Castello del Piromallo un ospite di primo piano, inserito dal “Time” nella lista delle 100 persone più influenti del 2021. “Il modo migliore per chiudere un’edizione straordinaria”, spiega il presidente Giovannangelo De Angelis

È uno degli architetti viventi più importanti al mondo, inserito dal “Time” nella lista delle 100 persone più influenti del 2021. Con il suo studio KKAA, celebre per la sua poetica, declina i materiali in funzione della loro capacità emotiva, connessa agli insegnamenti della tradizione giapponese. L’architetto giapponese Kengo Kuma è l’ospite di spessore che conclude, lunedì 10 ottobre, la decima edizione del Premio Internazionale Ischia di Architettura (PIDA).
A Kuma, che aveva già donato all’isola d’Ischia l’opera “Iwakura Musashino”, letteralmente “spirito della roccia”, installata in piazza Cristoforo Colombo, a Forio (che riproduce in scala un progetto dell’architetto per il museo dei manga a Saitama, il Kadokawa Culture Museum) sarà consegnato il Premio PIDA internazionale 2022 nel corso di una sessione di conferenze in programma al Castello del Piromallo, lunedì 10 ottobre, dalle 16.00.
La lectio magistralis di Kuma si intitola “Power of places, power of nature” e seguirà l’introduzione del sindaco di Forio, Francesco Del Deo, e del presidente della Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città, Pasquale Belfiore: seguiranno la lecture di Marco Imperadori (Politecnico di Milano) e l’intervento di Stefano Bartolini, che insegna Economia politica ed Economia sociale all’Università di Siena, e da anni studia il tema del raggiungimento della felicità nelle società avanzate, che parlerà in particolare di città verdi.
“Siamo profondamente orgogliosi di avere a Ischia uno dei grandi nomi dell’architettura contemporanea, a chiusura di un’edizione significativa del Premio, nella quale abbiamo esplorato il rapporto tra neuroscienze e architettura”, spiega Giovannangelo De Angelis, presidente del PIDA.
Sabato scorso a Massimo Alvisi e Junko Kirimoto e al loro studio internazionale (che si occupa di architettura, urbanistica e design) è stato invece assegnato il Premio PIDA alla carriera 2022, riconoscimento che ha inteso sottolineare, in particolare, il loro approccio sartoriale alla progettazione l’uso “sensibile” della tecnologia, il dialogo con la natura e l’attenzione ai temi sociali.
Tra gli ospiti che si sono succeduti in questi giorni nelle varie sessioni del PIDA lo psicologo Giorgio Nardone e l’architetto britannico Ian Ritchie, da sempre in prima linea nell’esplorare i rapporti tra spazi e neuroscienze. La rassegna ha proposto anche la mostra fotografica “Flirt” di Ernesta Caviola, vincitrice del Premio PIDA fotografia 2022 per il suo modo di raccontare, da 25 anni, l’architettura e le città di tutto il mondo. Sabato sono stati invece presentati i risultati della Summer School, con il coordinamento di Francesco Rispoli e la direzione di Corrado Minervini e il coinvolgimento di studenti delle università di Napoli, Palermo e Roma Tor Vergata, chiamati a immaginare la rigenerazione del borgo di Terra Murata, a Procida.

PIDA – Premio Internazionale Ischia di Architettura è un progetto in collaborazione con una serie di realtà, tra le quali il Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), con l’Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori di Napoli e Provincia e con INARCH Istituto Nazionale di Architettura – Campania.