Ischia News ed Eventi - Il continente continua come "agenzia stampa" e su carta solo numeri monografici
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Mer, Lug
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Il continente continua come "agenzia stampa" e su carta solo numeri monografici

Attualità
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All'indomani del terremoto del 21 agosto 2017 a Casamicciola - avevo già 68 anni e non avevo più una "corrispondenza" di una agenzia stampa e di un quotidiano- mi attivai immediatamente per una informazione precisa, corretta, storica, scientifica, economica, di questo evento che accadeva dopo 134 anni.

Sapevo che questa è ormai la "società dell'informazione". Tutto è "immediato". La notizia del terremoto pochi secondi dopo era diffusa in tutto il mondo.

Ma si poteva essere "precisi" in pochi secondi?

Sergio Lepri il mitico direttore dell'Ansa per 40 anni poteva ancora insegnare "giornalismo"? Io che venivo da quella scuola della "massima precisione" avevo ancora spazio e senso?

Pensai che anche nella "società dell'informazione" le lezioni, il manuale, lo stile di Lepri erano valide. Da qui nacque l'idea di una "iniziativa all'istante" e la conferenza stampa del prof. Giuseppe luongo il 26 agosto.

Poi pensai di raccogliere in un "libro all'istante" quella conferenza e di aggiungere riflessioni che avevo potuto costruire dai rapporti, i resoconti, i libri che avevo avuto opportunità di seguire e leggere per 40 anni.

Bello il "giornalismo immediato" ma proprio perché è estremamente diffuso e velocissimo non può essere "preciso". Sommerge il cittadino utente di notizie con il web ma non permette una "messa in memoria".

Avevo presentato un libro di Mario Capanna circa 20 anni prima dove capanna afferma che mai nella storia un uomo é stato sommerso da tante notizie e quindi non può metterle tutte nella memoria.

Pensai quindi che potevo dare un contributo al rinascimento del mio paese con una "agenzia di stampa" che con la stessa velocità potesse diffondere notizie ma anche commenti, opinioni inchieste. Poi raccogliere il tutto o in parte in una rivista stampata per arrivare ad un "giornalismo di riflessione". Ma questo giornalismo doveva avere una azione materiale. Viva. Vera. Partecipata. Doveva essere legato ad iniziative di cultura reali.

La "società dell'informazione" ha una "formazione di ragazzi e ragazze con questa straordinaria velocità? Ha maestri?

Io leggo ancora il testo del mio maestro e scopro ogni volta un rigo da sottolineare. Le discussioni debbono avere luoghi materiali. Fisici. Insomma i "leoni da tastiera" poi dovevano esserci nel mondo reale che resta complesso con l'enormita di leggi esistenti, lo spezzettamento dei poteri istituzionali, le classi politiche che abbiamo al governo, nel parlamento, nelle regioni e nei comuni.

Questo penso che sia il problema della "società dell'informazione" nella seconda globalizzazione della storia dove il sistema economico è il capitalismo sotto forme diverse forse mai viste prima nella storia ma sempre "capitalismo".

Cosa scriverebbe oggi Hebert Marcuse?

Per quanto posso continuerò perché credo che da un punto di vista ecologico abbia ragione la giovane ragazza svedese Greta mentre da un punto di vista politico ed economico siamo alla ricerca di un'anima per il capitalismo. Un modello sostenibile di sviluppo. Un modello civile di esistenza.