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Estate ad Ischia

Estate ad Ischia

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  1. gianninotto

    C’è un modo affascinante e intrigante per scoprire l’anima terragna dell’isola d’Ischia, percorrendone gli angoli più suggestivi e penetrando la sua millenaria storia: lasciarsi ispirare da quel fil-rouge che è il vino, i cui intrecci con questa straordinaria realtà si perdono nella notte dei tempi, a quando i coloni dell’Eubea scelsero di sostarvi, rapiti da un paesaggio unico e da una terra vulcanica e fertile. Oggi il vino rappresenta uno dei tratti distintivi di un’isola che punta con sempre maggiore convinzione al turismo enogastronomico e ambientale, mostrando con orgoglio i suoi paesaggi terrazzati, frutto dell’opera dell’uomo che ha reso coltivabili le colline più aspre e raccontando le mille storie dei viticoltori eroici, che hanno saputo industriarsi dando vita a case vinicole che collezionano premi nazionali e internazionali.

  2. phoca thumb l er0397 aaa 4339La festa di Sant’Anna risale ad una tradizione del secolo scorso. Il 26 di Luglio, d’ogni anno, le donne gravide andavano in processione a venerare l’effige della Madre della Madonna che si trovava in una cappella nella baia di Cartaromana. Esse erano accompagnate da un corteo composto dalle barche dei pescatori, che per l’occasione addobbavano lo scafo con frasche e ghirlande di fiori.

  3. ER0338 AAA0936

    Che cos’è il mare per me? Meglio, chi è, giacché non lo distinguo da un familiare della cerchia più ristretta, di quelli di cui porto una percentuale importante di DNA. Infatti non c’è stato un momento preciso in cui ci siamo conosciuti. È sempre stato una presenza naturale, ovvia perfino.

  4. delfini

    Per me il mare è casa. Il corso della spuma quando scelgo il corridoio che costeggia l’abisso. Da dove vengo, dove sono, dove andrò. Per me il mare è aria liquida. Da respirare a pieni sorsi di apnea. Per me il mare è silenzio che fa castelli a mezz’aria in profondità. Per me il mare è la vertigine della solitudine tutte le volte che guardo giù.

  5. isolotto

    Fontane di fuoco in mezzo al mare. Direttamente dal ventre della terra, da cui risaliva densa e copiosa la lava, disponendosi strato su strato e solidificando in fretta. Non impiegarono molto tempo, terra e fuoco, con il concorso di acqua e aria, a comporre quella nuova collina sommersa, che la geologia avrebbe poi definito «duomo lavico». Una sequenza lunga di eventi modellò l’isolotto donandogli la caratteristica forma tondeggiante che, rispetto all’altro duomo lavico del Castello Aragonese, lo rende ancor oggi riconoscibile e inconfondibile davanti alla costa meridionale dell’isola grande. Delle cui ben più complesse vicissitudini e trasformazioni, geologiche e storiche, si è trovato ad essere testimone e custode in decine di migliaia di anni. È solo una stretta striscia di sabbia che unisce l’isolotto al gigante dominato dalla vetta verde dell’Epomeo. L’Insula Maior su quel versante particolarmente esposto e vulnerabile presenta uno scenario composito di alture verdeggianti, pareti rocciose alte e scoscese, promontori e lidi sabbiosi.

  6. nitrodiSalute e bellezza alla Fonte di Nitrodi

    La fonte di Nitrodi era già frequentata dai Romani duemila anni fa come attestano i numerosi rilievi votivi in marmo qui ritrovati e risalenti al periodo compreso tra il  I secolo a. C. e il III secolo d. C.

  7. Levy Ischia

    Non è semplice intuire a pieno l’atmosfera che si respirava a Sant’Angelo negli anni ’50. Volendolo fare, però, si può partire dal presente, quel tempo che con delicata estensione si crede il centro dell’universo, spingendo alla conoscenza di ciò che era, perché ciò che fu è nel presente se tiene in vita chi spera nel futuro. È compito dell’arte tenere la visione del futuro di chi crea, mentre chi ne osserva il prodotto, riceve pur sempre un vissuto, una parte, un participio, una partecipazione del passato. Sant’Angelo è un luogo che s’incontra, che si fa abitare. Io stesso provo una grande emozione quando entro in questo borgo: dalla roccia che costeggia ondulando la via che discende verso il centro, la piazza. Un disegno incredibile di linee tratteggiate dagli agenti atmosferici. Se la si osserva a lungo si può immaginare l’acqua che ne scorre attraverso, il vento che trova rifugio dal sale.

  8. loren

    Latitudine 40.696304, longitudine 13.893626. Una pelle moderna copre la realtà della minuscola antimetropoli cosmopolita. Sant’Angelo è stata luogo di rifugio e nascondiglio per artisti, poeti, uomini politici e d’onore, registi e attori, intellettuali e musicisti. Qui si è sempre ostentato l’eterno protagonismo del teatro umano in un gioco di alternanza tra testimoni e personaggi. Scendo per la stradina che conduce al centro dopo aver superato l’arco in pietra che disegna il piacevole ingresso. Le vetrine dei negozi attendono di essere guardate. Incontro alcuni ragazzini. Corrono dietro a un pallone sulla sabbia bagnata dal sole. La folla ordinata si ripara sotto gli ombrelloni dei bar che recintano la piazzetta. Una donna cammina tra i tavolini condotta dal suo cane al guinzaglio. Indossa un vestitino a quadretti neri, stretto alla vita da una cintura di cuoio e occhiali da sole. I capelli raccolti con cura rivelano la sensualità della nuca.

  9. liz taylor

    Palme sulla spiaggia, immensa e deserta. Cannoni e palle di pietra tra la sabbia. Proiettili da spedire contro un magnifico galeone, al largo, nel mare d’estate. E un manipolo di pirati dai volti bruciati dal sole. Al di là delle Fumarole, un folto gruppo di persone, donne soprattutto e anche bambini, osservano in silenzio. Spettatori in prima fila di un film che si sta girando sotto i loro occhi. Con il volto e i muscoli famosi di Steve Reeves, eroe dei “peplum”, che dai panni – pochi – di Ercole è passato alla scenografica parrucca di «Morgan il pirata». Uno dei film che si girano da qualche tempo a Ischia, il primo set a Sant’Angelo, dove il cinema non c’è e l’elettricità non è ancora arrivata in tutte le case. Ma il divertimento è assicurato. Anche se per pochi giorni, anzi sere, notti. Perché da queste parti, al contrario che nel resto dell’isola, si gira di notte, rigorosamente, per non disturbare i turisti. Era il 1960 e anche il tranquillo borgo dei pescatori sul versante meridionale dell’isola cominciava a essere meta turistica.

  10. phoca thumb l er0397 aaa 4339La festa di Sant’Anna risale ad una tradizione del secolo scorso. Il 26 di Luglio, d’ogni anno, le donne gravide andavano in processione a venerare l’effige della Madre della Madonna che si trovava in una cappella nella baia di Cartaromana. Esse erano accompagnate da un corteo composto dalle barche dei pescatori, che per l’occasione addobbavano lo scafo con frasche e ghirlande di fiori.