Ischia News ed Eventi - Ambiente

L’Isola d’Ischia – ottava isola d’ Italia, la più grande delle Partenopee con 46 Km2 divisa in sei Comuni (Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Serrara-Fontana e Barano) – è un “vulcano attivo”.

E’ una delle tre aree vulcaniche del napoletano con il Vesuvio ed i Campi Flegrei. L’ “Epomeo” – la montagna più alta dell’isola con i suoi 787 metri posta nel Comune di Serrara-Fontana – NON è un vulcano ma è la “struttura cruciale” di un’isola vulcanica dove può avvenire anche una eruzione come quella del 1302 detta dell’ “Arso”, nel Comune di Ischia. Ischia è sottoposta a tre rischi: idrogeologico,sismico e vulcanico.

I terremoti quindi sono fisiologici ed hanno tempi impossibili da calcolare con l’orologio umano. In epoca storica dal XIV secolo si sono registrati 13 terremoti. Ne sappiamo di più sugli ultimi 4: 1828, 1881,1883, 2017. Questi ultimi 4 hanno avuto sempre lo stesso epicentro: al settentrione dell’isola, nella parte alta di Casamicciola detta “Majo”, Lacco Ameno detta “Fango” e Forio marginalmente nella parte del “Fango” che è amministrativamente in quel Comune. Un’area di 2 km2 dove i terremoti si registrano ad una profondità di circa 2 Km2 ma sono fortemente distruttivi. Il più terribile terremoto fu quello del 28 luglio 1883. XI grado “catastrofico” della Scala MCS o semplicemente “Scala Mercalli” (quella degli “strutturisti” cioè ingegneri e geometri per costruire le case. La scala va da I a XII a seconda del grado di distruzione del fabbricato). Morirono circa 3mila persone. Fu distrutto tutto l’abitato di Casamicciola e parzialmente quello di Lacco Ameno e Forio. Fu la prima grande catastrofe dell’Italia post-unitaria. Dal quel terremoto nacquero in Italia le “leggi anti-sismiche” con un forte impegno del Governo Centrale anche nelle politiche di “dislocazione” o “delocalizzazione” ed “incentivi alla ripresa economica” con un “piano regolatore”. Il tutto avvenne in meno di un anno. Il protagonista fu il Ministro dei Lavori Pubblici Francesco Genala ( 1843-1893). Assunse tutti i poteri del “ Governo del Re”.


Nel 1999 l’allora Servizio Sismico Nazionale (oggi inglobato nell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) per “contenimento” della spesa pubblica) dedicò al terremoto di “Casamicciola nell’isola d’Ischia” una monumentale monografia pubblicata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di 335 pagine curata da 8 studiosi e coordinata dal prof. Giuseppe Luongo, con racconti, schede, piani, documenti, con una eccezionale ricerca delle fonti. E’ fondamentale e sufficiente per completezza per la storia sismica dell’isola. Fu presentata a Casamicciola il 6 marzo 1999 alla presenza dell’allora Presidente della Provincia di Napoli, prof. Amato Lamberti. La Mostra Documentaria fu collocata nel neo costituito “Museo Civico nella Villa Comunale della Bellavista”. E’ un testo indispensabile per i "decisori” politici - cioè il Governo della Repubblica spezzettato in Centrale, Regionale, Metropolitano e “ Comunale” - per intervenire.

IL TREDICESIMO TERREMOTO

Il tredicesimo terremoto si è registrato lunedì 21 agosto 2017 alle ore 20.57. Due morti, 75 feriti, mille edifici colpiti, 2405 sfollati. La magnitudo della scala Richter fu solo 4 ma il grado della Scala MCS fu del IX grado nell’area epicentrale nei quartieri del Majo, la Rita, Pantane nel Comune di Casamicciola e nel quartiere Fango nei Comuni di Lacco Ameno e Forio. Lo stesso epicentro del 1828, 1881,1883. Ma per fortuna la scossa fu soltanto di sei secondi ma le onde sismiche si propagarono in tutto l’abitato di Casamicciola e Lacco Ameno e parzialmente Forio. Dal IX grado in area epicentrale la scossa si avvertì dallo VIII grado a Piazza Majo e Piazza Fango e dal VII al VI grado lungo il “Litorale” che va da Casamicciola a Lacco Ameno con gli abitati delle “Marine” di Casamicciola e Lacco Ameno. I danni causati possono essere calcolati in circa 400 milioni di euro. Da allora interventi “urgenti” o di “pronta urgenza: due Commissari ed un “decreto nazionale per l’emergenze” dove il primo Governo Conte detto “del cambiamento” costituito tra M5S e Lega mette insieme “salvo intese” il crollo del Ponte di Genova, il terremoto dell’Italia Centrale e quello di Ischia. Ne uscirà la legge n.130/2018. La più assurda ed illetterata legge mai scritta nello Stato Unitario Italiano dal 1861. Predeve una ricostruzione “privatistica” e non “pubblica”. Emargina la “delocalizzazione. Non prevede “edilizia pubblica”. Riemerge un “condono edilizio" previsto da tre leggi precedenti per 30 mila domande in 35 anni e pretende di chiuderlo in sei mesi quando lo Stato stesso non è stato capace di chiuderlo in 35 anni. Dopo 3 anni e due mesi la “ricostruzione” è ferma e completata solo nelle orride impalcature in tubi innocenti di Piazza Majo, Via Spezieria, Via D’Aloisio , Piazza Fango quasi ad “ingabbiare” il provvisorio che è diventato definitivo. Nessun edificio pubblico a Casamicciola è stato “ricostruito” degli 8 colpiti di cui tre palazzi scolastici ed il Municipio-Museo di Villa La Bellavista.

CONTROLLO SISMICO E PIANIFICAZIONE

Oggi nell’ isola d’Ischia ci sono 14 “stazioni” dell’Osservatorio Vesuviano struttura periferica dell’ INGV per un monitoraggio capillare. Ma l’antico Osservatorio Geofisico di Casamicciola – istituito dopo il 1883 e chiuso nel 1923 – è ancora chiuso. Si sta ancora “perfezionando” il “passaggio” dall’ Agenzia del Demanio al Comune di Casamicciola (una “pratica” avviata da 18 anni!!!) ma la gestione di un “Centro Didattico” come è indicato nel progetto finanziato dall’Unione Europea è in “mente Dei” per avere – come dire – una “struttura fisica” sul territorio di un Centro Scientifico. Eppure nessuno dei sei Comuni dell’isola d’Ischia ha un “piano di protezione civile – come ci dovrebbe essere e come auspica la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Francesca Bianco – né esiste una “Pianificazione Territoriale attiva” cioè un “Piano Regolatore Generale” per i sei Comuni dell’isola. E’ tutto rimesso ai “decisori politici”. L’eufemismo per indicare i sei sindaci con i rispettivi sei Consigli Comunali per una “classe dirigente” di circa o oltre 100 persone e la Regione Campania per indicare il presidente della Giunta, Vincenzo De Luca ed il confermato assessore all’urbanistica,arch. Bruno Discepolo, e 50 o più consiglieri regionali. Da 50 anni la Regione Campania – anche se l’isola d’Ischia è stata individuata da un Piano Territoriale del 2008 dalla stessa Regione come un unico “Sistema Locale di Sviluppo” – non riesce a dare uno strumento urbanistico di “tutela attiva" del territorio. Nel dicembre 2019 con un emendamento alla legge 130 è stato direttamente affidato alla Regione il compito di un “Piano per la Ricostruzione”. Non è stato fatto nulla.

SI PUO’ RITORNARE AL BELLO?
Dopo il terremoto del 21 agosto 2017 e dopo aver costruito nell’isola d’ Ischia almeno 130mila vani in 70 anni si può ritornare alla “bellezza del paesaggio”? L’arch. Ilia Delizia – autrice del testo fondamentale “Ischia, l’identità negata” ( ESI-1987) ritiene che si deve. Che la “coperta lunga e larga del condono edilizio” non può essere estesa all’infinito. Che occorre un “Piano di riequilibrio ambientale” che tenga conto della sismicità dell’isola. Almeno 20 dei complessivi 46 Kmq sono soggetti al rischio sismico. Ed allora l’area di maggiori rischio sismico deve essere destinata a Parco Naturale e Scientifico raccogliendo la proposta del prof. Giuseppe Luongo del 26 agosto 2017. E’ inevitabile una “Pianificazione virtuosa” con un richiamo forte sia all’art.9 sia all’art.32 della Costituzione: la difesa del paesaggio. Il diritto alla salute richiamato in tempo di pandemia dal Covid-19. Si può fare per Ischia quello che è stato fatto per Gibellina e per Pozzuoli. Delocalizzare ma trovare un armonia al Bello.

IL MAJO ED IL FANGO AREA INDISPONIBILE

Per avviare una “Pianificazione” bisogna dichiarare l’area del Majo, di La Rita, del Fango “indisponibile” ad insediamenti abitativi. E’ la convinzione ripetuta dal prof. Giuseppe Luongo. Luongo è convinto che può nascere in quell’area un Parco Scientifico e Naturalistico con un Centro Scientifico Europeo per lo studio delle cause dei terremoti in aree epicentrali. Non vede alternative alla “delocalizzazione” di circa 1500 abitanti in un’isola che dispone di una enorme consistenza edilizia. L’area a rischio sismico è di 20 Km2. Ma il rischio è “mitigato” nelle aree rivierasche. Ed allora bisogna avviare la “Pianificazione Territoriale” e la razionalizzazione del territorio anche tenendo conto dell’importanza turistica dello sviluppo economico raggiunto in 70 anni dall’isola d’Ischia: 40mila posti letto, 3mila imprese, 64mila abitanti, 9mila lavoratori stagionali, circa o oltre 3 milioni di presenze prima del Covid 19,10mila studenti in 4 Istituti Superiori e 5 istituti comprensivi.
Insomma bisogna avviare un’azione “politica” affinchè quella che Ilia Delizia ha definito “crisi strutturale” dell’isola d’Ischia abbia una risoluzione.
Prima che sia troppo tardi.


Sabato 10 ottobre 2020, cronache e commento dal convegno “Il Sisma, tre anni dopo quel 21 agosto non dimenticare per costruire il futuro” tenutosi al Centro Polifunzionale di Ischia per iniziativa del Circolo Sadoul.

Si ringrazia il Circolo Sadoul ed il suo presidente Pietro Greco con il segretario Rosario de Laurentis per l’iniziativa e l’organizzazione. Ed i relatori: prof. Francesca Bianco, prof. arch. Ilia Delizia, prof. Giuseppe Luongo dalle cui relazioni è tratto questo articolo del tutto personale. Il Convegno è stato di alto valore scientifico e non ha trattato gli aspetti politici della “Ricostruzione”.
Si ringraziano i Dirigenti Scolastici, prof. Assunta Barbieri, Preside dei Licei Classico e Scientifico e prof. Lucia Monti, Preside della Scuola Media “Giovanni Scotti” di Ischia, ed i giovani studenti che vi hanno preso parte.
Si ringrazia il Sindaco d’Ischia, dottor Enzo Ferrandino, per il suo indirizzo di saluto.
Si ringrazia il fotoreporter GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO per l'ampio servizio fotografico che si può scaricare su www.ischiamondoblog diretto da Antonio Lubrano.

IL CONTINENTE – è un’agenzia stampa di scopo costituita dopo il sisma del 21 agosto 2017- sono stati pubblicati nel corso del 2019 4 volumi monografici sui problemi della Ricostruzione e dell’Assetto Territoriale dell’ isola d’ Ischia. Direttore responsabile – con registrazione al Tribunale di Napoli n.36/2017 - è il giornalista Giuseppe Mazzella autore del volume “I sei secondi che sconvolsero Ischia” ( 2017) – Premio “Francesco Landolfo 2018” Targa Gianpaolo Necco con Menzione Speciale” per l’impegno per la Ricostruzione di Ischia.
De IL CONTINENTE è stata pubblicata nel corso del 2019 una Rivista di Politica-Economia-Diritto-Storia trimestrale in 4 numeri:

n.1 – gennaio 2019 – RICOSTRUZIONE, LA PAROLA NON BASTA
n.2 – aprile 2019 – LA PIANIFICAZIONE NEGATA: TUBI, SE QUESTO E’ COSTRUIRE
n.3 – luglio 2019 - IL MARE DI LEGNO
n.4 – ottobre 2019 – IL DISASTRO DELLA RICOSTRUZIONE

I numeri sono consultabili sul Web sul sito www.ponzaracconta.it
La pubblicazione della Rivista è sospesa a causa Covid-19 ma continua l’informazione attraverso l’ Agenzia Stampa.

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Senatrice,
ho letto le dichiarazioni della senatrice del gruppo M5S, Silvana Giannuzzi, sul suo emendamento alla “ leggina” (sarebbe meglio definirla “leggiaccia”) per la “ricostruzione” nei comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, colpiti dal terremoto del 21 agosto 2017 e quelle dell’ avv. Maria Grazia Di Scala, Forza Italia, consigliere regionale uscente e candidata nelle elezioni regionali del 20 e 21 settembre 2020.

Nei giorni scorsi gli operai incaricati dalla Città Metropolitana di Napoli hanno effettuato la rimozione di buona parte del calcestruzzo ammalorato sulla fascia laterale Nord-Est del Ponte Melan.

Lungo via Antonio Sogliuzzo gli operai della manutenzione stanno provvedendo a chiudere le aiuole dove erano situati dei pini tagliati e a mettere in sicurezza alcuni tratti del marciapiede che, soprattutto di sera, rischiavano di diventare pericolosi.

Dopo il protrarsi dei lavori a causa del lockdown, è finalmente terminato l’intervento di ripristino dello stato dei luoghi di Vico Marina, una delle zone colpite duramente dalle mareggiate invernali.

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