Ischia News ed Eventi - E' iniziato un nuovo Anno

E' iniziato un nuovo Anno

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Anche a Forio è iniziato il nuovo anno, ma qui non ce ne siamo accorti. Anzi! Continuano ad accadere le stesse cose, continuano ad avverarsi le mie, le nostre facili profezie, a volte drammatiche per il nostro Paese. Ogni tanto incontro qualche cittadino che mi ferma e mi dice “sai forse avevi ragione eppure pensavo che le tue posizioni erano dovute solo al fatto che eri contro questa Amministrazione”.

E così è per il parcheggio interrato di Monterone ancora area di cantiere, ma soprattutto di degrado e non sappiamo quanto costerà ancora alla nostra Comunità con buona pace dell’allora ed attuale Sindaco che non volle neppure ascoltare le mie perplessità e si rifiutò di esaminare la mia proposta progettuale alternativa che prevedeva di utilizzare quei soldi per acquistare il terreno sufficiente per realizzare non solo il parcheggio ma anche la famosa bretella utile per ovviare al problema traffico della zona Monterone – via Baiola - Rione Umberto I. Ed oggi con il perdurare della chiusura di via Monticchio il problema diventa insopportabile durante gli orari di ingresso e soprattutto di uscita dalla Scuola Media, quando molti dei residenti al Rione Umberto I non riescono a tornare a casa dal lavoro neppure per la pausa pranzo. E non si capisce perché il Comune, “approfittando” anche di una sentenza favorevole all’Ente non cerchi, di accordo con i privati proprietari di quella strada, una soluzione anche a termine, almeno fino alla individuazione di quella definitiva. Ed anche un’altra soluzione era stata proposta all’amministrazione con il collegamento fra la scuola elementare e la scuola media che terminava con un’opera, peraltro già condivisa con la Soprintendenza, relativa alla costruzione di una palestra sovrapposta ad uno spazio che poteva essere destinato ad Auditorium. Eppure i soldi per quella progettazione già erano stati stanziati, anzi la progettazione è oggi in fase avanzatissima, ma in pochi lo sanno o non lo vogliono sapere.

Ora con la chiusura della via Giovanni Mazzella Forio è ancora di più invivibile! Un’altra cocente sconfitta delle nostre tante battaglie contro lo spreco di milioni di euro per la estetica cittadina su di una strada che necessitava di ben altri interventi in ordine al gravissimo fenomeno della erosione del mare lungo quel tratto di costa, mentre la baia di Citara continua ad essere area di degrado e di abbandono. Ma non è una nostra sconfitta è una sconfitta della Collettività che continua a pagare per scelte scellerate.

Non si ha idea di quali siano i criteri, le regole, le priorità, gli obiettivi che guidano l’azione dell’Amministrazione nel delicato settore dei lavori pubblici. Cosa costa dare vita ad un authority che veda coinvolti i rappresentati delle forze di opposizione consiliare (ma a Forio ce ne sono ancora?), delle categorie, esperti del settore, esponenti illustri della società civile che per il solo amore per il nostro Paese e gratuitamente potrebbero dare un contributo importante per la definizione delle scelte ma anche per svolgere specifici compiti di controllo sulla qualità e sulla tempistica degli interventi? Ma ancora di più: cosa costa mettere mano ad un regolamento rigidissimo che garantisca tempi certi di consegna delle opere, prevenga contenziosi ed introduca in maniera inequivocabile principi di massima trasparenza sui criteri di affidamento dei lavori con particolare riferimento alle somme urgenze ed ai lavori cosiddetti in economia. Un regolamento che metta in condizione tutte le imprese artigiane di poter concorrere introducendo norme che favoriscano opportune rotazioni nel rispetto di adeguate valutazioni in termini di competenze nell’ambito delle specifiche tipologie di interventi richiesti.

E ovviamente non si parla più di pianificazione del territorio, della necessità di recuperare il vecchio piano regolatore o avviare la procedura per la redazione di un Piano Urbanistico Comunale almeno per favorire la realizzazione di nuove opere pubbliche con la previsione di infrastrutture indispensabili per la vivibilità del nostro Paese. Per non parlare poi del perché non si avverta la necessità di provvedere alla redazione di un piano particolareggiato almeno per “salvare” le istanze dei vecchi condoni e delle concessioni in sanatoria rilasciate che rischiano di valere meno che “carta straccia” dopo i tanti sacrifici anche economici ai quali sono stati chiamati tanti nostri Concittadini. Non si può delegare tutto questo all’esito dei tantissimi processi che si stanno celebrando e che anche questi tanto costano sotto tutti i profili alla nostra Gente.

Come non si parla più di depurazione dopo quello che è accaduto quest’estate con l’isola d’Ischia ed in particolare il nostro Comune “sputtanato” sulla stampa nazionale ed internazionale per scarichi abusivi e non solo!!!

Ed ancora: mi dicono che nei primi giorni del 2010 il Comune avrebbe impegnato ben € 200.000,00 (duecentomila/00) annui per il fitto di un immobile in un’area prospiciente il porto per destinarlo ad uffici, asilo nido e non so quale altro servizio. Ovviamente immagino, anzi ne sono certo che questo sia il risultato di un bando pubblico, che mi sarà sicuramente sfuggito, e che questa sia stata l’offerta più vantaggiosa arrivata. Ma mi domando: anche più vantaggiosa dell’acquisto di un immobile!?! Ma le considerazioni non si fermano qui! Ma vi sembra normale che un’Amministrazione che vanta (!?!), proprio in questi giorni, dopo anni di mercanteggiamento e di irresponsabile immobilismo, di aver trovato (?!?) la strada per avviare finalmente la realizzazione del porto turistico “ingolfi” proprio quell’area con attività non proprio funzionali alla gestione di servizi portuali? CIALTRONATE!!!

Spesso gli attuali Amministratori si trincerano dietro pseudo limiti imposti dal quadro normativo sulla possibilità di decidere e quasi ci convincono che la pubblica amministrazione, ma ancora di più la politica non ha facoltà di pensare ed attuare scelte che favoriscano un particolare modello di sviluppo socio-economico del proprio territorio. A volte mi domando se Essa può favorire per esempio, almeno all’interno dei centri storici, l’insediamento di particolari attività che valorizzino l’artigianato artistico, la propria storia e le proprie tradizioni, la cultura ed eviti le note ed ormai croniche invasioni del nostro tessuto economico e soprattutto che ai nostri giovani, alle nostre famiglie vengano offerti modelli e tentazioni pericolose.

A mettere a nudo l’insipienza e le responsabilità dei nostri “Eroi” ci pensa il Sindaco di Tradate, in provincia di Varese, con un provvedimento esemplare. In quel Comune un’Ordinanza mette un tetto sulla presenza delle slot machine, ne limita gli orari di utilizzo e, soprattutto, vieta l’apertura di sale giochi entro una certa distanza da scuole ed ospedali per proteggere studenti e malati. Motivi? “Il danno sociale che provocano è enorme”. “Ci siamo resi conto – ha spiegato il Sindaco Candiani – che molti locali aperti al pubblico, e spesso frequentati da minorenni, sono stati invasi da questa tipologia di intrattenimento che a lungo andare è molto pericolosa dal punto di vista sociale. Tanto da provocare danni, a volte irreparabili, a intere famiglie. Al gioco c’è una notevole assuefazione e nell’ordinanza abbiamo anche inserito che all’interno dei locali devono essere esposti cartelli che indichino questa pericolosità nell’uso delle macchinette, esattamente come accade sui pacchetti si sigarette. Il ragionamento è lo stesso”.

Ecco la giusta interpretazione del ruolo della politica oltre ogni opportunistica connivenza e complicità, oltre ogni logica di convenienza e di consenso.

Oramai il nostro tessuto sociale, e non solo quello del Comune di Forio, è polverizzato, disintegrato da logiche diaboliche che hanno ormai invaso tutti i settori della Società ma ancora di più le nostre coscienze. Ma esistono ancora le categorie, si può ancora parlare di società civile sulla nostra Isola? Dal silenzio che si sente direi proprio di no!!! Non ci si indigna più di fronte a nulla, ci si commuove si di fronte alle tragedie che vive la nostra Isola, ma tanto e solo per farsi vedere, visto in quanto poco tempo le si dimentica. E così il degrado dilaga ed il disagio aumenta e colpisce sempre di più le fasce più deboli, i disabili, gli anziani, i giovani sempre più esposti, a rischio della vita, alle occasioni di evasione che offre a buon mercato la nostra malandata Società. Ma come si fa a parlare di futuro su di un’Isola che frana sotto tutti i punti di vista e che fa acqua da tutte le parti? È vero non è poi tutto così nero, qualcosa di sano ci sarà. Sono le nostre radici, i valori che i nostri antenati hanno provato a trasmetterci. Si tratta di capire da dove, come e soprattutto se si vuole ripartire. Ma si tratta anche di avere la forza di decidere cosa e chi condannare, cosa e chi evitare, cosa e chi combattere andando oltre le analisi spesso dolorose. E lo dico soprattutto e prima a me stesso. Oggi i giovani troppo spesso elevano a modello Soggetti campioni di incoerenza, di inaffidabilità, di incapacità di mantenere la parola data, e spesso sono loro stessi protagonisti di atteggiamenti inqualificabili. Ed è per questo che c’è sempre di più bisogno di esempi positivi, di riferimenti forti, di scelte coraggiose che anche la Politica è chiamata a fare, ma non solo.