Ischia News ed Eventi - Il Salone del Gusto 2010

Il Salone del Gusto 2010

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Al Salone del Gusto 2010 centinaia di stand con migliaia di ospiti di Slow Food e di prelibatezze invitano a pensare ai valori della tradizione. E alla sua bontà. Sembra tutto buono, sotto le alte travi del Lingotto, in questi giorni. L'ex-stabilimento Fiat con le linee produttive della Balilla e della Topolino è stato scelto da Slow Food  per ospitare, ogni due anni, una kermesse sempre più ricca di spunti di discussione, di ispirazione, di prelibatezze.

In questi giorni nei padiglioni del Lingotto Fiere ci si può imbattere in banchetti di piccoli produttori, aziende agricole e stand di tante province e regioni italiane, nei Presìdi Slow Food, la vasta area Enoteca, lezioni di cucina, cocktail bar ed eventi su prenotazione, tra cui la degustazione della guida Slow Wine 2011 (tenuta a battesimo da uno sketch sulla figura del sommelier del comico Antonio Albanese).

Ogni sera alle 20.45 una proiezione di film e cortometraggi a cura di Slow Food on Film. All'inaugurazione hanno sfilato autorità d'ogni calibro, dal commissario europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos al ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan, il quale non ha perso occasione per un plauso agli OGM ("Bloccare la ricerca in nome di un'ideologia è sbagliato"). Carlo Petrini, presidente di Slow Food, ha rimesso sui suoi binari la manifestazione: "Riportiamo l'attenzione sulla necessità di ridare il giusto valore al cibo e di consumare meno e meglio, cercando il prezzo giusto, non quello più basso". E ancora "Mi stupisco di come la politica non capisca quanti posti di lavoro può dare la campagna. E di come le banche non si convincano che il credito concesso agli agricoltori è cosa ben fatta e non certo soldi persi. Il rilancio passa attraverso il ritorno alla terra da parte delle nuove generazioni perché oggi solo il 7% dei contadini ha meno di 35 anni".

Dunque, il richiamo alla terra è evidente in ogni angolo di questo posto, l'unico in cui contadini e artigiani, mondo della cultura accademica e cuochi, grandi cultori dell'enogastronomia e "semplici" curiosi possano incontrarsi dando vita a una kermesse così varia e allettante. Partecipano contadini, produttori e ospiti provenienti da ben 160 paesi. Penso che questo sia un appuntamento non solo con il mercato, ma anche con l'educazione alimentare, l'incontro e il dialogo tra culture diverse.

Una delle novità di quest'ottava edizione è che si è voluta dare priorità al territorio di provenienza, non ai prodotti in sé. Non ci sono più vie "a tema" o isole di presìdi Slow Food, bensì si avanza per regione o per nazioni, tra assaggi, piatti, prodotti tipici, tradizioni e cucine. Questo può forse disorientare chi è alla ricerca di un determinato cibo, ma certamente riconduce l'attenzione alle radici dei prodotti.

Si passa quindi direi un po' caoticamente, dai grandi vini della Banca del vino di Pollenzo al formaggio che ha stampata sopra la storia dell’Unità d’Italia, dal peperone di Cuneo alla birra affinata nelle barrique del vino e il mint julep di Chris McMillian di New Orleans, dalla ricotta della regione Lazio (taciamo dell'abbacchio) alle farine di castagne e granturco coi tartufi di Valtiberina, la patata di Cetica, i fagioli zolfini dal Valdarno, la lenticchia di Mormanno della Calabria, il miele bianco di Wukro dell'Etiopia e lo Zafferano del Wachau dall'Austria, il cacaco di Appta in Costa Rica, i cafetaleros di La Alianza, i coltivatori di agrumi in Brasile, i produttori di zucchero di canna da ogni parte del mondo.

Accanto al Salone Internazionale del gusto si svolge Terra Madre, una sorta di convegno permanente che raduna per cinque giorni oltre 5.000 rappresentanti di comunità locali orgogliose di esibire i loro cibi e costumi, contadini, cuochi, scrittori, vignaioli e musicisti provenienti da ogni latitudine del pianeta. L'obiettivo è festeggiare e diffondere la cultura di una produzione alimentare locale, sostenibile e rispettosa di saperi tramandati da generazioni.

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