Ischia News ed Eventi - 25 anni dell’Isola senza il Professore

25 anni dell’Isola senza il Professore

Storia
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Nel 2026 ricorre il venticinquesimo anniversario della morte del professor Edoardo Malagoli. Alle nuove generazioni il suo nome è quasi sconosciuto.

In questi 25 anni non è stata dedicata alcuna giornata di studi alla sua vita e alla sua opera. Sarebbe stato significativo organizzare anche solo tre giornate di studio per raccogliere e analizzare la sua attività e la sua “missione laica”, svolta in un contesto umano dominato dalla forte presenza della Chiesa, ancora più potente del potere temporale dei Papi e del peso confessionale della Democrazia Cristiana, il partito cattolico che ha governato l’Italia e le sue migliaia di piccoli centri, come l’isola d’Ischia.

Non solo avrebbero dovuto esserci, in questi 25 anni, giornate di studio e riflessione, ascoltando chi è stato allievo, sostenitore o avversario culturale e politico del Professore, ma tutti gli interventi avrebbero dovuto essere raccolti negli Atti del convegno, come un tempo faceva il Centro Studi sull’isola d’Ischia. I quattro volumi degli Atti dal 1944 al 2010 sono una fonte preziosa per i ricercatori e gli storici. È una grave mancanza che il Centro Studi non abbia proseguito questa raccolta negli ultimi 15 anni, perché era la sua funzione caratterizzante e unica tra le associazioni culturali dell’isola.

Gli Atti di un convegno, di giornate di studio, sono strumenti insostituibili per tramandare una memoria ai posteri e per trarre dalla vita del protagonista una lezione per il presente e per la costruzione del futuro. Raccogliere in volume la vita e l’opera di Edoardo Malagoli non sarebbe stata impresa facile, così come raccogliere buone testimonianze sulla sua lezione di vita. Malagoli ha scritto poco, ma ha parlato molto. Non era interessato a scrivere trattati o saggi complessi. Tra il 1960 e il 1990, e oltre, ha tenuto centinaia di conferenze, lezioni al liceo classico, partecipato ad iniziative culturali, politiche e ambientalistiche, scritto articoli sui giornali locali, che allora non avevano quotidiani. Alcuni scritti, come le presentazioni di artisti locali, sono stati conservati in volume dagli amici del Circolo Sadoul, di cui fu presidente per circa 20 anni.

Tuttavia, un compendio, anche con ricerche storiche, della sua vita professionale e civile non è mai stato realizzato. Alla Biblioteca Antoniana si conserva una parte della sua biblioteca, donata dalla seconda moglie, insieme a un ritratto fotografico scattato da Gino Coppa, artista e amico, donato nel 2009 dal Centro Studi.

Se non esiste un compendio scritto della sua opera completa, non esiste nemmeno una strada, un vicolo, una piazza, un plesso scolastico o una biblioteca a lui dedicata per perpetuarne la memoria collettiva. C’è tuttavia una testimonianza fondamentale: l’intervista-documento che mi rilasciò nel 1987 e che è riportata nel mio libro Tempi d’Ischia del 1988. Si tratta di un colloquio di circa due ore, ridotto a 4-5 cartelle, in cui cercai di essere il più fedele possibile al suo linguaggio e al suo pensiero. Prima di pubblicarla, gliela feci leggere per ottenere il suo consenso.

Il Professore mi fece un solo appunto: quando scrissi che il suo insegnamento era “laico e anticlericale”, mi disse di togliere “anticlericale”. Non era contro i preti: era laico, voleva sottolineare una lezione di tolleranza, di democrazia liberale, qualcosa che Norberto Bobbio avrebbe chiamato “elogio della mitezza”.


L’isola e il Professore

L’intervista ha il titolo Edoardo Malagoli: l’isola e il Professore e occupa cinque pagine del mio libro Tempi d’Ischia (pagine 26-30). Chi ha conosciuto e amato il Professore potrà cogliere molti aspetti della sua personalità, del suo pensiero e della sua vita. Ho cercato di raccogliere quasi tutto, ma ci sono ricordi che il Professore ha mantenuto per sé.

Ciò che ritengo più importante è la parte in cui racconta la sua azione come Presidente della sezione ischitana di Italia Nostra, in linea con il suo impegno culturale, ispirato al settimanale Il Mondo, fondato e diretto da Mario Pannunzio. Ricorda un convegno del 1962 con la partecipazione del professor Roberto Pane per un nuovo Piano Regolatore dell’isola d’Ischia, in sostituzione del Piano Paesistico Calza-Bini del 1942, allora applicato in modo discrezionale durante una fase di forte espansione edilizia selvaggia e senza rispetto per ambiente e storia.

“Quel convegno rimane comunque una pagina importante – racconta nell’intervista – se non altro perché si dica che qualcosa si è tentato per incanalare la pressione storica dello sviluppo”. L’espressione “incanalare la pressione storica dello sviluppo” esprime la sua concezione positiva della Storia – da allievo di Benedetto Croce – e un liberalismo economico che deve essere regolato dalla pianificazione territoriale.

Non ho trovato tracce di quel convegno del 1962. A 63 anni di distanza, l’isola d’Ischia non ha ancora un piano regolatore generale attivo. Non siamo riusciti, in oltre 60 anni, a “contenere la pressione storica dello sviluppo”.

A 25 anni dalla morte di Edoardo Malagoli, discutiamo ancora della pianificazione possibile e necessaria. Gli uomini passano, sono dimenticati, ma i problemi restano.

7 gennaio 2026 – Giuseppe Mazzella, Il Continente