Ischia News ed Eventi - Condono edilizio o dell’ipocrisia di una sinistra “democratica” senza socialismo

Condono edilizio o dell’ipocrisia di una sinistra “democratica” senza socialismo

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L'ipocrisia, dice il Devoto Oli, è "la simulazione estesa all'ambito dell'atteggiamento morale o dei rapporti sociali" e cita La Rochefoucauld: "l'ipocrisia è un omaggio che il vizio rende alla virtù". L'ipocrita è quindi "il simulatore di atteggiamenti o sentimenti esemplari". Il gusto della ricerca semantica – che invece riveste un costume - mi è nato dalle attenzioni che le pagine napoletane de "La Repubblica" hanno dedicato alla "conversione" del Partito Democratico al problema del condono edilizio del 2003, dieci anni fa, che non si applica nella Regione Campania. Sul condono edilizio, sulla necessità e l'opportunità di fermare gli abbattimenti di case abusive in Campania, ha fatto una battaglia soprattutto il PDL attraverso il suo massimo esponente regionale, l'on. Nitto Palma, ricevendo una montagna di insulti soprattutto da esponenti dell'ambientalismo e del PD. Gli esprimo apprezzamento per il suo coraggio, la sua tenacia e la sua competenza giuridica oltre ad aver saputo esprimere una linea UNITARIA del suo partito espressa anche da altri esponenti fra i quali il sen. Domenico De Siano.


Stella Cervasio scrive giovedì 20 giugno 2013 un articolo sul "caso":" Sorpresa PD indietro tutta sul condono edilizio" e spiega il disegno di legge del PD della Campania che prevede "piani di recupero" da parte dei Comuni ed addirittura lo scioglimento per quei Comuni che non lo fanno.
L'argomento occupa l'intera quinta pagina di cronaca e registra fra l'altro una dichiarazione dell'on. Rosaria Capacchione, giornalista, deputata del casertano del PD, coraggiosa cronista contro la camorra, che dichiara: "Stiamo parlando di un milione di abitanti coinvolti, non mille, non tutti sono responsabili degli abusi "perché i Comuni non avevano il Piano Regolatore Generale. Poi però, tanto per "bilanciare", altre dichiarazioni: Ciro Cacciola, coordinatore del PD in Campania: "il disegno di legge che presenteremo consentirà ai Comuni di presentare "piani di recupero"...altro che condono indiscriminato... sanzioni per i Comuni in caso di inadempimento" e Cacciola dice che "cadrebbe per la Campania l'esclusione dal condono del 2003" ma l'altro coordinatore del PD in Campania,Enzo Amendola dice: "Noi siamo contro il condono. Con un architetto d'esperienza come Bruno Discepolo abbiamo discusso delle formule per cercare di alleviare i problemi dei Comuni che hanno difficoltà". Come se il Diritto fosse la Chimica cioè "formule" come se la responsabilità fosse SOLO dei Comuni mentre invece il VERO RESPONSABILE del caos urbanistico è della REGIONE CAMPANIA da 43 anni!!!!
Venerdì 21 giugno "La Repubblica" con "la polemica": L'ipotesi condono spacca la sinistra" e riporta una lunga intervista all'ex- "Governatore" della Campania, Antonio Bassolino di Conchita Sannino dove Bassolino non solo giustifica la legge campana di esclusione del 2003 ritenuta "illegittima " dalla Corte Costituzionale ma afferma "che c'è troppa comprensione per chi ha violato la legge".Un'intera pagina è dedicata alle altre reazioni, naturalmente, di apprezzamento del PDL per la nuova posizione del PD con il titolone: "Il condono del PD divide il partito, il PDL esulta: "oltranzismi ideologici abbandonati".
Sabato 22 giugno "La Repubblica". Un'altra pagina con il titolone: "No al condono senza piani di recupero" con i "chiarimenti" dell'arch. Bruno Discepolo, quello che sta studiando la "formula", che afferma: "la nostra proposta non è quella del PDL. Noi vogliamo chiudere la stagione dei condoni. I Comuni debbono riprendere la pianificazione dei territori. La legge regionale 16 dell'ex assessore obbliga i comuni ad adottare i PUC, i nuovi strumenti urbanistici. I Comuni hanno 30 mesi per i piani di recupero pena lo scioglimento. La legge di non estensione del condono della Campania è stata dichiarata illegittima".
A Discepolo- scrive Stella Cervaso su "La Repubblica" – fa eco il segretario cittadino del PD, Gino Cimino: "Non siamo il partito del condono. Abbiamo provato attraverso la costruzione di una proposta a rimediare a delle incongruenze che non hanno permesso la possibilità di risolvere questioni tecniche ma la premessa è molto chiara. il PD è un partito che non transige sui principi della legalità e non va confuso con lo spirito propagandistico e inconcludente della destra che da vent'anni sventola un condono che non si è mai realizzato".
Finisco qui le citazioni nella speranza di qualche lettore a cui rimando la lettura dei lunghi articoli su "La Repubblica".
Io trovo queste dichiarazioni di esponenti del PD "ipocrite" cioè "simulatrici di atteggiamenti o sentimenti esemplari" ma sono addirittura proposte di "formule" che dimostrano come questi esponenti siano molto lontani dalla "conoscenza" dello stato di "efficienza amministrativa" dei 91 Comuni dell'area napoletana (Napoli esclusa perché concentra, come sempre, tutto il dibattito) ed in particolare dei sei Comuni dell'isola d'Ischia che, per la sua particolarità ambientale – è la più grande delle isole minori italiane (46Km2) e proporzionalmente è la più popolata (65mila abitanti) ed è abitata senza soluzioni di continuità almeno dallo VIII secolo a.C. – ed economica – è un'area turisticamente "ipermatura" diventata tale soprattutto dall'ESPANSIONE EDILIZIA , disordinata ma comunque produttiva, con 40mila posti-letto, 3mila imprese,13 mila lavoratori iscritti al Centro per l'Impiego ex-Collocamento - e quindi avrebbe bisogno non di una "formula" ma di una "LEGGE SPECIALE" perché non ha MAI avuto un Piano Regolatore Generale "approvato" dalla Regione Campania ed "in vigore" ma due Piani di "tutela passiva del territorio", tanto per usare gli eufemismi cari agli architetti, un Piano Paesistico del 1942 ed un Piano Urbanistico Territoriale del 1995 approvato dal Ministero dei Beni Culturali ai sensi della Legge Galasso del 1984 "surrogando" i poteri della Regione Campania che in 11 anni non ha saputo redigere ed approvare un Piano Urbanistico "sovraordinato" rispetto ai sei Piani Regolatori ma veramente "praticabile" in una economia aperta con un mercato libero.
Poiché il Piano "ministeriale" – detto Paolucci dal nome dell'allora Ministro, tecnico di un governo tecnico – vieta qualsiasi nuova costruzione un intero sviluppo sociale ed economico di una comunità di 65mila persone che vivono SOLO di turismo ed indotto è GIURIDICAMENTE bloccato. Non è MAI stato redatto ed approvato il "piano di dettaglio", previsto dal decreto ministeriale di approvazione del Piano Urbanistico Territoriale, dei due condoni edilizi del 1983 e del 1993 che avrebbe dovuto essere redatto dai Comuni ed approvato dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali entro UN ANNO dalla approvazione del Piano. Essendo SEI COMUNI e mancando un coordinamento istituzionale e surrogatorio ciascuno ha avviato un proprio piano di recupero con propri "protocolli di intesa" con la Soprintendenza. Le pratiche dei due condoni sono oltre ventimila. Quelle del "terzo condono" del 2003, non applicabile allo stato attuale, del 2003, dieci anni fa, si stima che siano oltre 10mila. Tutto questo senza "rimuovere" le leggi vincolistiche del 1939 cioè settantaquattro anni fa!!!
La storia della "pianificazione mancata" dal 1949 al 2010 nell'isola è raccontata in estrema sintesi in un mio libretto(Ischia, la pianificazione mancata-I Quaderni dell'Osservatorio sui fenomeni Socio-Economici dell'isola d'Ischia-OSIS- giugno 2012 con postfazione di Franco Borgogna).

Credo che è tempo di chiarezza e credo che la proposta dell'on. Nitto Palma sia molto più seria perché semplicemente "realistica" in quanto tiene conto del grado di "efficienza" dei Comuni e soprattutto della Regione Campania. Quindi occorre – purtroppo – l'ennesima "leggina!" di estensione del condono del 2003 a tutta la Campania e soprattutto all'isola d'Ischia, caso emblematico o paradigmatico , ed occorre procedere all'unificazione amministrativa dell'isola d'Ischia in UN SOL COMUNE con un unico Ufficio della Pianificazione Territoriale affidando la PIENA COMPETENZA AL COMUNE UNICO eliminando i poteri della Soprintendenza.

Allo stato dell'efficienza dei sei Comuni dell'isola d'Ischia NESSUNO ha approvato un Piano Urbanistico Comunale previsto dalla legge regionale dell'assessore dell'epoca Marco Di Lello, socialista, eletto deputato del PD che pare già confluito nel gruppo misto della Camera, del 2005 e del resto non avrebbe alcun senso se un Comune – come Serrara-Fontana, il più piccolo fra i sei, ma l'unico ad aver affidato l'incarico di redazione ad uno Studio di urbanistica – approvasse un "piano di recupero" mentre gli altri 5 non lo fanno.

Naturalmente per rivedere un nuovo assetto istituzionale dell'area napoletana ci vuole tempo: bisogna istituire la Città Metropolitana, abolire la Provincia, disegnare i poteri dei 92 Comuni dell'area di cui sei nell'isola d'Ischia e due a Capri. Solo con un "efficiente" assetto istituzionale dei poteri locali può essere credibile ed attuare una "realistica" Pianificazione Territoriale che deve essere legata alla Programmazione Economica. Un assetto istituzionale "efficiente" può rendere "efficace" una "Programmazione-Processo" capace di consolidare e non distruggere un sistema economico complesso di un'isola ancora di straordinaria bellezza dalla articolata Economia come dimostriamo ogni mese con la nostra Rivista-Guida "Ischianews & Eventi" ed abbiamo proposto – nel caso di Casamicciola – una Società di Trasformazione Urbana ai sensi dell'art.120 del Testo Unico degli Enti Locali capace di recuperare almeno 100mila metricubi di superficie coperta soprattutto con il recupero del fatiscente complesso del Pio Monte della Misericordia.
Se queste sono osservazioni "semantiche" o "giuridicamente elementari" come vecchio socialista liberale sessantottino desidero farne una di carattere "politico".
I comunisti hanno sempre sostenuto di essere i primi della classe, di avere "sentimenti esemplari" e non hanno MAI sostenuto abbastanza la politica di Programmazione avviata dai socialisti negli anni ' 60 del ' 900 con la svolta di centro-sinistra fino a dare un contributo decisivo per il suo fallimento che ha portato negli anni ' 80 e ' 90 al più sfrenato liberismo che a sua volta ha determinato la corruzione e la dissoluzione del sistema dei partiti. Diventati "postcomunisti" e semplicemente "democratici", perché non possono dirsi "socialisti", non hanno perso questo "vizio" che vogliono far passare come "virtù". Che cosa sia oggi il PD lo sta spiegando Fabrizio Barca nel suo giro d'Italia in quello che resta delle "sezioni" che oggi si chiamano "circoli".
Se il PD non dichiara se stesso "socialista" in linea con il "socialismo europeo" e se i suoi dirigenti non si scelgono Padri Nobili come Norberto Bobbio e Carlo Rosselli cioè i portatori laici di un "dubbio" non di una "certezza" e ne fanno comportamento politico , non ha né presente né avvenire.
Questa questione del "condono edilizio" è quindi esemplare. Bisogna chiamare le cose con il nome appropriato, bisogna avviare una autocritica, bisogna vedere il palo nei propri occhi prima che il pelo o un altrettanto palo in quelli degli altri, bisogna, tanto per chiudere e scusarmi per chi mi ha letto fin qui, con Ernesto Rossi (1897-1967) "dare occhiali alla democrazia non accecarla".

Casamicciola, 23 giugno 2013-06-23
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