Ischia News ed Eventi - Lettera aperta a Silvana Giannuzzi, senatrice della Repubblica, sulle “demolizioni e ricostruzioni” nell’isola d’Ischia e per un Piano di Assetto Territoriale.

Lettera aperta a Silvana Giannuzzi, senatrice della Repubblica, sulle “demolizioni e ricostruzioni” nell’isola d’Ischia e per un Piano di Assetto Territoriale.

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Senatrice,
ho letto le dichiarazioni della senatrice del gruppo M5S, Silvana Giannuzzi, sul suo emendamento alla “ leggina” (sarebbe meglio definirla “leggiaccia”) per la “ricostruzione” nei comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, colpiti dal terremoto del 21 agosto 2017 e quelle dell’ avv. Maria Grazia Di Scala, Forza Italia, consigliere regionale uscente e candidata nelle elezioni regionali del 20 e 21 settembre 2020.


Il problema non riguarda tanto l’estenzione del contributo dello Stato a tutti gli immobili colpiti dal terremoto “condonati” ma la esclusione dal contributo per gli immobili “demoliti e ricostruiti”.
Ho scritto nel 2012 un libretto sulla “pianificazione mancata” nell’isola d’Ischia di 47 pagine che voleva essere una breve “storia di uno sviluppo edilizio ed economico senza programmazione dal 1949 al 2012”. Il libretto – edito dall’Osservatorio sui Fenomeni socio-economici dell’isola d’Ischia OSIS reca la postfazione del Presidente dell’ OSIS, Franco Borgogna, laureato in scienze politiche, attento e scrupoloso opinionista locale su “Il Golfo”.

Il libretto fu diffuso in uno con il numero di giugno 2012 dalla rivista “La Rassegna d’Ischia” diretta dal prof. Raffaele Castagna. E’ diviso in 9 capitoli.
Ne consiglio la lettura alla senatrice Silvana Giannuzzi che – leggo da wikipedia – è senatrice del M5S dal 2018 e che ha come professione “consulente per le relazioni esterne”. Non sono indicate altre “competenze” e “titoli di studio o accademici”.

Nel libretto riporto alcune affermazioni del prof. Vincenzo Mennella (1923-1995) che fu sindaco di Lacco Ameno per circa 20 anni tratte dal suo libro di memorie postume date alla stampa dalla moglie Luciana così come il “professore” le aveva lasciate. Mennella ricorda che “la Soprintendenza ai Monumenti dava i pareri sui progetti e soprattutto nella giornata del 31 agosto 196, ultimo giorno prima dell’entrata in vigore della “Legge Ponte” non so quante licenze portino quella data perché vi fu una inarrestabile corsa al rilascio di licenze e si stabilì, negli ultimi giorni una linea telefonica rovente tra i vari Comuni e la Soprintendenza per cui via via che quest’ultima provvedeva ad esaminare favorevolmente le numerose pratiche, la notizia con il relativo numero della pratica veniva telefonicamente partecipata al Comune dove c’era chi era pronto a raccoglierla perché si perfezionasse la partica edilizia” (pagine 57 e 58 delle sue Memorie).


Nel mio libretto vengono forniti i dati del decennio 1980-1990 sulla espansione edilizia e quelli dell’incremento dal 1951 al 1981 che è stato del 269%. Soltanto nel piccolo Comune di Lacco Ameno di cui Mennella era sindaco nel trentennio 1951-1981 i vani sono quintuplicati con valori del 710%. I dati sono riportati dalla relazione della proposta di piano Urbanistico Territoriale dello Studio di Architettura Ferrara di Firenze del 2005. Piano mai approvato.
La relazione dell’arch. Guido Ferrara cita anche i dati dei due condoni edilizi: legge 47/85 le domande di condono sono 12.017; legge 551/1994 le domande sono 8.237 nei sei Comuni dell’isola d’Ischia.
Il messaggio del libretto è la speranza per un avvio della Pianificazione Territoriale seria unita alla Programmazione Economica anche con una “legge speciale per l’ isola d’ Ischia”.

Mi auguro che la sen. Giannuzzi lo legga per un aiuto alla conoscenza della caotica espansione edilizia dell’ isola negli ultimi 70 anni.
Ma mi accorgo – rileggendo il libretto – che naturalmente non poteva essere esaustivo ho mancato di sottolineare la questione della “demolizione e ricostruzione”. Infatti con la “Legge Ponte“ del 1967 (che doveva durare solo un anno ma è durata 10 con l’avvento della ancora più ristrettiva “Legge Bucalossi”) veniva esteso a tutti i Comuni d’Italia l’obbligo di redigere il PIANO REGOLATORE GENERALE e nelle more venivano fissati indici di costruzione rigorosi per le nuove costruzioni nel “centro abitato” e “fuori “ dal “Centro abitato” cui erano tenuti alla determinazione tutti gli oltre 8mila Comuni italiani.


La “Legge Ponte” tuttavia permetteva la “ristrutturazione” degli edifici esistenti ma vietava la “demolizione e ricostruzione” fino alla “approvazione” del PRG.
Fatta la legge, trovato l’inganno: così i Comuni dell’ isola d’Ischia hanno per circa 20 anni rilasciato licenze per “ristrutturazione” o per “estauro conservativo” di baracche, case fatiscenti, ruderi rupestri etc. che tecnicamente non potevano essere “ristrutturati” ma dovevano essere “demoliti e ricostruzioni” anche perché la “ristrutturazione” si completava nella quasi totalità dei casi in un “ampliamento” abusivo. La particolare tecnica costruttiva – può essere spiegata da qualsiasi geometra operante sull’ isola – di una “ristrutturazione” era quella di demolire e ricostruire a “pezzo” per mascherare quella che invece era una vera e propria “demolizione e ricostruzione”.

Ricordo che il prof. Vincenzo Mennella, che era un Preside di Scuola Media dopo aver insegnato lettere e che Oriana Fallaci chiamò “quel professore di latino che se ne intende di bilanci”, fu l’unico sindaco dell’isola che mise fine a questo metodo concedendo licenze edilizie di “ristrutturazione anche mediante demolizione e ricostruzione”. Mennella interpretò la “Legge Ponte” in questo modo anche se nel 1973 il Comune di Laco Ameno “adottò” il PRG che fu “approvato” dalla Regione Campania nel 1983, 10 anni dopo, e quindi era completamente superato. Poi venne la “Legge Galasso” nel 1984 che bloccò qualsiasi intervento edilizio.
Si può “mascherare” una “ristrutturazione” quando il proprietario investe soldi propri in un momento di espansione economica ma non credo che sia possibile “mascherarla” allo Stato quando si chiedono soldi pubblici.

In questo labirinto di norme succedutosi per 70 anni, che il Notaio Nino Arturo, un fine giurista, definì – nel 2003 dopo l’ approvazione del “terzo condono” che non si può applicare all’isola d’Ischia “area di interesse ambientale” - un “letamaio giuridico” perché pur essendoci state politiche di incentivi allo sviluppo turistico da parte dei Governi non sono mai state abolite le due leggi di “vincolo ambientale” del 1939. Non è MAI stato messo in esecuzione un Piano Regolatore Generale dell’isola d’Ischia pur redatto nel 1968 dall’arch. Corrado Bequinot.
Ed allora – sen. Giannuzzi – senza la “demolizione e ricostruzione” non si può “ristrutturare” niente e forse dopo un terremoto che ha colpito almeno mille edifici diventa necessario finalmente avere un “Piano Urbanistico” con una gigantesca opera pubblica. E’ quello che avrebbe dovuto fare il Commissario Straordinario alla Ricostruzione ai sensi dell’ art.17 comma 3 del DL n.109/2018 emanata da quello che il M5S chiamava “il Governo del cambiamento” costituito da Lega e M5S convertito in legge n.130/2018.

Può trovare - sen. Giannuzzi – un dettagliato documento della consigliera di Casamicciola, avv. Nunzia Piro, contenuto nel n.4/2019 de IL CONTINENTE. Naturalmente tutto è restato lettera morta.
Se Lei legge il primo numero de IL CONTINENTE gennaio/marzo 2019 Ella troverà alla pag. 26 l’emendamento dell’on. Avv. Michela Rostan dell’allora gruppo di opposizione Liberi ed Uguali che chiedeva nella seduta del 30 ottobre 2018 di abolire l’ art.25 e di sostituirlo con una “cabina di regia” istituzionale per un Piano di Assetto Territoriale dell’isola d’Ischia. Alla pag.27 troverà la proposta del 1 agosto 2018 nel Consiglio Regionale della Campania dell avv. Maria Grazia Di Scala approvata all’ unanimità di costituire nell’ isola d’ Ischia un Ufficio Regionale per la Pianificazione Territoriale. Ambedue proposte NON messe in attuazione. Promosse da una deputata e da una consigliere di due gruppi di OPPOSIZIONE. Due donne. In due luoghi istituzionali diversi.

Se le due proposte fossero state attuate adesso ci troveremmo con molti passi in avanti sulla “demolizione e ricostruzione” dei due principali comuni terremotati – Casamicciola e Lacco Ameno – perché si tratta di dare a questi due Comuni dove il rischio sismico è più alto rispetto agli altri 4 Comuni (varia dal VII allo XI della Scala MCS ed interessa un’area di circa 20 Km2 dei 46 complessivi dell’ isola!!!) dell’isola una completa “riqualificazione urbana” anche con “delocalizzazione” di interi quartieri (è evidente che al Majo-La Rita a Casamicciola ed al Fango a Lacco Ameno –legittimi o meno – non si possono” ricostruire” palazzi o albergi a due, tre,quattro piani non solo per il “ paesaggio” ma per il forte “ rischio sismico” conosciuto fin dal 1884 dal vulcanologo Giuseppe Mercalli che invitò a non ricostruire in quelle zone!) e di “trasformazione urbana” sia con l’edilizia residenziale pubblica (l’unica che si può fare in deroga al vigente Piano Paesistico del 1995) sia con il recupero di aree dismesse ma in aree a “mitigazione sismica” che Gino Barbieri ed io abbiamo proposto su IL CONTINENTE nei suoi 4 numeri del 2019 in 26 punti con il principale Progetto Polifunzionale nel Pio Monte della Misericordia di Casamicciola.

Si tratta di fare una chiara “Legge Speciale” per l’Isola d’ Ischia (il Governo la può fare con un decreto “salvo intese” in pochi giorni) incentrata sul nuovo assetto urbanistico di Lacco Ameno e Casamicciola con una gigantesca “opera pubblica” anche utilizzando i Fondi Europei e le nuove leggi di incentivazione della Repubblica per la riqualificazione urbana.
Poiché è “materia concorrente” la Cabina di Regia tra Stato, Regione, Città Metropolitana, Comuni è l’unico strumento possibile anche se può apparire più lungo. E’ una impostazione di RICOSTRUZIONE PUBBLICA completamente OPPOSTA al modello di “ricostruzione privatistica” dettato da questa orribile legge.
Ma a mio parere è l’ unica via.

 

lettera alla senatrice

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