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Le prediche di Mariano

Politica
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Leggo da anni gli articoli del prof. Mariano D’ Antonio che apparivano un tempo su “ Il Mattino” ed oggi sulle pagine napoletane de “ La Repubblica”. Sono stato allievo del prof. D’Antonio alla facoltà di economica e commercio di Napoli negli anni ‘ 70 quando D’Antonio era il giovane docente del corso di economia bancaria. Mi è rimasto indelebile nella memoria non solo quel suo 21 su 30 all’ esame ma quel suo modo di trattare gli allievi: “ Vorrei darle di più ma perché non ha seguito il corso?” mi disse. Risposi che ero di Ischia e che lavoravo e che non potevo seguire.

“ Ci saremmo potuto sentire via telefono” mi rispose. Mai avuto una risposta così cordiale da altri professori. Da allora ho sempre seguito sia la sua lunga carriera accademica – prima a Napoli con la cattedra di economia politica poi a Roma – e quella politica. D’ Antonio è stato assessore comunale a Napoli negli anni ‘ 70 con sindaco Maurizio Valenzi eletto consigliere comunale come indipendente nel PCI poi aderì al PSI ma sempre come “ battitore libero” di un’area di sinistra democratica ancorata ai problemi. Per circa due anni è stato assessore regionale al bilancio della giunta guidata da Antonio Bassolino ed ancora è stato amministratore di “ Sviluppo Italia”, la società pubblica istituita sul finire degli anni ‘ 90 per promuovere gli investimenti nel Mezzogiorno.

E’ sempre stato un convinto meridionalista e si è sempre definito un “ economista postkeynesiano”. Orfano di padre giovanissimo per laurearsi ha fatto lo studente-lavoratore e si ritiene un “ economista applicato” che alla teoria economica preferisce la pratica attuazione di una linea di politica economica. Dice – ancora oggi a 77 anni - di “ trovarsi nella comoda posizione di essere ritenuto dai giornalisti un discreto cultore di economia e dagli economisti un apprezzabile giornalista”.

Le due cose trovano conferma nei suoi articoli. Estremamente concreti Ci sono due punti molto importanti a mio parere che D’Antonio sottolinea e ripete in quasi tutti i suoi interventi sul quadro politico e sull’ economia della Regione Campania.

Il primo punto è la capacità che deve avere la Regione Campania ed i Comuni di saper gestire i fondi europei sia del vecchio piano 2007-2013 i cui fondi possono essere spesi fino al 31 dicembre di quest’anno 2015 sia di quello approvato 2014-2020 che addirittura non è ancora partito perché sono cambiati tre Governi ( Monti, Letta,Renzi) e mentre Monti aveva istituito un Ministero per la Coesione Territoriale affidandolo ad un grande esperto come Fabrizio Barca Letta ha mantenuto il Ministero affidandolo ad una personalità altrettanto preparata come il prof. Carlo Trigilia ed infine Renzi ha cancellato il Ministero affidandone le funzioni al suo sottosegretario alla Presidenza Del Rio poi diventato Ministro per le Infrastrutture ma la gestione dei fondi europei rimane alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Governo ha anche costituito la progettata – già da Fabrizio Barca –“ Agenzia per la Coesione Territoriale”, una struttura tecnica che deve soprintendere ( ma anche sostituire le Regioni inadempienti) alla gestione dei fondi europei che sono circa 60 o 80 miliardi di euro a seconda del “ cofinanziamento” statale.

D’ Antonio – probabilmente anche per la personale esperienza di assessore regionale della Campania per un certo tempo – sostiene che la Regione non ha “ uffici attrezzati ad affrontare e vincere la sfida dei progetti”. D’ Antonio sostiene che non avendo uffici attrezzati la Regione dovrà “ affidarsi per lo più a studi professionali privati o nel migliore dei casi a   società pubbliche regionali”. Per il passato i progetti sono stati “ raffazzonati, lacunosi, aperti nei bandi di assegnazione a varianti”. Soprattutto le opere realizzate non hanno tenuto conto degli oneri di gestione.

“ Gli amministratori pubblici – ha scritto D’ Antonio su “ La Repubblica” di venerdì 29 maggio 2015 - si concentravano sulla fase di realizzazione e trascuravano le fasi successive della gestione e manutenzione delle opere”. L’ osservazione calza a pennello e sembra indicare il caso dell’acquisto, due ristrutturazione ed allestimento della Villa La Colombaia di Luchino Visconti a Forio costata una montagna di euro alla Regione Campania, alla Provincia di Napoli ed all’ Unione Europea di cui non si conosce nemmeno l’ entità ma è di fatto chiusa per mancanza di fondi per la gestione e con un ente gestore – una “ Fondazione” – i cui amministratori si sono dimessi per mancanza di fondi. Stessa situazione per l’ Osservatorio Geofisico di Casamicciola come “ centro culturale-didattico” beneficiario di due progetti con fondi europei per circa 1 milione di euro in parte già spesi per la “ ristrutturazione dell’ immobile” ancora formalmente di proprietà dell’ Agenzia per il Demanio ma che è chiuso al pubblico perché il Comune di Casamicciola non ha sufficiente personale per la gestione “ mancando i soldi e il personale necessario, mancano addetti alla sicurezza ed alla salvaguardia di atti vandalici. E’ un meccanismo – scrive D’ Antonio – che si ripete e al quale assistiamo da numerosi anni”. La pratica di agire in questo modo deve essere diffusa in tutta la Regione ma trova nell’ isola d’ Ischia due casi emblematici o paradigmatici.

E’ un caso paradigmatico invece di incapacità di progettare e di rendere “ giuridicamente agibile” il caso del complesso Pio Monte della Misericordia di Casamicciola – 55mila mc. di superficie coperta su un’area di 24mila mq. in abbandono ed in rovina da 42 anni con una montagna di cause civili e penali e con un ente morale ed almeno 3 società private che rivendicano titoli di parziale o totale proprietà e del quale ho scritto centinaia di articoli ed avanzato altrettante proposte – perché se non si stabilisce la PIENA PROPRIETA’ e NON SI ELIMINANO LE LITI non si può progettare NULLA e non si possono chiedere i fondi europei e tutte le amministrazioni di Casamicciola – Giosy Ferrandino, Ferrandino Arnaldo, D’ Ambrosio Vincenzo, Castagna Giovan Battista – vanno avanti PROVVISORIAMENTE con il mercato ambulante, il parco giochi rudimentale, il parcheggio puzzolente, grazie ad un COMODATO d’ uso con l’ ente morale che a sua volta deve ricevere per danni dal Comune circa 2 milioni di euro!

Il prof. Mariano D’ Antonio è stato l’ unico amministratore regionale che nel 2008 mi rispose ad una mia richiesta di intervento sollecitando il COMUNE ad avviare un legittimo ed indispensabile iter amministrativo-legale- finanziario.

Come è noto ai lettori ho indicato il percorso della Società di Trasformazione Urbana prevista dall’ art.120 del Testo Unico e l’ istituto della “ Conferenza di servizi” di concertazione – insieme ad altri 15 interventi strutturali ed infrastrutturali con indicazione dello stato di fattibilità giuridica - tra Enti interessati per avviare il procedimento perché questa è la “via terrena” in Italia e la possibilità che il buon Dio ci metta la sua mano come vorrei sottolineare al vescovo Mons. Pietro Lagnese che durante l’ omelia per il Corpus Domini Diocesano a Casamicciola giovedì 4 giugno ha auspicato il ritorno agli antichi fasti del complesso da dove è stata portata via e conservata nella monumentale sede in Via Tribunali la statua della Madonna della Misericordia che faceva bella mostra nella bellissima cappella oggi un vergognoso ammasso di rovine!!! Da Casamicciola sono stati portati via perfino i segni della sua Storia!!!

D’ Antonio – è l’ altro aspetto delle prediche di Mariano – sostiene anche che questi “ Uffici per l’ Europa” dovranno essere istituiti dai Comuni perché è dai Comuni che dovranno arrivare alla Regione le richieste per i fondi.

L’ isola d’ Ischia – l’ abbiamo già scritto – è stata individuata dalla Regione Campania come un UNICO Sistema Locale di Sviluppo ( SLS) ma chi deve prendere l’ iniziativa per i progetti di sviluppo? Abbiamo sei Comuni e 255 dipendenti escludendo i 78 dipendenti del CISI-EVI.. Lo scorso anno da aprile a luglio con l’ amico Gino Mattera dell’ ANSI e con il sostegno della università Pegaso e dell’Osservatorio sui fenomeni socio-economici dell’ isola d’ Ischia ( OSIS) costituito da Franco Borgogna, Angelo D’ Abundo e da chi scrive, organizzammo un corso di formazione per dipendenti dei sei Comuni “ Il funzionario comunale nella riforma della Pubblica Amministrazione” con 12 giornate di studi per 36 ore, 18 docenti su tutta la problematica della riforma della Pubblica Amministrazione e soprattutto con la giornata del 19 giugno 2014 su “ il ruolo dei Comuni e del Partenariato Pubblico-Privato nelle Politiche di Coesione Territoriale nell’ isola d’ Ischia e nel quadro della Programmazione dei fondi europei 2014-2020 con la relazione di base di Osvaldo Cammarota, Coordinatore della BRI.Banca delle Risorse Immateriali e quello introduttivo di Franco Borgogna.

Gli amministratori dei sei Comuni avrebbero dovuto seguire quel corso che voleva essere solo l’ inizio della “ formazione permanente” ed a

vviare la “ Riorganizzazione degli Uffici e dei Servizi” in modo UNITARIO perché UNICO è il Sistema di Sviluppo deciso dall’ ente “ superiore” cioè la Regione.

Condivido quanto ha scritto il prof. Mariano D’ Antonio domenica 10 maggio 2015 in piena campagna elettorale: De Luca e Caldoro sono chiamati a uscire dalle nebbie di accuse reciproche per toccare argomenti solo a prima vista, come si dice, terra-terra, ma in realtà semplici e terribilmente concreti”.

Il neo Governatore De Luca che ha promesso il Paradiso in Campania è atteso alla prova dei fatti ma ancora di più il Vescovo d’ Ischia, Mons. Lagnese, assuma un ruolo di protagonista nel “ sistema locale di sviluppo” e chiami i sindaci , i 120 consiglieri comunali, l’ ente Pio Monte della Misericordia, il Volontariato Civile, al “ protagonismo economico e sociale” per l’ isola d’ Ischia la cui popolazione soffre la disoccupazione con il ritorno all’ indigenza ed all’ emigrazione come avveniva nel secolo decimonono ( XIX).

Cioè siamo ritornati SOCIALMENTE indietro di due secoli.

Casamicciola, 7 giugno 2015-06-06