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“Svincolare” l’isola d’Ischia, ma salvaguardarla

Isola d'Ischia ricominciamo da zero

Ambiente
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Intensificare i controlli e pianificare il territorio. Queste le priorità!

Con riferimento alla prospettiva ormai concreta dell’approvazione dell’emendamento relativo alla sospensione degli ordini di abbattimento fino al 31-12-2011 non capsico cosa si aspetti ad attivare un tavolo tecnico permanente dei sindaci a sostegno della volontà e della azione decisa dalla Giunta Regionale della Campania in ordine alla approvazione del Piano Paesistico rivedendo altresì la ridelimitazione delle aree soggette a vincolo compresa l’isola d’Ischia.

È finita l’epoca della ricerca spasmodica di scorciatoie pericolose e costose per i cittadini bisogna avere il coraggio e la forza di rivendicare il ruolo di autodeterminare la pianificazione del proprio territorio.

È una occasione storica che l’Isola non può perdere. È tempo di programmare salvaguardando il diritto alla casa dei nostri concittadini ma anche la loro sicurezza e la qualità della loro vita lasciando i necessari spazi per garantire alla future generazioni i necessari spazi di vivibilità.

E allora verificare l’effettivo fabbisogno abitativo della nostra gente provvedendo a dare risposte concrete individuando le aree “urbanizzabili” prevedendo altresì il ricorso alla edilizia economica e popolare, garantendo altresì, nel rispetto di sani principi di giustizia ed equità, di prevedere, nel rispetto dei necessari principi che saranno introdotti nella attività di pianificazione, la possibilità di ricostruire le case abbattute.

E poi le infrastrutture: scuole, impianti sportivi, teatri, auditorium, parcheggi.

È necessario altresì condividere con gli Enti preposti quali la Sovrintendenza percorsi condivisi e virtuosi per accelerare l’approvazione delle istanze di condono compreso quello del 2003 attuabile nella misura in cui vengono rivisti i vincoli, rivitalizzando così settori strategici della nostra economia dall’edilizia all’artigianato favorendo nuova occupazione in un momento di grande crisi.