Ischia News ed Eventi - Bullismo omofobo: affollato incontro con le scuole ischitane

Bullismo omofobo: affollato incontro con le scuole ischitane

Società
Typography

Presentazione del libro Andrea - Oltre il pantalone rosa edito da Graus

Incontro affollato stamattina con gli studenti ischitani che al cinema delle Vittorie si sono incontrati per discutere discusso di bullismo e omofobia, prendendo spunto dal libro di Teresa Manes Andrea oltre il pantalone rosa. All’evento promosso dalla casa editrice Graus in collaborazione con la Confesercenti di Ischia sono intervenuti, il giornalista Umberto Lucio Amore, il sindaco di Forio Francesco Del Deo, il vicesindaco Gianni Matarese, l’assessore alla Cultura Luciano Castaldi, la preside della scuola media Santa Caterina da Siena, Marianna Astino, la pscicologa Marilena D’Ambra, e il presidente della Confesercenti Ischia Francesco Pezzella. L’ennesimo quello di stamattina di una serie di incontri, per fare punto e a capo anche rispetto ai nuovi, ulteriori, casi di cronaca, che continuano ad accendere incessantemente i riflettori sulla questione. E’ ancora una volta la madre di Andrea Spezzacatena, il 15enne romano che lo scorso anno si è tolto la vita, impiccandosi con una sciarpa a portare il proprio messaggio, direttamente a studenti, genitori ed operatori. “La vicenda di mio figlio spero possa essere di aiuto a tutti. A volte, come nel caso di Andrea, non si riesce ad interpretare certi segnali. In famiglia si deve parlare, e non che io non lo avessi fatto con mio figlio, con cui c’è sempre stato un rapporto meraviglioso. Ma il dialogo è importante. E questo è un invito rivolto sia ai genitori che ai figli. La vicenda di Andrea l’ho raccontata in un libro Andrea – Oltre il pantalone rosa, pubblicato con la casa editrice Graus di Napoli, perché “oltre” per me vuol dire tante cose. Significa andare oltre gli stereotipi, oltre l’immagine che altri hanno costruito di te, ed è quella che non riesci a scrollarti di dosso. E allora arrivano i casi come quello di Andrea, schiacciati dai pregiudizi, dalla cattiveria. Da altro. Andrea era un ragazzo che viveva la sua vita. Era innamorato di una ragazzina”. “Ma quel pantalone rosa “Le istituzioni, come la scuola, devono, come scrive anche Maria Rita Parsi nella prefazione, istituire dei presìdi, devono essere in grado anche di sostenere questi ragazzi in un’età difficile come quella dell’adolescenza. Sui muri della scuola erano apparse scritte infamanti su Andrea, subito cancellate, sul banco di Andrea. Ma la scuola non ci ha sostenuto mai”.

La morte di Andrea, quel “ragazzo dal pantalone rosa”, ha tanto fatto parlare le cronache, gli scenari di discussione sul fenomeno del bullismo omofobo sono ancora aperti, al di là degli aspetti giudiziari. Il libro è il diario di Teresa Manes, la madre. E’ il racconto di tutto quello che è successo, da quando è morto Andrea fino ad oggi. Sono pagine che trasudano di lacrime, la sua sofferenza; in cui è impressa un’immagine, come una sindone, il viso di quel ragazzo. Teresa Manes, oltre un anno fa, da anonima signora, è balzata sotto i riflettori della cronaca, solo perché era la madre di Andrea, a cui subito è stata assegnata l’etichetta di “ragazzo dai pantaloni rosa”. Non poteva essere appellato “ragazzo che suonava il pianoforte”, né tantomeno “ragazzo dagli occhiali rotondi”, perché quella categoria lo ha inquadrato subito come vittima di bullismo omofobo, due parole moderne. Teresa, immediatamente dopo la morte di Andrea, suicidatosi a novembre 2012 con una sciarpa attorno alla gola nella sua casa romana, ha deciso che tutto quel dolore doveva servire a qualcosa. Così ha scritto quello che sembra un diario, fornendo la sua versione dei fatti, in cui si prova a capire, a capirsi. Chi era Andrea? Andrea era gay? Non era gay? Era bravo, buono, cattivo, bello, brutto, simpatico, antipatico? Andrea aveva 15 anni e non rientrava in nessuna categoria. E dunque, per questo motivo, era diverso. Diverso da cosa? Da chi? Diverso dai modelli imposti, diverso dai manichini che girano per la strada tutti uguali. Una foto lo ritrae a Carnevale travestito da donna. Quella foto ha dato la stura per additarlo come gay. E condannarlo. Una scritta sul muro della scuola diceva “fate attenzione al ragazzo dal pantalone rosa perché è frocio”. Una pagina di un social network lo denigrava. Perché? E forse a questa domanda Teresa prova a dare una risposta.