Ischia News ed Eventi - I Microtaxi

I Microtaxi

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Se volessimo ricordare gli anni della Dolce vita ischitana quale potrebbe essere il simbolo per poterla identificare? Il panfilo “Sereno” di Angelo Rizzoli che ospitava il “mondo” al largo di Lacco Ameno? Oppure Burton e Taylor con le loro litigate in occasione delle riprese del kolossal "Cleopatra"? E perchè non Mina che duetta con Paul Anka al Rancio Fellone?. Tutti questi personaggi hanno un comune denominatore: la Motocarozzella.

Si perché tutti hanno usato almeno una volta lo storico mezzo che l’ischitano «Ciccio» Francesco Di Meglio inventò in un modo molto originale: un giorno staccò dal suo calessino il pony e vi attaccò uno dei primi modelli di Vespa Piaggio. Foto dell’epoca che ritraggono i Vip che si muovono sulla motocarrozzella hanno fatto il giro del mondo, e sono entrate a far parte della nostra tradizione, con quel tocco folkloristico che si rifletteva nelle variopinte tappezzerie addobbate con fantasia; pon-pon, corni rossi, immagini sacre e campanellini mescolati insieme con piume e nastri che davano un aspetto festaiolo, grazie alla spensieratezza degli ischitani fantasiosi dell’epoca.

Nacque così la motocarrozzella che poi piacque tanto ai dirigenti della Piaggio in quegli anni in vacanza a Ischia, i quali decisero di brevettarla e di lanciarla sul mercato. È da qui che ha avuto tanta fortuna nel mondo, con decine di imitazioni, conquistando mercati internazionali. Una metafora coniata a pennello potrebbe identificare la motocarrozzella come il mezzo che portò Ischia nel mondo durante quella che tutti ricordano come la La Dolce Vita dell’isola verde con una vita notturna straordinaria. Capri contava non più di due o tre night, a Ischia negli anni d'oro ne vennero aperti una decina. Renato Carosone, Ugo Calise, Mina, Marino Barreto, Peppino di Capri riempivano tutte le sere i vari Rancio Fellone, Monky Bar, Castello Aragonese, Moresco, Scotch Club, Pignatiello. In quegli anni Ischia oltre ad essere la capitale della musica italiana, si proponeva come luogo di emancipazione per quello spirito di frontiera, di apertura alle novità, ed in queste novità si ritagliò il suo originalissimo spazio la motocarrozzella, un vero e proprio “must” perchè l’aspetto un po’ kitch si coniugava alla perfezione con i Vip dell’epoca.

Negli anni dove Ischia veniva scoperta dalla “terraferma” immancabile era il giro dell'isola in motoretta con fermate nelle cantine delle zone alte di Barano e Serrara dove l’ospite veniva ammaliato dalla spontaneità dell’isolano che dopo un primo approccio diffidente, si trasformava in un Cicerone perfetto facendo innamorare il turista. Semplicità e spontaneità sono tutt’ora uno dei nostri simboli cosi come per decenni la motocarrozzella è stata il simbolo di Ischia e il mezzo di trasporto pubblico più diffuso ed apprezzato dai turisti in Italia ed all’estero grazie a film come “Vacanze ad Ischia”, prodotto da Angelo Rizzoli, con i Vip dell’epoca raggiunti dai paparazzi, e spesso fotografati sull’Ape usato per muoversi lungo le stradine isolane. Addirittura Pier Paolo Pasolini (altro assiduo frequentatore della nostra isola) ne parla in questo scritto
(da "Successo" anno 1, n. 4, agosto 1959).
"Prendo per la prima volta coscienza dell'esistenza dei loro mezzi: le motocarrozzelle. Sono i calessini dei coolies cinesi, attaccati ad una Vespa. Di legno compensato hanno la nobile forma panciuta delle botticelle, e sono stati accuratamente provvisti di tappetini, di bracciali, di cuscinetti. La Terra del Sole ha sempre un certo odore di chiuso. Mi avvicino a uno, biondo come una lumaca, selvatico, e mi metto d'accordo per il giorno dopo. E' col coolie che mi va di andare a Sant'Angelo. Il patto è fatto"

Anni fa la Piaggio per celebrare la motocarrozzella pensò bene di riportarla in auge proponendo l’Ape Calessino ma commettendo una grossa leggerezza: la presentazione avvenne in quel di Capri. Non ce ne vogliano i cugini capresi (i cui tassisti preferirono identificarsi con autovetture scoperte in stile americano) ma come la storia dell’epoca dimostra la motocarrozzella si identifica con Ischia per legittimare un pezzo di storia ischitano che per decenni ne è stata uno dei simboli.
Oggi sono poche le motocarrozzelle che effettuano il servizio taxi, ma ultimamente sempre più ischitani la ripropongono per offrire all’ospite l’emozione di rivivere una passeggiata con il coolie per dirla alla Pasolini.

Uno di questi amanti è Salvatore Impagliazzo (per tutti Uciariello), che ha riproposto la motocarrozzella del padre dopo un grosso lavoro di manutenzione. Una grande soddisfazione che mostra con orgoglio sul porto di Forio. Un lavoro maniacale per ritrovare i pezzi di ricambio ormai fuori mercato, piccole modifiche al motore per renderlo a norma con l’odierno codice della strada, la ricerca di cimeli dell’epoca per creare quell’atmosfera che ha l’obiettivo di regalare all’ospite un pezzo del nostro passato, un passato pieno di aneddoti e curiosità. Tra le tante attrattive dell’isola il nostro consiglio è quello di concedervi un giro in motocarrozzella per rivivere le emozioni di una volta: la bellezza del presente è figlia di un passato bellissimo.

Motocarrozzetta-1

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