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Ischia Calcio, l’altare e la polvere

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La storia dell’ Ischia Calcio – che ha ormai oltrepassato gli ottant’anni – è intessuta di cadute e risalite, da momenti di gloria e di entusiasmo e da momenti di sconfitte onorevoli ma anche disonorevoli.

Questi continui alti e bassi, passare continuamente dall’ altare alla polvere, non sono una esclusiva dell’ Ischia nel mondo del calcio italiano e mondiale sempre più poco chiaro e diventato ormai a tutti i livelli un business. Hanno conosciuto e vissuto il dramma della retrocessione e del fallimento molte squadre e società blasonate. Come il Bologna – città capoluogo di Regione – vincitore  negli anni ‘ 30 del ‘ 900 di sei scudetti e con una squadra "che faceva tremare il mondo" come si diceva e come è passato alla storia – ed ancora vincitore  nel 1964 del famoso spareggio con l’ Inter e campione d’ Italia per la settima ed ultima volta con una squadra allenata da Fulvio Bernardini che affermò che "come il Bologna si gioca solo in Paradiso". Quell’ ultimo momento di gloria del Bologna fu contrassegnato da un dolore enorme per i bolognesi perché proprio alla vigilia dello spareggio morì d’ infarto il carismatico presidente, Renato Dall’ Ara – che aveva atteso quel momento per vent’anni. Lo stadio del Bologna – fino al ‘64 chiamato semplicemente "comunale" – fu intitolato all’ indimenticabile presidente  che aveva costruito con Fulvio Bernardini – detto "Fuffo" e laureato in economia e commercio e cioè anche "dottore" – la squadra capace di giocare in Paradiso. Poi il Bologna ha iniziato un declino lento intervallato con qualche sparuta vittoria e questo declino l’ha portato per due volte in serie "C"  con una dichiarazione di fallimento della società. Poi è cominciata la risalita in serie "A" ed una grande città come Bologna ha avuto bisogno nel mondo del calcio-buniness di un magnate italo-canadese per i nuovi investimenti necessari per stare in serie "A"  e semmai rientrare nelle prime 8 squadre italiane.
L’ anno prossimo ritornerà dopo 30 anni in serie "B" la SPAL di Ferrara che negli anni ‘ 60 stava in serie "A" con un altro carismatico presidente, Paolo Mazza, che fu l’ inventore del "vivaio" – cioè organizzò scientificamente la piccola società – per la costruzione dei grandi calciatori. Il "metodo Mazza" fu da allora esportato nelle grandi e piccole società. Proprio le piccole sul "vivaio" hanno puntato per competere   con i colossi della Juventus, del Milan, dell’ Inter. Anche la SPAL è fallita come società due volte. Così come è fallita alcuni ani fa l’ Alessandria e l’ anno scorso il Parma che è passato in un anno dalla serie "A" alla serie" D" dei dilettanti.
L’ anno prossimo giocherà in serie "B" per la prima volta dopo 87 anni di storia il Benevento mentre il Catania – che fino a qualche anno militava in serie "A" – dovrà faticare per rimanere in serie "C" che oggi si chiama "Lega Pro".
Anche l’ Ischia calcio ha avuto i suoi momenti di gloria sia quando militava nei dilettanti sia quanto è approdata in serie "C". Questi momenti del calcio pionieristico sono raccontati dal compianto  Pietro Ferrandino nel suo  libro " Storia degli sports isolani"  pubblicato  dall’ Editoriale Ischia S.a.S. nel 1990 e che costituisce una vera e propria enciclopedia dello sport. Per quando concerne l’ Ischia calcio Pietro si ferma al 1965 "anno della storica promozione della massima squadra di calcio isolana in serie D inteso come data simbolica della fine dell’ epoca "dilettantistica" in senso puro" degli sports" scrive Pietro nella prefazione del  volume di 476 pagine.
Ma è negli anni ‘ 70 del ‘900 che l’ Ischia calcio fa un altro passo in avanti approdando in "C2" e fu proprio da questo entusiasmo per il calcio e da questa importanza della squadra di calcio che nacque la stampa locale nell’ isola d’ Ischia per non scomparire mai più. Nacque nel 1970 la "Tribuna Sportiva dell’ isola d’ Ischia" diretta da Mario Cioffi, corrispondente mitico del "Corriere dello Sport", e le vicende dell’ Ischia calcio erano il cuore del giornale.
Anche Domenico Di Meglio, cominciò la sua straordinaria attività giornalistica ed editoriale, nel 1975 con "Lo Sport Isolano" che poi divenne "Il settimanale d’ Ischia" e poi ancora il quotidiano "Il Golfo".
Insomma se vogliamo capire  storicamente un momento di passione o di abbandono degli isolani, il loro temperamento, lo stato dell’ economia, il livello di partecipazione, il calcio locale è un indicatore estremamente importante.
Di recente Luigi Cioffi, figlio d’ arte, che è stato corrispondente per 16 anni negli anni ‘ 80 e ‘ 90 del "Corriere dello Sport" ha pubblicato  un libretto fuori commercio dal titolo "Ischia, che emozioni" con il sottotitolo "storie e racconti in 30 anni di sport" dove raccoglie le sue cronache apparse soprattutto  sul "Corriere dello Sport". E’  ricordata con l’ immutabilità della cronaca la vittoria  nel 1985 del campionato di C2. Ed ancora  iIl generoso presidente Teodoro Stilla ed ancora le vittorie e le sconfitte in C1 – l’ anticamera della serie "B" allora -  con l’ appassionato presidente Roberto Fiore, che negli anni ‘ 60 era stato il protagonista della rinascita del Napoli dopo la caduta in  serie "B", ed alcuni calciatori famosi come Tavola che aveva giocato  con la Juventus e Guida che  era stato nell’ Inter. L’ Ischia allora si confrontava con squadre che rappresentavano grandi città come  la Salernitana, la Casertana , il Catania, il  Frosinone,  il Crotone che allora si chiamava "Kroton"  e che fu sconfitto per 4 a zero il 3 giugno del 1999 proprio nella domenica in cui il nuovo stadio comunale veniva dedicato al grande sindaco d’ Ischia, Enzo Mazzella, che l’ aveva fortemente voluto. Sono riportate anche le polemiche nel 1998 per la cessione del titolo nell’ Eccellenza dei dilettanti del Forio dopo il fallimento della società "Ischia Isolaverde" e la perdita della serie "C". Momento di polvere dopo gli altari. Il libro di 98 pagine è ricco di nomi e foto non solo  dell’ Ischia calcio ma anche del Forio – la squadra dell’ "altra capitale" - che ha avuto anch’essa momenti di gloria e momenti di  amarezza.
Quello che mi ha colpito è  che nella  sport come nella vita c’è chi sale e chi scende. Il Crotone l’ anno prossimo giocherà in serie "A" dove quest’anno ha giocato il Frosinone mentre il Benvenuto starà in serie "B". Hanno tutti giocato contro l’ Ischia che rischia di  ritornare in serie "D"  a meno di un miracolo dopo 8 sconfitte consecutive ed un play out che comincerà il 21 maggio. L’ Ischia ha giocato in C1 perfino con il Cagliari, che è stato una volta sola Campione d’ Italia  caduto in serie C, e ricordo che feci un trafiletto su "La Stampa" (senza firma) di Torino inviato al caposervizio Filippo Grassia per il primo ed un unico derby tra Sardegna ed Ischia, la grande isola con la più grande delle piccole italiane.
Mi ha colpito – soffermandosi su queste cronache di Luigi Cioffi – la  mancanza di una continuità societaria, il cambiamento continuo di proprietà come testimonianza di presidenti-appassionati che ci rimettono molti soldi per qualche tempo ma poi non riescono più ad andare avanti. E’ stato sempre così da almeno 50 anni.
Questo dimostra che il "sistema economico" dell’ isola d’ Ischia ricco di 3mila imprese e 6mila partite IVA non riesce ad esprimere una  completa società di calcio in "Lega Pro" perché non ha forza economica endogena. Anche l’ attuale presidente dell’ Ischia calcio non è un ischitano e ci sono state polemiche per gli allenamenti a Napoli e l’ Ischia credo sia stata l’ unica società in tutti i campionati che giocava in casa dove ha sede sociale ma si allenava   a 18 miglia  sul continente.
La vicenda dell’ Ischia Calcio è anche una spia o un indicatore della situazione finanziaria del sistema economico ischitano. Qui non ci sono più mecenati. Qui se si vuole dare una svolta all’ economia tutta legata al turismo   che ha  almeno 9mila lavoratori stagionali occorre una politica del cosiddetto "marketing territoriale" e cioè la ricerca di imprenditori  esterni al sistema locale attuale che  facciamo investimenti a medio e lungo termine in tutti i settori anche nel calcio. Per una politica di marketing territoriale è necessario il ruolo attivo, decisivo, deliberante dei sei Comuni, mettendo in atto le politiche di coesione territoriale previste dall’ Unione Europea nel piano di aiuti  2014-2020.
Solo se rilanciamo l’ economia o meglio ancora mettiamo in progettazione ed in esecuzione un nuovo modello  di sviluppo basato sulla presenza del capitale pubblico e di quello privato possiamo, a mio parere, uscire dalla crisi che dura almeno da 15 anni e non dà segnali di ripresa. Ritornare alla "golden age"   degli anni ‘ 80 quando Buoncammino, l’ indimenticabile centravanti, al 28’ del primo tempo "con un bel colpo di  testa su azione di calcio d’ angolo"  in una domenica di febbraio del 1988  sconfiggeva la Salernitana  riportando alla vittoria "dopo tre mesi di astinenza l’ Ischia di mister Rivellino" come scrive Luigi Cioffi.
Quando finirà l’ astinenza e quando  l’isola d’ Ischia che ha 63mila abitanti quasi come Benevento ritornerà  sull’ altare nel calcio come nell’ economia?

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