Ischia News ed Eventi - La Torre di Guevara anche detta di Michelangelo

La Torre di Guevara anche detta di Michelangelo

Architettura
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Recentemente Ischia News & Eventi ha dedicato alle numerosissime torri dell'isola d'Ischia un inserto speciale, a completamento del numero di Giugno. Una di queste torri è di questi tempi oggetto di discussioni infinite circa la sua storia e la sua identità: ci stiamo ovviamente riferendo alla Torre di Guevara, altrimenti conosciuta come "di Michelangelo" o di "S. Anna". Spiegheremo tra un po' il perché di questa indecisione, avvalendoci della competenza in merito del dott. Giorgio Brandi, consigliere del "Circolo G. Sadoul".

Al di là dell'attribuzione del nome, qualcosa di più importante riguarda al momento la torre, vero?

«Esatto. La Torre che io personalmente preferisco intitolare ai Guevara, legittimi proprietari dell'immobile fino all'800, è al centro di una meritoria iniziativa che vede protagonista l'Università tedesca di Dresda.

Dopo una prima campagna di restauro che interessò parte degli affreschi delle scale, terminata nel 2006, presa coscienza della necessità di recuperare gli affreschi dell'intera torre, abbiamo cercato invano finanziamenti e sostegno economico per il lavoro, ma la mancanza di fondi ha rischiato di far saltare tutto. Ecco come, quasi per caso, si inserisce nel discorso l'Università di Dresda che, nella persona del prof. Thomas Danzl, si è offerta di restaurare (praticamente gratis) il bene archeologico, chiedendo un contributo minimo di vitto ed alloggio per le maestranze (gli studenti tedeschi, ndr.).»

Come va inteso in quest'ottica il contributo del Circolo Sadoul?

«Nel 2010, in coordinazione con le autorità competenti, gettammo le basi per questo lavoro. Tanta fatica ha speso in tal senso la presidentessa del Circolo, Ilia Delizia. Secondo gli accordi, attraverso uno stage di lavoro di circa un mese e mezzo all'anno, gli studenti tedeschi avrebbero completato il restauro nel 2014. Per far andare in porto il progetto abbiamo chiesto all'amministrazione cittadina la disponibilità di utilizzare gli spazi (per organizzare, come negli anni addietro, mostre ed eventi). La Torre ci fu affidata solo temporaneamente, ed abbiamo provveduto noi del Circolo - nei limiti del possibile - a tenere in piedi l'accordo, cercando finanziamenti e contributi. Ora però siamo in difficoltà.»

E le istituzioni?

«Purtroppo ci ritroviamo sempre più soli in questa iniziativa. Pare che ci stiano abbandonando ed il proseguimento dei lavori è in forte rischio. Sarebbe davvero un peccato, considerata la bellezza e l'inestimabile valore di alcuni affreschi, venuti alla luce dopo aver levato via in taluni casi addirittura venti strati di intonaco. Il nostro entusiasmo da solo non basta e, dopo un iniziale approccio, quello delle istituzioni sembra essersi raffreddato. Come se avessero accettato all'inizio soltanto per non dare prova della loro insipienza. Sono profondamente amareggiato: l'amministrazione non ci dato infatti garanzia di poter coprire le spese per il 2012, e non siamo sicuri di poter dare seguito da soli al progetto. Interromperlo sarebbe gravissimo...»

In conclusione, che nome va dato alla Torre?

«A malincuore devo constatare invece che la questione del nome, di per sé marginale, ha riscosso grande interesse da parte del Comune. In sostanza, la Torre quattrocentesca è stata in possesso della famiglia Guevara per quattro secoli circa. Non ha mai avuto un nome specifico, anche gli archivi cartografici riportano varie denominazioni. C'è chi, come noi, intende conservare la memoria storica della famiglia che fece commissionare gli affreschi, alcuni dei quali recanti seco lo stemma araldico del casato; e c'è chi invece preferisce imbastire campagne mediatiche, supponendo ad Ischia una presenza mai storicamente accertata di Michelangelo. Quest'ultima si deve ad un monaco erudito della prima metà del '900, Onofrio Buonocore, che decise di associare ad alcuni luoghi dei nomi altisonanti per 'sponsorizzare' le bellezze dell'isola. Poiché al tempo di costruzione della torre era presente Vittoria Colonna (poi andata in sposa a Ferrante d'Avalos) e poiché quest'ultima avrebbe avuto una relazione non necessariamente amorosa con Michelangelo, il Buonocore l'intitolò a quest'ultimo. Pare che il Comune addirittura abbia prodotto un atto ufficiale che prescriva che si debba chiamare "Torre di Michelangelo", quando forse occorrerebbe concentrare su ben altro gli sforzi di tutti.»

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