Ischia News ed Eventi - Sant’Anna non ha santi in Paradiso

Sant’Anna non ha santi in Paradiso

Società
Typography

“ Non è vero che per ricevere i finanziamenti dalla Regione Campania bisogna avere i Santi in paradiso… a Sant’Anna non hanno dato nulla”. La battuta è di Enzo Boffelli, cabarettista, che delizia i suoi amici di Facebook con le sue frecciate che meriterebbero di essere raccolte in un libro. La battuta racchiude però un costume. Il costume profondamente italiano in virtù del quale bisogna avere una “ raccomandazione” per aver qualcosa che ci spetta e quindi il diritto deve diventare un “ favore”. Poi bisogna avere le “ conoscenze” per accedere ad un contributo, avere “ interlocuzione” con un funzionario dell’ Ente per poter avere un “ appuntamento”.

Insomma “ bisogna tenere Santi in paradiso” per poter ottenere qualcosa. Per un lungo periodo questo è stato chiamato “ clientelismo” o “ favoritismo” ed ha coinvolto tutti determinando quella che viene chiamata l’ “ omologazione della politica”: prima erano i politici del cosiddetto “ pentapartito” ( DC-PSI-PRI-PSDI-PLI) poi è venuta la “ seconda Repubblica” con Forza Italia ed Alleanza Nazionale con Berlusconi o il centrosinistra dove stavano i postdemocristiani ed i postcomunisti che si erano combattuti per 50 anni ed alla fine hanno fatto le stesse cose che facevano quelli di prima.

Non so se mai sarà scritta la storia della Villa La Colombaia di Luchino Visconti. Acquisita al patrimonio pubblico con un finanziamento di 5 miliardi di lire dall’ ultima sciagurata “ lottizzazione” tra la DC ed il PSI negli anni ‘ 90 con l’ ultima legge per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno la n. “64” la “ Colombaia” ha avuto per le meno due ristrutturazioni per centinaia di milioni del “ vecchio conio” e c’è stato un momento che aveva un Direttore Generale, un Direttore Artistico ed un Direttore per le relazioni esterne che costavano milioni di lire tanto che esistono “ contenziosi del lavoro” fra qualcuno di questi con l’ ente che gestiva il complesso e che è una “ Fondazione” di diritto privato alla quale però partecipano solo enti pubblici come il Comune di Forio, la Regione Campania e la Provincia di Napoli. La Provincia di Napoli pare se ne sia uscita alcuni anni fa ma ha dato un contributo di almeno 500milioni di lire.

L’ acquisizione al patrimonio del Comune di Forio de “ La Colombaia” per farne un “ centro internazionale di cinema e teatro” senza tener conto degli oneri di GESTIONE che un simile progetto determinava è unesempio PARADIGMATICO dell’ uso pubblico di fondi per gli investimenti che avrebbero dovuti essere STRAORDINARI e non ordinari per rilanciare l’ economia del Mezzogiorno e determinare nuova occupazione.

Caso similare è quello per il recupero dell’ Osservatorio Geofisico di Casamicciola che ha ottenuto circa 1 milione di euro per un “ centro didattico” che non è mai stato aperto perché il finanziamento per l’ opera pubblica non ha tenuto conto della GESTIONE e degli oneri del PERSONALE.

Ergo: la Colombaia e l’ Osservatorio Geofisico sono chiusi.

Si poteva sperare che con la chiusura della Cassa per il Mezzogiorno nel 1992 – la quale ha avuto un ruolo importante per il Sud come ha documentato il prof. Amedeo Lepore in un suo importante lavoro soprattutto quando la “ spesa” era centralizzata e non affidata alle Regioni – si poteva mettere fine a questo spreco.

Alla Cassa per il Mezzogiorno sono sopraggiunti i fondi europei di sostegno alle aree depresse del cosiddetto “ Obiettivo uno” che sostanzialmente hanno sostituito il cosiddetto “ intervento straordinario” – detto così perché comunque doveva esserci un intervento “ ordinario” dello Stato, della Regione, della Provincia e dei Comuni ma è cambiata la fonte del “ finanziamento” ma non il costume.

Così i fondi europei molto spesso sono stati spesi senza tener conto degli oneri di gestione e senza un quadro di riferimento di rigorosa programmazione cioè indirizzati alle “ priorità” ed a quelli interventi complessi dove non arrivava l’ “ ordinario” o il “ privato” e che i piccoli Comuni non erano in grado di elaborare per inefficienza ed impreparazione delle loro classi dirigenti della politica ma anche dell’ economia.

I fondi europei sono stati destinati per interventi “ ordinari” ben “ mascherati” come i fondi POR-FERS con tecniche di elaborazione di autentici specialisti come prima c’erano gli studi tecnici attrezzati per i fondi della Cassa per il Mezzogiorno e per altre leggi incentivanti come quelle per l’ artigianato, il commercio, l’ agricoltura, il turismo perché le complesse procedure richiedevano autentici specialisti. Ma nessun Comune ha istituito un “ Ufficio per l’ Europa” sia per elaborare autonomamente i progetti di sviluppo sia per assistere il sistema pubblico e privato a richiedere finanziamenti tesi però a rilanciare l’ economa di un “ sistema locale di sviluppo”.

Lo scorso anno la festa di Sant’Anna che è la più importante sagra estiva dell’ isola d’ Ischia ha avuto un finanziamento “ straordinario” – ce lo ha spiegato Michelangelo Messina direttore dell’ Ischia Film Festival – con i fondi europei dell’ “ asse 1.9” per la valorizzazione dei beni culturali perché è stata unita alla valorizzazione della città sommersa di Aenaria. Ma dice Messina che meglio sarebbe stato inserirla nell’ “ asse 1.12” per eventi “ attrattivi ed in questo modo si potevano sempre chiedere.

Ma queste strategie di finanziamento dovrebbero essere discusse ed approfondite nei Consigli Comunali e insieme all’ approvazione del bilancio di previsione dovrebbero essere approvati anche i finanziamenti a carico del Comune per gli eventi di “ colore locale” – come chiamò Truman Capote il suo libro italiano nel 1950- i quali costituiscono la fonte essenziale e fondamentale della autentica valorizzazione della nostra isola. E’ più importante la festa di Santa Restituta che una costosa mostra d’ arte di un grande pittore internazionale. Ma sarebbe stato opportuno che il Consiglio Comunale di Ischia e quelli degli altri 5 Comuni avessero discusso della nuova legge regionale sul turismo e sul ruolo dei Comuni, sui “ finanziamenti diretti” della Regione al “ bilancio comunale” invece di chiedere per pietà un finanziamento alla ricerca di “ santi in paradiso”.

Del ruolo della Regione nel particolare contesto dell’ isola d’ Ischia è bene che se ne faccia carico la neoconsigliere regionale, avv. Maria Grazia Di Scala alla quale consiglio di leggere il volume di Goffredo Buccini “ Governatori. Così le Regioni hanno devastato l’ Italia” ( Marsilio,2015,euro 18).

A me pare chiaro che un evento di “ colore locale” debba essere finanziato dalla Comunità locale con in prima fila il Comune e che tutti gli altri contributi sono solo “ aggiuntivi” per migliorare il “ prodotto” ma senza stravolgerlo. La festa di Sant’Anna rientra perfettamente in quest’ambito. E’ una festa “ popolare” di “ colore locale” nata spontaneamente oltre 80 anni fa dalla popolazione del Borgo di Celsa o Ischia Ponte. Questo deve rimanere o deve ritornare oltre le svariate iniziative di dubbio gusto e di dubbia validità. La straordinarietà dell’ Evento è determinata dalla eccezionale bellezza degli Scogli di Sant’Anna ad Ischia Ponte, dal Castello Aragonese, in quel preciso giorno della lunga estate ischiatana. Quando era “ spontanea” la festa era straordinaria e bastavano 4 o 5 barche di volontari  e l’ incendio del Castello per renderla meravigliosa agli occhi degli isolani e dei turisti  in un contesto unico al mondo.

Forse Sant’Anna la vorrebbe così insieme ai santi del Paradiso.

“ Non è vero che per ricevere i finanziamenti dalla Regione Campania bisogna avere i Santi in paradiso… a Sant’Anna non hanno dato nulla”. La battuta è di Enzo Boffelli, cabarettista, che delizia i suoi amici di Facebook con le sue frecciate che meriterebbero di essere raccolte in un libro. La battuta racchiude però un costume. Il costume profondamente italiano in virtù del quale bisogna avere una “ raccomandazione” per aver qualcosa che ci spetta e quindi il diritto deve diventare un “ favore”. Poi bisogna avere le “ conoscenze” per accedere ad un contributo, avere “ interlocuzione” con un funzionario dell’ Ente per poter avere un “ appuntamento”. Insomma “ bisogna tenere Santi in paradiso” per poter ottenere qualcosa. Per un lungo periodo questo è stato chiamato “ clientelismo” o “ favoritismo” ed ha coinvolto tutti determinando quella che viene chiamata l’ “ omologazione della politica”: prima erano i politici del cosiddetto “ pentapartito” ( DC-PSI-PRI-PSDI-PLI) poi è venuta la “ seconda Repubblica” con Forza Italia ed Alleanza Nazionale con Berlusconi o il centrosinistra dove stavano i postdemocristiani ed i postcomunisti che si erano combattuti per 50 anni ed alla fine hanno fatto le stesse cose che facevano quelli di prima.

Non so se mai sarà scritta la storia della Villa La Colombaia di Luchino Visconti. Acquisita al patrimonio pubblico con un finanziamento di 5 miliardi di lire dall’ ultima sciagurata “ lottizzazione” tra la DC ed il PSI negli anni ‘ 90 con l’ ultima legge per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno la n. “64” la “ Colombaia” ha avuto per le meno due ristrutturazioni per centinaia di milioni del “ vecchio conio” e c’è stato un momento che aveva un Direttore Generale, un Direttore Artistico ed un Direttore per le relazioni esterne che costavano milioni di lire tanto che esistono “ contenziosi del lavoro” fra qualcuno di questi con l’ ente che gestiva il complesso e che è una “ Fondazione” di diritto privato alla quale però partecipano solo enti pubblici come il Comune di Forio, la Regione Campania e la Provincia di Napoli. La Provincia di Napoli pare se ne sia uscita alcuni anni fa ma ha dato un contributo di almeno 500milioni di lire.

L’ acquisizione al patrimonio del Comune di Forio de “ La Colombaia” per farne un “ centro internazionale di cinema e teatro” senza tener conto degli oneri di GESTIONE che un simile progetto determinava è unesempio PARADIGMATICO dell’ uso pubblico di fondi per gli investimenti che avrebbero dovuti essere STRAORDINARI e non ordinari per rilanciare l’ economia del Mezzogiorno e determinare nuova occupazione.

Caso similare è quello per il recupero dell’ Osservatorio Geofisico di Casamicciola che ha ottenuto circa 1 milione di euro per un “ centro didattico” che non è mai stato aperto perché il finanziamento per l’ opera pubblica non ha tenuto conto della GESTIONE e degli oneri del PERSONALE.

Ergo: la Colombaia e l’ Osservatorio Geofisico sono chiusi.

Si poteva sperare che con la chiusura della Cassa per il Mezzogiorno nel 1992 – la quale ha avuto un ruolo importante per il Sud come ha documentato il prof. Amedeo Lepore in un suo importante lavoro soprattutto quando la “ spesa” era centralizzata e non affidata alle Regioni – si poteva mettere fine a questo spreco.

Alla Cassa per il Mezzogiorno sono sopraggiunti i fondi europei di sostegno alle aree depresse del cosiddetto “ Obiettivo uno” che sostanzialmente hanno sostituito il cosiddetto “ intervento straordinario” – detto così perché comunque doveva esserci un intervento “ ordinario” dello Stato, della Regione, della Provincia e dei Comuni ma è cambiata la fonte del “ finanziamento” ma non il costume.

Così i fondi europei molto spesso sono stati spesi senza tener conto degli oneri di gestione e senza un quadro di riferimento di rigorosa programmazione cioè indirizzati alle “ priorità” ed a quelli interventi complessi dove non arrivava l’ “ ordinario” o il “ privato” e che i piccoli Comuni non erano in grado di elaborare per inefficienza ed impreparazione delle loro classi dirigenti della politica ma anche dell’ economia.

I fondi europei sono stati destinati per interventi “ ordinari” ben “ mascherati” come i fondi POR-FERS con tecniche di elaborazione di autentici specialisti come prima c’erano gli studi tecnici attrezzati per i fondi della Cassa per il Mezzogiorno e per altre leggi incentivanti come quelle per l’ artigianato, il commercio, l’ agricoltura, il turismo perché le complesse procedure richiedevano autentici specialisti. Ma nessun Comune ha istituito un “ Ufficio per l’ Europa” sia per elaborare autonomamente i progetti di sviluppo sia per assistere il sistema pubblico e privato a richiedere finanziamenti tesi però a rilanciare l’ economa di un “ sistema locale di sviluppo”.

Lo scorso anno la festa di Sant’Anna che è la più importante sagra estiva dell’ isola d’ Ischia ha avuto un finanziamento “ straordinario” – ce lo ha spiegato Michelangelo Messina direttore dell’ Ischia Film Festival – con i fondi europei dell’ “ asse 1.9” per la valorizzazione dei beni culturali perché è stata unita alla valorizzazione della città sommersa di Aenaria. Ma dice Messina che meglio sarebbe stato inserirla nell’ “ asse 1.12” per eventi “ attrattivi ed in questo modo si potevano sempre chiedere.

Ma queste strategie di finanziamento dovrebbero essere discusse ed approfondite nei Consigli Comunali e insieme all’ approvazione del bilancio di previsione dovrebbero essere approvati anche i finanziamenti a carico del Comune per gli eventi di “ colore locale” – come chiamò Truman Capote il suo libro italiano nel 1950- i quali costituiscono la fonte essenziale e fondamentale della autentica valorizzazione della nostra isola. E’ più importante la festa di Santa Restituta che una costosa mostra d’ arte di un grande pittore internazionale. Ma sarebbe stato opportuno che il Consiglio Comunale di Ischia e quelli degli altri 5 Comuni avessero discusso della nuova legge regionale sul turismo e sul ruolo dei Comuni, sui “ finanziamenti diretti” della Regione al “ bilancio comunale” invece di chiedere per pietà un finanziamento alla ricerca di “ santi in paradiso”.

Del ruolo della Regione nel particolare contesto dell’ isola d’ Ischia è bene che se ne faccia carico la neoconsigliere regionale, avv. Maria Grazia Di Scala alla quale consiglio di leggere il volume di Goffredo Buccini “ Governatori. Così le Regioni hanno devastato l’ Italia” ( Marsilio,2015,euro 18).

A me pare chiaro che un evento di “ colore locale” debba essere finanziato dalla Comunità locale con in prima fila il Comune e che tutti gli altri contributi sono solo “ aggiuntivi” per migliorare il “ prodotto” ma senza stravolgerlo. La festa di Sant’Anna rientra perfettamente in quest’ambito. E’ una festa “ popolare” di “ colore locale” nata spontaneamente oltre 80 anni fa dalla popolazione del Borgo di Celsa o Ischia Ponte. Questo deve rimanere o deve ritornare oltre le svariate iniziative di dubbio gusto e di dubbia validità. La straordinarietà dell’ Evento è determinata dalla eccezionale bellezza degli Scogli di Sant’Anna ad Ischia Ponte, dal Castello Aragonese, in quel preciso giorno della lunga estate ischiatana. Quando era “ spontanea” la festa era straordinaria e bastavano 4 o 5 barche di volontari  e l’ incendio del Castello per renderla meravigliosa agli occhi degli isolani e dei turisti  in un contesto unico al mondo.

Forse Sant’Anna la vorrebbe così insieme ai santi del Paradiso.

Il nostro sito Web utilizza i cookie. Utilizzando il nostro sito e accettando le condizioni della presente informativa, si acconsente all'utilizzo dei cookie in conformità ai termini e alle condizioni dell’informativa stessa.