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Ad Amos Gitai l’Ischia Film Award

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Al celebre regista di origine israeliana il premio alla carriera nella XII edizione dell’Ischia Film Festival

E’ il regista israeliano Amos Gitai il vincitore dell’Ischia Film Award, premio alla carriera alla XII edizione dell’Ischia Film Festival, concorso internazionale al dedicato alle location cinematografiche. Autore di un cinema apolide ma con radici profondissime nella storia, nel destino e nella cultura della propria terra. Lo Stato di Israele e il conflitto in Medio Oriente, il tempo della guerra e quello dell’esilio, la religione e l’individuo. Cortometraggi, documentari, opere di finzione per una filmografia lunga, complessa e commuovente che ha raccontato non solo le diverse anime della società israeliana, ma luoghi lontani animati o compromessi dalle contraddizioni del nostro tempo

Amos Gitai“Sono molto onorato di ospitare al festival un personaggio di tale fama internazionale. Ho sempre amato il cinema di Gitai e ritengo che avere il suo ultimo film nella selezione ufficiale rappresenti motivo di grande orgoglio per il festival” ha dichiarato il direttore artistico dell’Ischia Film Festival Michelangelo Messina.

All’incontro tra il pubblico del festival e uno dei cineasti più interessanti della scena cinematografica internazionale seguirà la proiezione del suo ultimo film: “Ana Arabia”, unico piano sequenza di 81 minuti che racconta, con grande intensità, l’identità culturale di due mondi, due culture e due memorie che si vorrebbero opposte. L’Ischia Film Award 2014, riconoscimento alla carriera, in passato è stato attribuito a personaggi quali Ken Adam, Mario Monicelli, Abbas Kiarostami, Vittorio Storaro. Il premio sarà consegnato ad Amos Gitai nella suggestiva Cattedrale Barocca del Castello Aragonese di Ischia, location esclusiva del Festival.

Breve biografia
Amos Gitai è nato a Haifa, Israele, nel 1950, e risiede in Israele, Stati uniti e Francia. Ha prodotto uno straordinario numero di opere eclettiche e profondamente personali, esplorando la storia del Medio Oriente e altri ambiti, inclusa la propria storia privata, attraverso temi quali la patria e l’esilio, il controllo della società e l’utopia. Tra i suoi film più celebri: Esther (1985); Berlin Jerusalem (1989); Golem, lo spirito dell’esilio (1991); “L’inventario” (1995); “Kippur” (2001). Il lavoro di Gitai è stato oggetto di importanti retrospettive, in particolare al Centre Pompidou (Parigi), all’Nft e all’Ica (Londra) al Lincoln Center e al Moma (New York). Gitai ha conseguito un Ph.D. in Architettura presso la University of California, Berkeley.