Ischia News ed Eventi - Forio: la città delle Torri

Forio: la città delle Torri

Editoriale
Typography

Arrivarono all'imbrunire. E, dopo aver doppiato Punta Imperatore ancora con il favore del giorno, sbarcarono con le loro galee nella baia di Citara. Dove colsero di sorpresa la popolazione, ancora intenta ad accendere sulla spiaggia e sugli scogli i fuochi di avvistamento. Non ebbero pietà di nessuno, misero a ferro e fuoco i casali degli isolani e rapirono tutti i giovani della contrada, sia maschi che femmine, per rivenderli come schiavi nei porti turchi del Mediterraneo.

Erano i pirati, capitanati dal terribile Draghut, che con le loro scorrerie terrorizzavano da tempo gli abitanti del versante occidentale dell'isola d'Ischia che non potevano trovare rifugio nel Castello Aragonese perché troppo distante dalle loro abitazioni.

Era il 1544 e questa scorreria insieme a tante altre incursioni piratesche di quel periodo era destinata a cambiare la morfologia del territorio foriano. Infatti Forio dovette provvedere autonomamente alla propria difesa tanto da essere, oggi, soprannominato il comune saraceno per i suoi stretti vicoletti e le sue torri difensive ma anche per il carattere focoso dei suoi abitanti nelle cui vene sembra scorrere sangue saraceno.

Fertile, fiorita, per necessità turrita, Forio vedrebbe l'etimologia del suo nome (in origine Fiorio) da Fiorito, perché, come dicevamo, contrada fiorita, o dalle parole Fuor'io che pronunciavano gli abitanti del Castello per manifestare il desiderio di stabilirsi fuori dalle cinta murarie, o ancora, come vuole il medico Giulio Iasolino dal fatto che "dopo la distruzione di molti villini e castelli, questo paese fiorì, essendo il maggiore degli altri in tutta l'Isola, ben munito di dodici torri, con artiglierie e con molta gente di valore, bello di sito, ricchissimo di vino e di frutti eccellenti". Una testimonianza importante che ci fa capire come Forio fiorì grazie al suo sistema difensivo, ancora ben visibile arrivando dal mare e sbarcando nel piccolo porto dove i primi edifici che si notano sono la chiesa di San Gaetano, con la sua cupoletta arancione, e il "Torrione".

Chiese e torri sono la principale caratteristica di Forio ma le torri sono il vero è proprio simbolo della cittadina. Di diverse dimensioni e forme risalgono tutte al XV e XVI secolo quando la popolazione foriana, stanca delle continue razzie dei pirati saraceni, costruì un suo sistema difensivo autonomo, basato sulla presenza di possenti torri di avvistamento e soprattutto di difesa dove rifugiarsi allo sbarco dei pirati. Un sistema di torri collegate tra loro da una fitta rete di stretti vicoletti, i vicoli saraceni per l'appunto, che rendessero difficile la penetrazione in massa dei pirati nel centro cittadino. Una struttura viaria che ancor'oggi caratterizza il centro antico a ridosso del porto e dei quartieri più popolari alle spalle del corso principale. Un dedalo di strette e sinuose stradine che tagliano il centro abitato e collegano tra loro le varie torri, dove la morfologia dei luoghi consentiva alla popolazione locale di potersi difendere con maggiore facilità, colpendo gli invasori con olio e pece bollenti dalle finestre e dalle terrazze delle abitazioni.

Le torri, dopo che il pericolo saraceno era venuto meno, hanno avuto sorti diverse: attualmente solo il "Torrione" è di proprietà comunale ed è stato trasformato in un museo dove si tengono esposizioni temporanee; le altre torri, invece, sono andate ai privati e in alcuni casi trasformate in abitazioni che hanno ben poco dell'aspetto originario. Ma che con l'evento culturale "Torri in festa" " Torri in luce", promosso dalla Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici,storici,artistici ed etnoantropologici di Napoli e provincia, dalla Direzione Regionale per i beni culturali ed dal Comune di Forio, tornano protagoniste, dal 24 giugno al 1 luglio, della vita foriana, questa volta a disposizione di tutti coloro che vorranno visitarle per conoscere la storia di quel popolo fiero che le ha costruite.

Un evento di grande risonanza che, celebrato da questo numero Speciale del nostro magazine, ha nella torre più importante quella circolare de il "Torrione", posta in posizione dominante rispetto all'abitato ed al mare non solo il simbolo della turrita cittadina, ma il costante benvenuto ai forestieri che numerosi giungeranno a Forio.

Il nostro sito Web utilizza i cookie. Utilizzando il nostro sito e accettando le condizioni della presente informativa, si acconsente all'utilizzo dei cookie in conformità ai termini e alle condizioni dell’informativa stessa.