Ischia News ed Eventi - Metti una sera al castello … magari anche a cena!

Metti una sera al castello … magari anche a cena!

Editoriale
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Fermate il mondo voglio scendere! Chi non ha mai pensato di staccare la spina, almeno per un giorno, per concedersi un momento di riposo fisico e mentale. Per poi tornare nell’arena della vita di tutti i giorni a combattere senza tregua in una società ormai spietata nelle sue dinamiche relazionali.

Ma la vita non manca mai di stupire. Dietro l’angolo quando meno te lo aspetti trovi una sorpresa. E quando questo accade, nel cuore di ognuno di noi scoppia l’emozione. Si ritorna bambini e con grande incredulità, a bocca aperta, si gode della nuova ed inaspettata scoperta.

E come d’incanto, siamo di nuovo pronti ad affrontare il mondo, perché magari un sogno si è avverato. E così scopri che le cose più semplici offrono le gioie più belle. Ti capita di scoprire che c’è un Ischia, ancora poco conosciuta, che può riservare suggestioni inaspettate. Una di queste è senza dubbio il Castello Aragonese, un’isola nell’isola, l’insula minor come la chiamavano i Romani, uno scrigno di atmosfere passate, un attrattore turistico che racchiude al suo interno i magici ricordi della nostra memoria più antica. Non si deve visitare frettolosamente perché è un luogo dell’anima, un patrimonio del nostro inconscio. Basta chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalla fantasia. La sua storia millenaria è ricca di sorprese e di personaggi che piano piano conoscendoli diventeranno per noi familiari come il siracusano Gerone che, nel 474 a.C., per primo fortificò quello scoglio in mezzo al mare, che per secoli rappresentò l’unico baluardo difensivo per gli abitanti dell’isola d’Ischia contro le invasioni barbariche e le eruzioni dell’Epomeo.

Nel 1441 Alfonso d’Aragona ricostruì completamente la vecchia fortezza e la unì con un ponte all’abitato dell’isola, pronta, comunque, a proteggere, all’interno delle sue poderose mura, tutto il popolo ischitano dalle incursioni dei pirati. Nel 1700 il Castello Aragonese ospitava 1892 famiglie, il Convento delle Clarisse, l’Abbazia dei Basiliani di Grecia , il Vescovo con il Capitolo ed il Seminario, il Principe con la guarnigione. Ma la rocca conobbe il suo massimo splendore, 500 anni fa’, quando il 27 dicembre del 1509, furono celebrate nella Cattedrale dell’Assunta al centro del Castello le nozze tra Vittoria Colonna e Ferrante D’Avalos, marchese di Pescara. Un avvenimento per le cronache dell’epoca: Il regale corteo discese lentamente dal Maschio della fortezza e dopo il panoramico tragitto di levante, immerso nel verde, raggiunse la Cattedrale adorna di drappi e di fiori e risplendente di luci. Al seguito di Vittoria e Ferrante, che entravano nel tempio per sposarsi dinnanzi al Vescovo di Gravina, Costanza D’Avalos e Agnese d’Urbino, Diana di Cardona, Fabrizio e Prospero Colonna, Laura Sanseverino, il conte di Sarno Guglielmo Tuttavilla, i principi di Salerno e Bisignano, il duca di Guevara, Gian Luigi Mormile, Guidon Fieramosca di Capua, Cosimo Maio e il poeta Gaelazzo di Tarsia. Fu questa certamente un epoca fulgida per Ischia. E grazie soprattutto alla sua Signora, la grande poetessa rinascimentale Vittoria Colonna, l’isola fu meta prediletta di Ludovico Ariosto, Michelangelo Buonarrotti, Paolo Giovio, Francesco Petrarca, Bernardo Tasso, Berardino Rota, Iacopo Sannazzaro, Giovino Pontano. Qui infatti il Sannazzaro compose in parte il suo De parta Virginis, qui Ariosto trovò l’ispirazione per il suo immaginifico poema di armi e di amori, qui la stessa Vittoria Colonna pianse la morte in battaglia del suo amato Ferrante, ricordando nelle rime del suo Canzoniere lo straordinario Cenacolo culturale del Castello che, per mezzo secolo, alimentò la più fresca lirica italiana.

Per un attimo, ad occhi chiusi, ho assistito ad uno dei più grandi avvenimenti italiani di quell’epoca, grazie anche a quelle atmosfere pregne di storia che ho vissuto trascorrendo con la mia famiglia tre notti ospite dell’albergo del Monastero sul Castello Aragonese. Un’esperienza indimenticabile. Per tre giorni ho attraversato la memoria di questi luoghi dove è stata scritta gran parte della storia dell’isola d’Ischia e dove si continua a scriverla grazie all’instancabile impegno culturale della famiglia Mattera che, nel solco dell’esempio lasciato da Gabriele, prosegue nella opera meritoria di divulgare l’arte e la cultura, allestendo mostre di rilievo internazionale, concerti di musica classica ed eventi teatrali sempre di grande suggestione. Ma l’arte, mi si conceda la digressione, è subito riconoscibile anche a tavola, nel piccolo ristorante dell’Albergo del Monastero dove grazie allo straordinario Chef Francesco Sorrentino, solo su prenotazione, si potrà degustare una cena delicata dove le fragranze orticole del Castello, unite ai profumi delle erbe aromatiche e dei capperi raccolti sulle parracine dei sentieri interni, restituiranno i sapori antichi di questo scoglio vulcanico, capace con il suo vino bianco, bevuto alla giusta temperatura, di esaltare anche i palati più fini.

L'editoriale è pubblicato sul Magazine di Giugno Ischia News ed Eventi.

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