Ischia News ed Eventi - un mARTEdì d'Autore "Deconstrukt"

un mARTEdì d'Autore "Deconstrukt"

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Ricomincia un nuovo mARTEdì d’Autore all’Alchemie Friends Club dei Fratelli de Georgio, ed è pronto a lasciare il segno. L’incontro con gli artisti ospiti per me è sempre una sorpresa, riscopro realtà cangianti e comprendo che oltre note, obiettivo, creta, c’è sempre un altro mondo, una nuova prospettiva, una nuova sensibilità. Che dire poi del vino e tutto ciò che un calice può raccontarmi? Le degustazioni seguite da Iris Romano, responsabile dell’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) ad Ischia rappresentano un viaggio senza meta, in sua compagnia il vino è capace di sprigionare aromi, di esaltare il suo colore, di stimolare le papille e tutto perché ci guida, ci accompagna lì dove nasce, dove viene raccolto.

 

Questa sera potremo sorseggiare alcuni prodotti dell’Azienda Agricola Arianna Occhipinti partendo da un IGT Sicilia bianco S.P.68 2009, un vino bianco secco, dal naso aromatico fruttato e dalla bocca fresca e minerale, seguito da un Frappato di Vittoria "IL" 2008, un vino rosso fresco, delicato, fruttato dal sapore vivace continuo, con una buona acidità e un ritorno fruttato, terminando poi con un Nero d’Avola "Siccagno" 2007, unvino rosso con al naso sensazioni di frutta matura, spezie e animali (cuoio) e dalla bocca fruttata, minerale.

“La prima volta che ho bevuto un vino naturale ho sentito, ma capita tutt’ora, cose diverse da tutto ciò che conoscevo, qualcosa di ancestrale, di antico, che fosse era già in me”  spiega Iris. “Nei vini di Arianna riconosci l'anima terragna e calda della Sicilia, il suo totale ed incondizionato amore e rispetto per la natura, per le sue vigne e per la sua uva che fa venire su bella, matura, pulita, ricca di tutto ciò di cui ha bisogno per diventare i suoi vini, senza addizionare altro, senza trucco, senza particolari sofismi. Frutto del lavoro e dell'amore di una ragazza di appena trent’anni, dotata di una sensibilità tale da capire che non avevano bisogno di un bel vestito per essere speciali, ma lo erano già così, vestiti solo della loro fiera e pulita nudità”.

L’azienda, che ha dieci ettari di vigneti e quindici di uliveti secolari, conserva e fa scoprire quanto c’è di magico, ma allo stesso tempo realistico e coerente nel calice, rispettando la natura  ed entrando a pieno titolo nel manifesto delle triple A (A come agricoltori, A come artigiani, A come artisti ndr), un decalogo che unisce quei produttori che si allontanano dalla standardizzazione, dalle tecniche agronomiche ed enologiche che mortificano l’impronta del vitigno, l’incidenza del territorio e la personalità del produttore.

Il mARTEdì d’Autore sarà la location ideale per ospitare anche un’artista esilarante come Valerio Sgarra con Le conseguenze del bancone, accompagnato da Giulio Fazio al mantice, Fulvio Gombos al contrabasso e Claudio Cosentino al rullante. “Un bicchiere di whisky – racconta il cantautore - e un bar si ritrovano in ogni città e in ogni dove si ripete quel via vai di luoghi e di volti abituati a ritrovarsi, o similmente all'essere soli, in quello che da sempre si è definito il posto dove trovano conclusione alla giornata i pensieri stanchi in cerca di sorriso. Ispirandomi a questo sono nate titoli come 'Vecchio accordeon', speranza attraccata al molo e ad una donna straniera, 'Paradiso ad ore', un crescendo sui luoghi comuni di una Napoli tutta coca e vele, 'Clementina', un sorriso che può salvare una relazione, 'Io mostro', tragica attualità dell'Italia in tv”. Il suo è un identikit come pochi: trentacinque anni, aria girovaga di chi ama, spostandosi, quelle circostanze che spesso, all'orlo di un bancone riproducono con dovizia di particolari le ripetute circonvoluzioni delle varie esistenze, così Sgarra compone e canta, con il gusto un po’ retrò di un' ironia stile gentiluomo e di una malinconia francese, tutta luci, ombre e cappello. Il gusto si è affinato negli ultimi anni, spesso accompagnato, in corda perfetta e in sintonia di armonie, dalla sagace fisarmonica di Giulio Fazio, amico e musicista di vecchia data.

A completare la serata d’Autore Marco Albanelli, un artista che è una proporzione perfetta, un terzo fotografo, un terzo musicista, un terzo scienziato politico, come ama definirsi lui stesso. La mostra fotografica "Deconstrukt” avrà molti scatti inediti. “Ho provato a decostruire – racconta Albanelli - l'immagine come se fosse un oggetto dentro cui poter guardare per scoprire il suo lato universale. Un movimento diventa ‘il’ movimento. Acqua, aria e i loro riflessi, un tramonto di colore, un movimento di donna, raccontano più di mille trattati filosofici, senza dover andare lontano da me e da questa magnifica isola per vedere l'essenza delle cose. Trovo il tutto molto ‘zen’. Vedere – continua - è come fare, anzi di più. Vedere qualcosa è già di per sé trasformare concretamente la realtà. Fotograficamente, comandando il tempo e il movimento, comando la realtà, provo a mostrare l'essenza, il significato e il simbolo delle cose che la compongono, che in fondo hanno molto a che fare anche con l'anima umana e le sue vibrazioni”.

Vi lascio con una frase di Pessoa che ha confermato la sua idea riassumendo la ciclicità della sua visione."È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. [...] La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo".

A questa sera!

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