Ischia News ed Eventi - Quella memorabile domenica di Karol Wojtyla a Ischia, il Beato che ha illuminato di grazia l’ultimo trentennio

Quella memorabile domenica di Karol Wojtyla a Ischia, il Beato che ha illuminato di grazia l’ultimo trentennio

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Il primo maggio è diventato una solennità religiosa. Per noi cattolici di questo secolo, si tratta di una data storica: il pontefice Giovanni Paolo II è diventato beato. Ora il mondo può rivedere ancora una volta quel capolavoro che è stata la Sua vita terrena.

E’ stato scelto il primo maggio, domenica in albis, perché è dedicata alla Divina Misericordia, perché Giovanni Paolo II ha voluto santificare Santa Faustina Kowalska e morì proprio dopo i primi vespri della festa della Divina Misericordia. Un lungo applauso e l’urlo “Santo subito”. Così la folla di oltre un milione di persone in piazza San Pietro a Roma ha salutato la formula di beatificazione del papa, accompagnando con lo sventolìo delle bandiere di tutte le nazioni.

Voglio raccontare quella che fu un’indimenticabile domenica di maggio di nove anni fa. Era il 5 maggio del 2002.  L'isola d'Ischia inondata dal sole. La chiesa di San Giovanni Giuseppe e la Cattedrale di Ischia Ponte riverniciate. Sul porto, la Chiesa di Portosalvo e la statua del Redentore più brillanti che mai. Il centro storico di Forio rallegrato da mille piante di alloro e di melograno, da ginestre e margherite bianche, i colori del Vaticano. Il megapalco allestito ai piedi del Castello Aragonese. La suggestione particolare del piazzale del Soccorso a picco sul mare.
L'elicottero del Papa atterrò a Casamicciola. C'erano il governatore regionale Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. C'era, il più emozionato di tutti, il vescovo d'Ischia Filippo Strofaldi che quella visita aveva perorato con passione interpretando il desiderio degli isolani.


Una grande pace scese sull'isola verde dove tutto si fermò, la circolazione stradale bloccata, sospesi gli attracchi dei traghetti e degli aliscafi. Cento carabinieri e 250 poliziotti impegnati a rendere tranquillo e ordinato il soggiorno di Karol Wojtyla, il servizio di sicurezza completato da una squadra di sommozzatori, dai tiratori scelti ben celati, dalle unità cinofile.


La "Papamobile" si mosse da Casamicciola verso Ischia Ponte, l'emozione della folla palpabile sotto un cielo azzurro e splendente. Il Papa sofferente scese dalla vettura bianca per salire sul palco. Tutti videro il suo incedere faticoso, il capo reclinato su una spalla, gli occhi quasi socchiusi. Salì sul palco lentamente, ma con una grande forza di volontà. Molti trattennero il respiro.
La giornata di Karol Wojtyla a Ischia si svolse secondo un programma progettato nei minimi particolari. La Santa Messa celebrata sotto il Castello Aragonese, l'incontro con i vescovi campani, il pranzo al Seminario, il percorso verso Forio, le soste.


A Ponte, Karol Wojtyla definì Ischia "isola splendida per la bellezza della natura". La visita nell'isola della più alta offerta vacanziera del Sud Italia, 312 tra alberghi e pensioni, offrì al Papa l'occasione per parlare di turismo etico, "rispettoso delle realtà ospitanti e capace di generare il decollo delle strutture economiche". Disse: "La vostra splendida isola, meta di un gran numero di visitatori e turisti, conosce bene il valore dell'accoglienza". Nell'omelia, Karol Wojtyla insistè sui tre verbi con la stessa iniziale: "Ascolta, Accogli, Ama".


Per tutta la giornata, l'ufficialità della visita papale fu sovrastata da un clima di affettuosa partecipazione del Pontefice sempre disposto a rompere il freddo cerimoniale col suo atteggiamento umano, con gesti e parole spontanei, il sorriso stanco ma luminoso.


Mai un Papa aveva visitato Ischia. Karol Wojtyla, nel suo papato di 245 viaggi, volle includere l'isola verde nei suoi lunghi itinerari, un piccolo grande viaggio nell'isola di 74 chiese e di don Filippo Strofaldi che lo stesso Wojtyla aveva nominato vescovo nel 1998.


Fu sul piazzale della Chiesa del Soccorso a Forio che la visita di Karol Wojtyla ebbe il suo momento più alto quando il cuore di una folla di giovani si aprì al canto spontaneo di "'O sole mio". Fu l'omaggio di ottomila giovani che sorprese e commosse il Papa. In piazza del Plebiscito, Wojtyla s'era unito a quel canto in una precedente visita a Napoli. A Ischia mosse leggermente il capo, forse sussurrò qualcosa.
Disse poi il vescovo Strofaldi: "Quando i ragazzi finirono di cantare, presi il coraggio a due mani e dissi al Pontefice che la gente sotto il palco voleva dedicargli un'altra canzone, 'Torna, 'sta casa aspetta a te'. Non mi rispose. Mi prese la mano, sorrise e mi ringraziò".

Fu una messa davvero speciale. Sull’altare fu posto il crocifisso del Soccorso che fu ritrovato in mare, tra gli scogli sottostanti il Santuario a Forio, dopo una tempesta agli inizi del ‘500. Il Papa durante la celebrazione fu assiso sulla sedia firmata da un artigiano locale e con al fianco lo storico e venerato crocifisso.


Ci fu un altro momento magico e singolare quando i giovani offrirono a Wojtyla una torta-mimosa di 40 chili. Tredici giorni dopo sarebbe stato il compleanno del Papa giunto agli 82 anni, visibilmente provato dal suo lungo ministero, dall'attentato in piazza San Pietro, da sette interventi chirurgici, dall'aggressione del morbo di Parkinson. La sua forte fibra resisteva e sopportava tutto e un giorno disse: "La forza per continuare non è un problema mio, ma di quel Cristo che ha voluto chiamarmi".
L'omaggio della torta e gli auguri anticipati per il suo compleanno, nelle tormentate condizioni fisiche in cui versava, gli fecero esclamare: "Che coraggio".

Un’altra frase simbolica fu:“ Voi siete il sale della terra.. Voi siete la luce del mondo” ( Mt 5,13-14). Così il Maestro divino si rivolse ai suoi discepoli sulle rive del Lago di Galilea, duemila anni fa. Così il Papa si rivolse ai giovani isolani facendosi eco della voce di Cristo:

“Giovani di Ischia, siate il sale della terra, che da sapore e bellezza alla vita. Mostrate con gesti concreti e con la convinzione delle parole che vale la pena vivere e vivere insieme l'amore che Gesù è venuto a rivelarci e donarci. Non è forse l'amore di Cristo, vincitore del male e della morte, che ci ha trasformati? Fate in modo che il maggior numero di giovani sia raggiunto da questa stessa esperienza. Siate il sale che consente al nutrimento del Cielo di essere distribuito a tutti, in modo che anche i più distratti e lontani, grazie al vostro entusiasmo, alla vostra passione, al vostro impegno umile e perseverante, si sentano chiamati a credere in Dio e ad amarLo nel prossimo”.

“Giovani di Ischia, siate raggi della luce di Cristo. E' Lui la "luce del mondo" (Gv 8, 12)! Propagate questa luce in ogni ambiente, specialmente là dove Gesù non è conosciuto e amato o è addirittura rifiutato. Con la vostra vita fate capire che la luce proveniente dall'Alto non distrugge l'umano; al contrario, lo esalta, come il sole che con il suo fulgore mette in rilievo le forme e i colori. Dio non è il concorrente dell'uomo, ma l'amico vero, il suo più fedele alleato. Questo messaggio va trasmesso con la velocità della luce! Non perdete tempo: la vostra giovinezza è troppo preziosa per essere sciupata anche solo in minima parte. Dio ha bisogno di voi e vi chiama ciascuno per nome”.


La visita ischitana di Wojtyla si concluse verso sera quando il Papa ripartì dall'eliporto di Casamicciola alla volta del Vaticano. Erano le 17 di quella domenica indimenticabile. Gli occhi di migliaia di persone seguirono il volo dell'elicottero che si allontanò dall'isola. E negli occhi di tutti rimase per lungo tempo l'immagine di quella figura bianca, di quel capo reclinato su una spalla, dell'incedere faticoso di Wojtyla, dei suoi occhi leggermente socchiusi. Avevano visto il paladino di un coraggio sconfinato, di una tenacia unica e di una fede assoluta, afflitto dai dolori del mondo, incurvato ma indomito, piegato ma irriducibilmente vitale.


Disse il vescovo Strofaldi: "Ho avuto il privilegio di stargli accanto per nove ore. Provato e sofferente, il Papa non ha mai avuto un attimo di cedimento. Ha una volontà sovrumana. Il suo viso si è illuminato durante la Messa. Quel suo sorriso trasmette un senso soave di appagamento. Sul piazzale del Soccorso si è incuriosito alla leggenda del raggio verde. Mai più vivrò una esperienza così edificante".
Il vescovo rivelò che, durante il pranzo al Seminario, Wojtyla si era incuriosito alla varietà dei cibi e aveva mangiato di buon appetito contravvenendo alle sue abitudini di sobrietà alimentare. Disse don Filippo: "Ha mangiato sia il risotto con i gamberetti che il pesce alla brace".
L'attenzione verso i giovani univa l'appassionato vescovo di Ischia al Papa. Spesso, Filippo Strofaldi accompagnava in gita i ragazzi di Ischia portando una chitarra e il Vangelo.
Disse ancora il vescovo: "Il Papa ci ha affidato un messaggio altissimo. Oltre lo scintillio degli alberghi e la bellezza dei luoghi, bisogna privilegiare l'etica del turismo e curare meglio le persone che vengono in vacanza a Ischia".

Dunque, ripercorrere, guardando le foto o semplicemente esplorando i ricordi, i momenti salienti di quel giorno memorabile, non posso non rinnovare il senso di profonda gratitudine verso il vescovo. Grazie a lui, i nostri figli un giorno potranno conoscere meglio quel Santo che, in una bella giornata di maggio, rappresentò l’ennesimo dono di Dio per la nostra splendida Ischia.

Per nessuno credo sia facile fare memoria e sintesi del lungo pontificato di Giovanni Paolo II, della sua grande umanità, del suo Magistero profetico, della Sua capacità di leggere e scrivere la storia del mondo. Papa Wojtyla per un numero indefinibile di persone e, soprattutto, di giovani  è stato un padre, un pastore e, prima ancora, un amico.  Con il Suo carisma e la Sua intelligenza è stato il protagonista assoluto di un larghissimo pezzo dell’ultimo secolo ed ha accompagnato, con paternità e dolcezza, l’umanità al varco della soglia del terzo millennio.

Vorrei concludere con l’ inno ufficiale, composto e musicato dal prete e cantautore Giosi Cento, con il quale i giovani di Ischia assepiati intorno al Sagrato del Soccorso accolsero  il Beato Papa Wojtyla.

 

VAI PAPA VAI

Noi siamo l'isola che c'è
Noi siamo giovani per Te
Noi siamo festa come Tu vuoi
Noi prendiamo il largo insieme a Te

Lui questa terra ci donò
Lui di colori la vestì
Lui che Ti porta oggi in mezzo a noi
Papa pescatore Tu ci guidi con amore

RIT.
Vai Papa vai, cammina insieme a noi
Vai Papa vai, sorridi tu con noi
Padre sei per noi profeta di Gesù
Noi insieme a Te, la nuova civiltà.

Vai Papa vai, nella storia insieme a noi
Vai Papa vai, cuore giovane con noi
Padre sei per noi, profeta di Gesù
L'isola vivrà... con Te... la fedeltà.

Noi sale dell'umanità
Noi luce viva, eternità
Noi sulle vele scriveremo te
Papa tu confermaci nel credere a Gesù…

 

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