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Tantissimi sono gli eventi e le feste che, soprattutto nella stagione estiva, vivacizzano le serate ischitane donando luci, colori, specialità gastronomiche, folklore ed emozioni, ore piacevoli da trascorrere all’insegna della cultura e della tradizione. La festa di Sant’Alessandro, venerato durante il mese di Agosto, prevede una sfilata di ricchissimi costumi d’epoca, la partenza è dal Castello Aragonese che, anche in quest’occasione fa da sfondo, scenario unico ad una bellissima e sentita festa popolare;

Lo scenario è quello magico della Baia di Ischia Ponte: il Castello Aragonese emerge dalle acque come simbolo di storia, cultura ed architettura del passato divenendo principale interlocutore del borgo di Celsa che lo elegge punto di riferimento da amare e rispettare. La Baia, delimitata dal lungo pontile aragonese di accesso al Castello inquadra la Torre di Guevara, altra emergenza monumentale dell’isola, e la piccola Chiesina di S.Anna che, a picco sul mare, diviene punto focale per quanti attraversano la baia con la barca. A questa Santa è dedicata la festa del 26 luglio, che ha origine lontanissime nella tradizione sacra dell’isola.

Torna maggio e ancora una volta l’atteso appuntamento con i solenni festeggiamenti in onore di Santa Restituta scandisce a Lacco Ameno l’inizio della bella stagione.

E’ proprio questo il momento in cui la fede della comunità lacchese ed ischitana esploderà in una giostra di colori, suoni e profumi, ma soprattutto in un fervore religioso che porterà migliaia di turisti e residenti a far visita alla Santa Patrona della Diocesi d’Ischia.

Fragranze delle bollicine di montagna e ambiente mediterraneo si incontrano il 6 ottobre all’Albergo della Regina Isabella di Ischia. Un evento fatto di Free wine tasting e incontri di approfondimento con una bellissima sorpresa conclusiva. Un’intera giornata dedicata al Metodo Classico Trentino, nella magnifica cornice dell’isola d’Ischia, la più grande delle isole del Golfo di Napoli.

Tradizione, fede, cultura, folcklore. Questi gli ingredienti che caratterizzano la festa patronale di S.Vito, nel comune di Forio, il più esteso dei sei dell'isola d'Ischia. Il culto del martire siciliano risale all'alto medioevo: tra l'807 e il 902 la costruzione della seconda chiesa a lui dedicata, non più nella baia di Citara, troppo esposta alle incursioni arabe, ma su un colle meglio difendibile, dove ancora oggi si erge la Chiesa Madre, terzo edificio sacro edificato sullo stesso luogo. Il popolo di Forio, e non solo, invoca il Santo quale protettore delle vigne, principale fonte di sostentamento per una popolazione agricola. Tanto l'affetto per il giovanissimo patrono, morto appena quindicenne nel 303, che i fedeli, non contenti della splendida chiesa dedicatagli a metà settecento, vogliono affidare allo scultore napoletano Giuseppe Sammartino il compito di realizzarne una statua d'argento. Il capolavoro è del 1787 e viene esposta alla venerazione pubblica solamente dal 10 al 17 giugno.

A Forio, lungo il corso principale della cittadina, nella tarda mattinata del giorno di Pasqua, si svolge la sacra rappresentazione chiamata “la Corsa dell’Angelo”, organizzata dall’antica arciconfraternita di Santa Maria Visitapoveri che ha sede nella chiesa omonima a Piazza Municipio. Di essa si ha notizia fin dal 1618, sorta nel clima spirituale del periodo della riforma cattolica quando la religiosità popolare è caratterizzata da un complesso di pratiche che si esplicano in atti, gesti, parole e con la diffusione di rappresentazioni di argomento religioso quale il Natale, la Passione, la Resurrezione.

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