Ischia News ed Eventi - L'UE bacchetta l'Italia sul decreto per lo Sviluppo: in pericolo la bellezza naturale delle spiagge

L'UE bacchetta l'Italia sul decreto per lo Sviluppo: in pericolo la bellezza naturale delle spiagge

Economia
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Si dichiara sorpresa l'Unione Europea, di fronte al nuovo decreto per lo Sviluppo che ha avuto il via libera da parte del Consiglio dei Ministri. Al di là delle amare critiche delle associazioni ambientaliste, appare non accolta la soluzione secondo la quale il diritto di superficie, su cui insistono chioschi e varie strutture turistiche delle spiagge italiane, sia passato da soli sei anni a ben novanta, a dimostrazione di un'eccessiva cementificazione, in evidente contrasto con le regole della concorrenza leale e del mercato unico europeo.

Scopo del Governo, la creazione di occupazione e la promozione del turismo, mediante l'incoraggiamento degli investimenti per gli stabilimenti balneari. :«Questa non è una vendita delle spiagge -  ha evidenziato Giulio Tremonti, ministro dell'Economia - la spiaggia resta pubblica». Nonostante tali dichiarazioni, il WWF e Legambiente si dichiarano contrari.

Il decreto non raccoglie esiti favorevoli nemmeno da parte di Chantal Hughes, portavoce del Commissario europeo per il Mercato Interno Michel Barnier, il quale, ricordando la precedente apertura contro l'Italia del rinnovo delle concessioni balneari, ha chiesto a Roma ulteriori informazioni, in quanto tale provvedimento non sarebbe in linea con quanto discusso. Già dal 2006, infatti, tutti i servizi nello spazio comune europeo sono stati liberalizzati al fine di garantire un effettivo regime di concorrenza e scongiurare posizioni monopolistiche in vari settori strategici.

Risale quindi al 2009 il richiamo dell'Italia sulle concessioni demaniali, rinnovate automaticamente ogni sei anni. Si tratta della direttiva Bolkestein, definitivamente approvata da Parlamento e Consiglio europeo il 12 dicembre 2006, divenendo la direttiva 2006/123/CE. Tale direttiva, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il 27 dicembre 2006 e recepita dall'Italia mediante il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2010, si basa sugli articoli 47.2 e 55 del Trattato della Comunità Europea.

Esemplari la cura ed il sostegno di Frits Bolkestein, Commissario europeo per il mercato interno della Commissione Prodi, le cui intenzioni sono del tutto avulse dal termine di 90 anni previsto dall'attuale decreto. Come si può leggere, infatti, ''nel caso in cui il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche, è opportuno prevedere una procedura di selezione tra diversi candidati potenziali, al fine di sviluppare, tramite la libera concorrenza, la qualità e le condizioni di offerta di servizi a disposizione degli utenti. Tale procedura dovrebbe offrire garanzie di trasparenza e di imparzialità e l'autorizzazione così rilasciata non dovrebbe avere una durata eccessiva, non dovrebbe poter essere rinnovata automaticamente o conferire vantaggi al prestatore uscente. In particolare, la durata dell'autorizzazione concessa dovrebbe essere fissata in modo da non restringere o limitare la libera concorrenza al di là di quanto è necessario per garantire l'ammortamento degli investimenti e la remunerazione equa dei capitali investiti''. 

C'è da chiedersi come tale decreto, in un'isola come Ischia, piena di spiagge, possa incrementare o meno il turismo, senza dimenticarsi di preservarne le sue bellezze naturali.

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