Ischia News ed Eventi - Storia

Si tiene domenica 12 ottobre 2014 a Casamicciola Terme alle ore 10 al Complesso Calise in Piazza della Marina una giornata di studi in Memoria di Antonio Castagna (1914-1984), già sindaco di Casamicciola Terme dal 1954 al 1970, Consigliere Provinciale di Napoli dal 1970 al 1984 ed assessore alle finanze ed alla programmazione dal 1970 al 1980 e dal 1980 fino alla morte avvenuta a Casamicciola nella notte tra il 22 ed il 23 settembre 1984.

Sabato 28 giugno 2014 alle ore 20.30 presso il Salone delle Antiche Terme Belliazzi nella storica Piazza de' Bagni del Gurgitello, si terrà la presentazione del volume "Le Terme Belliazzi sulle storiche Fonti del Gurgitello in Casamicciola Terme", monografia storica a cura di Gino Barbieri. 

Ho nostalgia per la “prima Repubblica”, quella che va dal 1948 al 1992 con la legge elettorale della proporzionale pura, della miriade di partiti e partitini, dei governi che duravano pochi mesi sempre alla ricerca di nuove alleanze. La “prima Repubblica” era delineata dalla Costituzione del 1948 con un sistema parlamentare costituito da due Camere con gli stessi poteri e con un’ampia autonomia locale basata su tre livelli di potere (Comune, Provincia e Regione). Quella prima Repubblica cadde sotto la montagna della corruzione di “tangentopoli” e nell’illustrare quel quinquennio 1978-1993 Indro Montanelli della sua “Storia d’Italia” lo titola “gli anni di fango” dopo “gli anni di piombo” che vanno dal 1965 al 1978. Da allora abbiamo da vent’anni una “seconda Repubblica” fatta con nuove leggi elettorali dai nomi mostruosi e dagli effetti devastanti con una “Costituzione materiale” che ha fatto perdere solennità alla Costituzione del 1948.

Con troppa leggerezza, forse presi dall’emotività, nel 1992 si distrusse il sistema dei partiti che avevano costruito la Repubblica. Sotto il fuoco di tangentopoli scomparve dopo 100 anni il Partito Socialista Italiano, la Democrazia Cristiana si sciolse e dalle sue ceneri rinacque il Partito Popolare con lo sguardo a sinistra mentre chi gravitava a destra si chiamò Cristiano Democratico. Scomparvero anche il Partito Liberale ed il Partito Repubblicano ed i socialdemocratici saragattiani.

Il Partito Comunista Italiano – l’unico partito che si era salvato da tangentopoli – si trasformava in Partito dei Democratici di Sinistra (PDS) anche per la caduta del muro di Berlino nel 1989 ed il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991. Così il più forte partito comunista dell’Occidente passava da una chiara indicazione semantica – “comunista”– ad una generica denominazione – “sinistra” perché il termine “socialista” non era più spendibile in quanto legato alla corruzione ed alla degenerazione della “partitocrazia”.

Una targa per commemorare una figura storica per la città di Ischia, Luigi Patalano. A sessant’anni dalla morte si stringono attorno a lui per ricordarlo tutti coloro che lo hanno conosciuto, come uomo e come persona impegnata per la sua isola. L’evento si svolgerà il 23 aprile presso la Torre della Colombaia con la presenza di rappresentanze istituzionali del Comune di Forio e il Centro di Ricerche Storiche d’Ambra. Una giornata dedicata a Patalano uomo dagli insegnamenti di alto profilo, durante la quale sarà presentato anche il volume “Luigi Patalano: il riflesso di un arcobaleno sulla Colombaia” libro edito dalla casa editrice Graus a lui dedicato e scritto dal nipote Ivano Fiorentino.

Le immagini che scorrevano dal bel documentario realizzato dal Comune di Ischia per l’Osservatorio sulla legalità nella sala-teatro del centro polifunzionale di Ischia sabato 29 marzo 2014 a mezzogiorno in una stupenda giornata di sole arrivavano direttamente al cuore. L’ammonimento di Giovanni Falcone che giganteggiava sul palco: “Gli uomini passano ma le idee restano. E continuano a camminare sulle gambe di altri uomini” era una presentazione di questi “altri uomini” sulle cui gambe camminano queste idee. Stavano seduti questi “altri uomini” per parlare di “Territorio e Legalità” e presentare l’Osservatorio sulla legalità per l’educazione, la cultura e lo sviluppo: Luca Palamara, magistrato della Procura di Roma e già presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Alfonso Furgiule, ordinario di procedura penale all’Università Federico II di Napoli, Giovanni Conzo e Cesare Sirignano, Sostituti Procuratori della Repubblica a Napoli, il Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti. Sul palco c’erano anche il Sostituto Procuratore Catello Maresca e l’avv. Gennaro Tortora ed il sindaco d’Ischia, Giuseppe Ferrandino. Al centro del tavolo con funzioni di moderatore c’era il giornalista Sandro Ruotolo-

Questi “altri uomini” lottano ancora oggi a vent’anni dalla morte di Giovanni Falcone per la legalità e la giustizia.

Il video di poco meno o poco più di 10 minuti documentava le stragi e le uccisioni della mafia e della camorra degli ultimi vent’anni. Le morti di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, i magistrati-eroi caduti sul campo come soldati al fronte insieme ai loro agenti delle scorte servitori dello Stato ed ancora quelle di due giornalisti, Giancarlo Siani e Peppino Impastato colpevoli di scrivere la Verità nelle loro realtà locali senza ottenere la fama di una grande penna come Indro o Eugenio. Poi ancora – le più tremende, quelle più assurde, le più ingiuste – le morti di chi si trovava per caso a camminare per una strada o un vicolo ed è uccisa per una guerra tra bande e fra queste quella di Silvia Ruotolo, la sorella di Sandro che moderava il dibattito. Per Sandro è stato un dolore rinnovato, custodito perennemente nel cuore ed all’applauso dei ragazzi del Liceo “Scotti” al termine del video avrebbe preferito il silenzio o la lacrima perché a questi induceva questa atroce testimonianza di una violenza che non ha giustificazione.

Sono già passati cinque anni. Il 23 marzo del 2009 era un lunedì. Erano circa le due del pomeriggio. La notizia arrivò da Antonio Pinto senza preamboli: “E’ morto Domenico. Scrivi qualcosa per domani. Penso che dovrai commemorarlo tu”.

Lo ricordai in Chiesa sottolineando il suo ruolo di protagonista nella affermazione della stampa locale nell’isola e concludendo con la convinzione che egli “lascia un segno incancellabile ed irripetibile per Cultura, Passione e Sacrificio nella Storia della nostra isola e nella Storia del giornalismo italiano”.

Avevo misurato i termini come ho sempre fatto nella mia vita professionale: il segno è incancellabile per Cultura, Passione e Sacrificio in ordine di valutazione dell’importanza. Per me Domenico era soprattutto un uomo colto. Era convinto che era necessaria una “destra sociale” contro il “liberismo” ed il “comunismo” ancorata ai valori della Patria. E’ vissuto in un tempo dove era forte la “pregiudiziale antifascista” e dove nasceva una “contestazione” al sistema capitalistico solo da sinistra e da una sinistra estrema. Era un sessantottino all’inverso come se volesse entrare nella Storia all’indietro e si scontrava con i coetanei contestatori di sinistra.

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