Ci sono da anni, troppi, ciò che possiamo chiamare i “problemi perpetui” dell’isola d’Ischia. Stanno sul tappeto da tanto tempo che un’intera generazione è stata sciupata nel solo compito di raccontarli. Così è diventata vecchia o anziana senza essere mai stata matura. L’esempio più emblematico è quello della Pianificazione Territoriale. Sarebbe dovuto partire nel 1968, 42 anni fa, un anno dopo la Legge-Ponte. I Comuni avrebbero dovuto avere un Piano Regolatore Generale (PRG) che non solo stabilisse dove e quando costruire ma anche prevedere le risorse finanziare per uno “sviluppo economico” ed ecco perché il Piano Regolatore era detto “Generale” tanto da prevedere “programmi pluriennali di attuazione”.
Il Mare Caro e la guerra tra imprenditori
Pubblichiamo in altra parte del giornale il comunicato dell’ACAP – Associazione Cabotaggio Armatori Partenopei – con il quale viene annunciato con effetto immediato da venerdì 22 aprile, inizio del week end di Pasqua e quindi inizio della buona stagione turistica, l’aumento delle tariffe per il trasporto marittimo nel Golfo di Napoli sia per i residenti che per i turisti.
Comune Unico non solo e le discriminazioni di Giosy Ferrandino
Il Movimento per il Comune Unico dell’isola d’Ischia, costituito attraverso Facebook e che ha raggiunto in poco meno di tre mesi circa 1000 aderenti, sta sviluppando attraverso la rete un ampio dibattito contenutistico non solo sui vantaggi che l’unificazione amministrativa dell’isola porterebbe alla sua economia turistica ed alla sua società civile senza che alcuna Comunità locale perda l’identità antropologica e storica ma anche di severa critica all’attuale sistema delle Autonomie Locali delineato sia dalla Carta Costituzionale del 1948 sia dal Testo Unico sugli Enti Locali del 2000 la legge 142/90.
Da Ischia la costituzione del Distretto Turistico delle “Isole Napoletane” in Sicilia stanno diventando realtà
Quando siamo stati a Ponza nell'estate del 2009 Gianni Vuoso ed io, per scoprire la colonizzazione ischitana della più importante delle isole ponziane, dal 1931 facente parte della Provincia di Latina già Littoria e sottratta dopo circa due secoli alla giurisdizione della Provincia di Napoli, ci è parso naturale proporre un unico Distretto Industriale Turistico da Ponza a Capri con Ischia al centro come "Isola Madre" che abbiamo chiamato delle "Isole Napoletane".
Una Legge Speciale per Ischia per l’Urbanistica violata
"Una legge speciale per le Isole Minori della Campania ed un nuovo Piano Paesistico – un ruolo di investitore istituzionale della Provincia nelle STU – Società di Trasformazione Urbana". Così si intitolava il documento dell'Osservatorio sui fenomeni Socio- Economici dell'isola d'Ischia (OS.I.S) che abbiamo preparato e diffuso su queste colonne di ischianews.com il 29 aprile 2010 cioè un anno fa nel tentativo di avviare un dibattito sulla necessità di avviare una seria e praticabile Pianificazione Territoriale che fosse legata inscindibilmente alla Programmazione Economica. Il nostro intervento ha avuto 2332 contatti fino ad oggi ma non ha prodotto alcun commento ed alcuna iniziativa politica.
La successione delle Piccole Imprese: da Ischia all’Europa
I problemi di successione delle Piccole Imprese hanno acquistato importanza notevole in un sistema economico globalizzato e con una velocità enorme di cambiamento dei mercati e dei gusti della clientela. Il sistema economico dell'isola d'Ischia – costituito ormai solo dal turismo con un terziario ed una agricoltura che sono solo economia indotta – è tutto impostato sulle piccole imprese che sono la maggioranza delle circa 3mila ditte iscritte alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura della Provincia di Napoli.
La relazione dimenticata
L’assessore regionale all’urbanistica, Marcello Taglialatela, ha inviato una nota ai sindaci dei sei Comuni dell’isola d’Ischia con la quale chiede di conoscere il numero delle richieste di condono giacenti presso i rispettivi Comuni per una ricognizione complessiva.