Mattia Mazzella aveva 38 anni nel 1734, mese in più, giorno in meno, ed aveva 7 figli. Si era sposato con una donna di Barano,Grazia Arcamone almeno 15 anni prima. I quattro figli maschi – a dimostrazione del maschilismo anche della storia locale - hanno un nome: si chiamavano Sabato. Michele, Fabrizio e Bartolomeo. Ma delle tre donne non ne abbiamo il nome. Possiamo solo immaginare come spesso saremo costretti a fare in questo racconto.
Ischia e la “Nuova Società”
Sta nascendo o meglio è già nata nell'isola d'Ischia una "nuova società" impensabile in queste dimensioni appena 10 anni fa. E'una società multinazionale e multietnica che emerge dallo studio sociologico sulla realtà ischitana presentato dalla neonata sezione isolana dell'Associazione Cristiana dei Lavoratori Italiani (ACLI) nei giorni scorsi presso la Curia Vescovile di Ischia.
L’ Amicizia al tempo di Facebook
Ho ricevuto moltissimi auguri per il mio compleanno dagli Amici di Facebook. 62 anni il 26 giugno. Non ho mai ricevuto tanti auguri in vita mia. Espressi in italiano, inglese, tedesco e francese e sono arrivati dalle Americhe, dall’Europa e perfino dall’Asia. Così mi sono chiesto: ma che tipo di amicizia è questa di Facebook? Come si può essere amici soltanto mostrando la propria foto, scegliendo una canzone o parti di un film o di un romanzo o mostrando le foto dei propri album a persone che non conosci nella vita reale? In che modo questa comunicazione virtuale incrementa o fa nascere amicizie in una società che non è mai stata nella Storia Umana tanto egoista, individualista, quasi ingrata?
Riapre il “Capricho de Calise”per l’estate 2011 all’insegna dell’Economia e della Storia “provvisoria”
Il “Capricho de Calise, a quanto si è appreso e senza un comunicato del Comune di Casamicciola, riaprirà per un accordo temporaneo tra il Comune e la famiglia Calise, domenica 3 luglio.
Il ritorno alle Municipalizzate e della Democrazia delle Autonomie Locali
Sul “Roma” di giovedì 23 giugno l’arch. Gerardo Mazziotti ha scritto un articolo di enorme valore, a mio parere, che la direzione pubblica in prima pagina di apertura dove di regola si mettono gli Editoriali che rappresentano la linea politica del giornale anche se vengono firmati ma il “Roma” nell’occhiello qualifica l’articolo come “l’opinione” quasi per prendere le distanze dalla condivisione da parte della direzione ma con rispetto per il pluralismo delle idee. E’ un peccato perché l’articolo dal titolo: “Ci vuole coraggio ministro Tremonti” non solo merita una assoluta condivisione ma un’ampia diffusione.
Dalle analisi economiche alle decisioni politiche
Abbiamo dato vita circa due anni fa nello studio dell’indimenticabile amico avv. Nello Mazzella insieme a Franco Borgogna, che lo presiede, ad un “Osservatorio sui fenomeni socio-economici dell’isola d’Ischia”(OS.I.S) nell’intento di raccogliere dati, di promuovere studi e ricerche sul sistema economico e sociale dell’isola d’Ischia, in modo da presentarli alla “classe dirigente”dell’isola affinché possa adottare le decisioni migliori per consolidare lo sviluppo raggiunto e promuovere strategie per la nuova occupazione soprattutto giovanile. Non siamo stati animati da ambizioni politiche perché una nuova carriera politica non si comincia a 60 anni ma forse alla nostra età e con la nostra esperienza possiamo disinteressatamente offrire un contributo per affrontare i gravi problemi dell’isola dove siamo nati, dove vogliamo continuare a vivere e che vogliamo rimanga l’isola dei nostri figli dove possono abitare e vivere.
Ricordo di Lamberto Sechi, il giornalista che separava i fatti dalle opinioni
E’ morto il 20 giugno a Venezia, la città che amava più di tutte, ad 89 anni Lamberto Sechi, uno dei più grandi Maestri del giornalismo italiano moderno. Il nome forse dice poco o niente ai giovani o al grande pubblico. Sechi non era una prima firma come Indro Montanelli o Enzo Biagi, non era cioè quello che l’immaginario collettivo definisce un grande giornalista che scrive editoriali solenni o inchieste indimenticabili come quelle di Tiziano Terzani.
Sechi era un grande “costruttore” di giornali ed ha costruito negli anni ‘60 il più importante settimanale italiano, “Panorama”, che superava nelle vendite “L’Espresso” di Eugenio Scalfari ed ha introdotto il giornalismo inglese in quello italiano “disciplinando” la redazione con uno stile assolutamente omogeneo in modo tale che prescindendo da chi scriveva il giornale doveva sembrare scritto da una sola persona. L’attacco dell’articolo doveva essere breve, le frasi corte,la chiarezza assoluta, i dettagli precisi. Sotto la testata di Panorama Sechi fece apporre, rivisitandolo, l’ammonimento di Scott, il padre del giornalismo inglese: “I fatti separati dalle opinioni”.