Una grande festa con tanti, tantissimi amici che non hanno perso l'occasione per condividere assieme un momento storico importante per le realtà sociali delle isole di Ischia e Procida.
In una sala conferenza del Grand Hotel Re Ferdinando di Ischia davvero gremita si è svolta la tanto attesa presentazione del Forum del Terzo Settore delle Isole di Ischia e Procida.
Sorridenti hostess hanno accolto i presenti regalando comode ed ecologiche borse shopper (riutilizzabile quando si va a far la spesa o per altro – ha sottolineato il moderatore della conferenza Gaetano Di Meglio) con all'interno colorate brochure che tratteggiano i punti fondamentali del Forum stesso.
I soci aderenti, al momento, sono: Associazione I.Sole d'amore Onlus, Cooperativa Sociale Arkè Onlus, Associazione di Volontariato M.A.I.A., Gabbiani Onlus Associazione di volontariato, Cooperativa Sociale Asat Ischia Onlus, Kalimera Società Cooperativa Sociale, Gruppi di Volontariato Vincenziano A.I.C. Italia Onlus, Accaparlante Società Cooperativa Sociale, Associazione Luca Brandi Onlus, Associazione Uildm Unione Italiana Lotta Alla Distrofia Muscolare Onlus, A.V.O. Associazione Volontari Ospedalieri, Cooperativa Sociale Kairos Onlus, Associazione Tunisini ad Ischia Onlus e amici del Forum sono l'Ufficio per i problemi sociali ed il Lavoro, giustizia e pace della Diocesi di Ischia e la Caritas Diocesana di Ischia.
Forum del Terzo Settore: costruiamo insieme il futuro
Sabato 3 novembre, alle ore 10.30 avrà luogo, presso la sala conferenza del Grand Hotel Re Ferdinando di Ischia, la tanto attesa presentazione del Forum del Terzo Settore delle Isole di Ischia e Procida.
Un evento che si preannuncia carico di novità e di idee, improntato sull'importanza di fare rete, di unire le forze creando una sinergia tale da poter affrontare le delicate tematiche del Terzo Settore forti e compatti.
“Dopo anni in cui ho operato nel sociale – ci spiega Rosa Di Iorio, portavoce del Forum per Ischia – non ho potuto non notare le difficoltà che si incontrano nel muoversi da soli nel settore e, assieme ad altri, abbiamo pensato di costituire una rete tra associazioni di volontariato per cercare di dare una risposta concreta alle esigenze del territorio sia di Ischia che di Procida.”
“Bisogna ascoltare i bisogni reali della società – aggiunge Luisa Pilato – ed è per questo che assumere un assetto di rete diventa fondamentale.”
“Condividere le proprie idee e mettere in rete l'esperienza – interviene Sara Mancini – è quell'anello di congiunzione fondamentale per mettere in circolo progetti utili per la collettività.”
Memorial Day «Rocco Docimo»
Il prof. Rocco Docimo
NAPOLI – Si terrà venerdì 26 luglio, alle ore 16.30, nella sala conferenze di via S. Maria di Costantinopoli 104 a Napoli, il primo Memorial Day «Rocco Docimo», a dieci anni dalla scomparsa, avvenuta nel 2002, di un grande maestro di vita e chirurgia. Il professore Rocco Docimo, va ricordato, dopo essersi laureato a Bologna, passò a frequentare prima l’istituto di Patologia chirurgica e quindi quello di Clinica chirurgica generale dell’Università di Napoli. Nel 1987 fu insignito del premio internazionale Berna e nel 1988 fu acclamato socio dell’Accademia romana di Scienze mediche e biologiche. Tenne la cattedra di Clinica chirurgica presso l’università di Napoli. Fu presidente fondatore della società italiana di Fisiopatologica chirurgica; presidente della società italiana di Chirurgia d’urgenza e pronto soccorso e presidente della società italiana di Chirurgia.
La manifestazione è organizzata dalla facoltà di Medicina e Chirurgia della seconda università di Napoli (Sun) e dal Collegium historicorum chirurgiae, e avrà il suo clou nella conferenza tenuta dal professore Eugenio Gaudio, preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università La Sapienza di Roma, e presidente della Conferenza nazionale dei presidi facoltà di Medicina, sul tema: «Il pessimismo della ragione contro l’ottimismo della volontà. Dal corso di laurea in Medicina alla Scuola di specializzazione in chirurgia».
Italia tra gli ultimi in Europa per risorse destinate alla protezione sociale delle persone con disabilità
Sanità. Ricerca Fondazione Cesare Serono/Censis sull’offerta di servizi per cronici e disabili da parte della sanità italiana confrontata con gli altri Paesi europei
Si spendono 438 euro pro-capite annui, meno della media europea (531 euro), lontanissimi dal Regno Unito (754 euro). Indietro nell’inserimento lavorativo, poche risorse per la scuola. Il modello italiano rimane assistenzialistico, responsabilità scaricate sulle famiglie
Roma, 17 ottobre 2012 – Con 438 euro pro-capite annui, l’Italia si colloca molto al di sotto della media dei Paesi dell’Unione europea (531 euro) nella graduatoria delle risorse destinate alla protezione sociale delle persone con disabilità. In Francia si arriva a 547 euro per abitante all’anno, in Germania a 703 euro, nel Regno Unito a 754 euro, e solo la Spagna (395 euro) si colloca più in basso del nostro Paese. Ancora più grande è la sproporzione tra le misure erogate sotto forma di benefici cash, ossia di prestazioni economiche, e quelle in natura, ossia sotto forma di beni e servizi. In quest’ultimo caso il valore pro-capite annuo in Italia non raggiunge i 23 euro, cioè meno di un quinto della spesa media europea (125 euro), un importo lontanissimo dai 251 euro della Germania e pari a meno della metà perfino della spesa rilevata in Spagna (55 euro). È quanto emerge da una ricerca promossa dalla Fondazione Cesare Serono e realizzata dal Censis sui bisogni ignorati delle persone con disabilità, basata sul confronto con gli altri Paesi europei dell’offerta di servizi per cronici e disabili da parte della sanità italiana.
Secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia le misure economiche erogate dall’Inps in favore di persone che hanno una limitata o nessuna capacità lavorativa sono pari a circa 4,6 milioni di prestazioni pensionistiche, di cui 1,5 milioni tra assegni ordinari di invalidità e pensioni di inabilità e 3,1 milioni per pensioni di invalidità civile, incluse le indennità di accompagnamento, per una spesa complessiva di circa 26 miliardi di euro all’anno. Ma il modello italiano rimane fondamentalmente assistenzialistico e incentrato sulla delega alle famiglie, che ricevono il mandato implicito di provvedere autonomamente ai bisogni delle persone con disabilità, di fatto senza avere l’opportunità di rivolgersi a strutture e servizi che, sulla base di competenze professionali e risorse adeguate, potrebbero garantire non solo livelli di assistenza migliori, ma anche la valorizzazione delle capacità e la promozione dell’autonomia delle persone con disabilità.
Gravissima è la richiesta di deroghe venatorie da parte dei Sindaci delle isole del Golfo di Napoli
La notizia riportata da teleischia più, secondo cui il V. Sindaco di Forio abbia sollecitato (e a quanto pare con successo!) tutti i Sindaci del Golfo di Napoli a firmare una petizione al Presidente della Giunta Regionale Caldoro, circa la possibilità di caccia nei siti sic delle isole d’Ischia, di Procida e Capri è di estrema gravità innanzitutto sul piano istituzionale perché un Sindaco rappresenta una intera Comunità e non può certo farsi portatore di interessi particolari come quelli dei cacciatori e dei produttori e commercianti di armi e cartucce. La richiesta non solo è una ulteriore aggressione alla Biodiversità delle Isole già fortemente massacrata dal saccheggio del territorio, dagli incendi, dalla agricoltura chimica ed intensiva, ma va anche in contrasto profondo con gli interessi generali della collettività che ha nella immagine generale delle Isole e nel turismo fondamentali riferimenti economici, culturali, produttivi.
La richiesta appare perciò come un assurdo tentativo di captazione di consensi elettorali a cui bene farebbe ad opporsi anche chi, pur essendo cacciatore, ha un rispetto non strumentale del bene ambiente e della vita che esso accoglie ed ha, pertanto, la consapevolezza della necessità di un calendario venatorio che non confligga con le esigenze di riposo biologico per la difesa delle diverse specie cacciabili.
Premio di giornalismo “Francesco Landolfo": tra i vincitori il nostro Direttore Enrico Deuringer
Premiato il nostro Direttore Enrico Deuringer per il video su un'eccellenza del mezzoggiorno, il Laboratorio di genomica e medicina molecolare dell'Università di Salerno-Baronissi. Il premio giunge a sole tre settimane da un'altro prestigioso riconoscimento conferito dal Comandate dell'Accademia Aeronautica, il 26 settembre, per un servizio televisivo a carattere aerospaziale.
L'appuntamento è per venerdì 19 ottobre 2012 alle ore 11, quando si terrà la cerimonia di consegna del Premio di giornalismo "Francesco Landolfo" presso la sede dell'Istituto di cultura meridionale, in via Chiatamone 63 (Palazzo Arlotta), Napoli. Il Premio, alla sua prima edizione, è in memoria del giornalista Francesco Landolfo, segretario dell'Ordine dei giornalisti della Campania, già vicedirettore del quotidiano "Roma", fondatore e presidente dell'Arga Campania.
Web e connessioni mobili mettono al centro l’individuo: i media siamo noi
Su Internet il 62,1% degli italiani (+9% in un anno), +10% l’utenza degli smartphone (li usa il 54,8% dei giovani). Emorragia di lettori per i quotidiani (-2,3%). E meno della metà degli italiani legge almeno un libro all’anno. Web 2.0, social network, miniaturizzazione dei dispositivi hardware e proliferazione delle connessioni mobili inaugurano l’era biomediatica, in cui diventa centrale la condivisione telematica delle biografie personali
Roma, 3 ottobre 2012 – I consumi mediatici nel 2012: premiata l’integrazione dei vecchi media con la rete. La televisione ha un pubblico che coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione: il 98,3% (+0,9% rispetto al 2011). Ma si diversificano i modi di guardare la tv. Si consolida il successo delle tv satellitari (+1,6%), della web tv (+1,2%) e della mobile tv (+1,6%). Oggi un quarto degli italiani collegati a Internet (il 24,2%) ha l’abitudine di seguire i programmi sui siti web delle emittenti televisive e il 42,4% li cerca su YouTube per costruirsi i propri palinsesti su misura. E queste percentuali aumentano tra gli internauti di 14-29 anni, salendo rispettivamente al 35,3% e al 56,6%. La chiave del successo è l’integrazione dei vecchi media nell’ambiente di Internet. Anche la radio resta un mezzo a larghissima diffusione di massa: l’ascolta l’83,9% della popolazione (+3,7% in un anno). Ma sono sempre più importanti le forme di radio che si determinano all’intersezione con la rete: la radio ascoltata via web tramite il pc (+2,3%) e per mezzo dei telefoni cellulari (+1,4%), che stanno soppiantando un mezzo digitale di prima generazione come il lettore portatile di file mp3 (-1,7%). Proprio i telefoni cellulari (utilizzati ormai dall’81,8% degli italiani) aumentano ancora la loro utenza complessiva (+2,3%), anche grazie agli smartphone (+10% in un solo anno), la cui diffusione è passata tra il 2009 e il 2012 dal 15% al 27,7% della popolazione e oggi si trovano tra le mani di più della metà dei giovani (54,8%). Questi ultimi utilizzano anche i tablet (13,1%) più della media della popolazione (7,8%).