Ischia News ed Eventi - Cucina e Tradizione

Fra le 74 chiese dell’isola d’Ischia – la gran parte costruite nel XVII e nel XVIII secolo – quella dello Spirito Santo ad Ischia Ponte, come oggi si chiama il Borgo di Celsa, è quella più ricca di Storia. Di quella Storia insegnata da Fernand Braudel “degli uomini nei loro rapporti stretti con la terra che li ha partoriti e che li nutrisce” e la Chiesa dello Spirito Santo , costruita interamente nel XVII secolo dai marinai, dimostra come il dialogo degli uomini con la terra dei padri “non cessa di ripetersi, che si ripete per durare, che può cambiare e cambia in superficie ma continua tenace come se fosse fuori dalla portata e dalla misura del tempo”. Entrando in questo tempio ripenso ai sacrifici economici dei marinai – padroni di barche, pescatori, navigatori – per costruire la loro chiesa ed il mio ricordo va a Mons. Pasquale Polito (1907-1994) che mi raccontò la “vita infame” di quei marinai “che avevano una grande fede e portavano nell’isola anche le devozioni che apprendevano nei loro viaggi. Così si spiega la devozione per Santa Maria di Costantinopoli. La chiesa era per questi uomini una “persona in più” della loro famiglia alla quale bisognava provvedere”. Ieri come oggi.

Se desiderate spingervi fino alla vetta più alta di Ischia, parliamo del Monte Epomeo, godendo di un panorama incredibile mentre gustate specialità di terra, allora dovete sostare a Il Bracconiere. Carmela, Franca, Michele e Leonardo vi daranno il benvenuto in un ambiente rustico, ma accogliente. Troverete in bella mostra strumenti di ogni sorta, come bilance per pesare la polvere da sparo e ciò che serviva a sigillare le cartucce, attrezzi rubati alla campagna e alle cantine, collezionati nel corso degli anni.

Nel 1974 papà Leonardo e suo figlio Salvatore decisero di cominciare quest’avventura aprendo le porte de Il Bracconiere ai cacciatori che frequentavano quella zona, da allora il ristorante si è evoluto restando però fedele alla filosofia di sempre. Coniglio alla Cacciatora.Chi desidera conoscere i sapori veraci e tradizionali dell’isola verde, non può non ordinare il Coniglio alla cacciatora.

Scampi al limone

In ogni arte la semplicità è essenziale” recitava Schopenhauer. Immagino che si riferisse anche alla gastronomia, visto che questo è il motto dello chef Piero, conosciuto in cucina, tra una padellata e l’altra, impegnato com’è a organizzare, decorare, impiattare. Questa mattina, proverò un primo estivo, gli Scampi al limone.

Disposti l’uno di fronte all’altro, gli scampi sembrano quasi in posa per lo scatto. A solleticare il mio appetito è un’emulsione molto leggera e profumata di limoni, rigorosamente d’Ischia, come tiene a sottolineare lo chef. Uno degli ingredienti chiave della ricetta, con l’olio extravergine, preferibilmente toscano, e il pesce.

Il Parroco, i Consigli, Amministrativo e Pastorale dopo attenta valutazione hanno deciso concordemente di non organizzare per quest'anno la Manifestazione arrivata alla 22 Edizione di Settembre sul Sagrato.

La manifestazione si reggeva sui contributi Regionali e Comunali e sul volontariato della Parrocchia e sul contributo economico della Parrocchia seppur in minima parte.

Già l'anno scorso sono mancati i contributi regionali e siamo ancora in attesa di quelli comunali del2009 e 2010.

Si poneva la domanda: La Parrocchia doveva supportare economicamente il tutto come ha fatto lo scorso anno?

Una levataccia! Alle sei, ora della sveglia per anziani e contadini -avrei voluto tanto considerarmi della seconda fascia ma, purtroppo, gravito irrimediabilmente nella prima- ero già sveglio e giravo per casa con l'intento di trovare la giusta 'mise', mentre il caffè della fedele napoletana profumava la cucina. Era accaduto che un paio di giorni prima mi ero incontrato con Peppino Vuoso tra l'Olmitello e la Cava Scura, io, con in braccio il 'divo Adriano' mio nipote, mi stavo preparando per un salutare bagno mattutino e Peppino di ritorno dall'Olmitello con due galloni della preziosa acqua utile per le funzioni renali e che sgorga da un pisciarello naturale proprio dalla viva falda tufacea; Peppino 'e zi' cumpare, così è chiamato familiarmente, ha un principio di gotta che cura con pantagrueliche bevute. Ho preso a sfotterlo dicendo che aveva la malattia dei ricchi, quelli che abusano di carni rosse, e poteva andare fiero di questa malattia che aveva caratterizzato la vita di Papi ed Imperatori in età rinascimentale.

Mangiar bene: Ingredienti unici e genuini elaborati da abili chef nel rispetto dell’antica tradizione isolana.

Incastonato a mo’ di terrazza sulle colline della baia di Citara che preludono all’Epomeo, il ristorante Bellavista rappresenta un imprescindibile crocevia per chi, salendo o scendendo dal monte, matura l’intenzione di fermarsi per un po’ e gustare in completo relax i piatti più genuini della tradizione gastronomica locale. La struttura si segnala per l’accogliente sala interna, ricca di sculture ed attrezzi della tradizione contadina ischitana, nonché per la magnifica terrazza con un panorama mozzafiato: la lontana Ventotene ed il faro di Punta Imperatore costituiscono infatti le suggestioni principali d’un paesaggio assolutamente unico ed irripetibile.

Nato per soddisfare le esigenze enogastronomiche di Poggio del Sole Hotel, il Ristorante & Pizzeria “La Casereccia”, aperto a tutti, offre una vasta scelta: dai primi piatti alle specialità  alla brace, dal pesce fresco del giorno ai gustosissimi dolci (il tiramisù, il tortino al cioccolato, il cheese cake).

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