Ischia News ed Eventi - Storia

Al museo delle Arti Sanitarie di Napoli il professore Gennaro Rispoli ha svelato la verità sui fatti dell'Aspromonte: «L'Eroe dei due mondi fu ferito da un giovane in Camicia Rossa in un incidente di battaglia».

Entra nel vivo la kermesse «Le acque termali... e la ferita di Garibaldi. Nel 150° dell'Unità d'Italia» organizzata dall'Azienda Turismo.

Cosa ne pensa il nostro Nino D'Ambra? Per saperne di più appuntamento al Palazzo Reale di Ischia giovedì 8 settembre.

Iannuzzi: «Rinnoviamo l'interesse del mondo verso Ischia e Procida».

«Giuseppe Garibaldi fu ferito all'anca e al piede, il 29 agosto del 1862, sull'Aspromonte, da un giovane in Camicia Rossa, in un incidente provocato dal caos di una battaglia in stallo. Il colpo partì per caso da un revolver a breve distanza, dall'alto verso il basso e colpì il Generale vicino al malleolo. Non furono i bersaglieri a sparare: non avrebbero potuto, perché si trovavano in un pianoro sottostante distante almeno duecento metri, rispetto all'altura dove si erano acquartierati i garibaldini.

LA STORIA - Il promontorio di Zaro, estremità nordoccidentale dell'Isola d'Ischia, è formato da una colata lavica ricoperta da fitta vegetazione a macchia mediterranea. Zona di particolare interesse naturalistico-ambientale, benché in un contesto intensamente urbanizzato, ha conservato intatte le proprie caratteristiche originarie. Qui è incastonata – tra il mare, il cielo e il fitto bosco – La Colombaia, mitizzata residenza estiva di Luchino Visconti. Fu Luigi Patalano (1869-1954) "poeta, scrittore, insigne giureconsulto foriano" a volere, come ricorda con nostalgico turbamento il nipote Ignazio Fiorentino, questo "bianco maniero sovrastante l'azzurro mare profondo, abbarbicato alle rocce vulcaniche, immerso nel verde cupo di una vegetazione rigogliosa, in una solitudine lungi dal rumor degli uomini".

Opportunità e servizi di uno spazio dedicato alla cultura

Due grandi occhi scuri ed un sorriso rassicurante ci guidano tra le sale maestose della Biblioteca isolana. Il nostro cicerone è la Direttrice Lucia Annicelli che ci racconta di non prediligere  la dicitura di direttrice per definire il suo ruolo, ma quella di mediatrice tra la biblioteca e gli utenti, mostrando sin dalle prime battute del nostro itinerario un’immagine non vanesia di sé  e  lasciando trapelare un approccio al lavoro non protagonistico.

Seguiamo con interesse e curiosità  la storia della biblioteca che affonda le sue radici nel 1940 e che nel 2001, dopo importanti lavori di ristrutturazione è stata riaperta ed è divenuta nel corso degli anni un vero e proprio centro propulsore di cultura a tutto tondo. 

Ai soci ed gli amici del Centro di Studi su l'Isola d'Ischia.  Il nostro sodalizio offre un altro contributo al dibattito sul 150° dell'unità d'Italia. Dopo la conferenza dei Neoborbonici presentiamo un incontro teso ad indagare sui moti preunitari e sulla delusione postunitaria.

"NOI CREDEVAMO" sarà un colloquio con l'editore GIUSEPPE GALZERANO sul film di Mario Martone «Noi credevamo» e sulla Rivolta del Cilento del 1828.

L'appuntamento è per Sabato 12 Marzo 2011 - ore 18,00 Biblioteca Antoniana – Ischia, introduce ANNA FERMO.

Inoltre si informa che giovedì 10 marzo si terrà, alle ore 18.00, presso la Biblioteca Antoniana, la prima conferenza del ciclo a cura del prof. Gianni Balestrieri: Tra comunismo e fascismo. Intellettuali e politica nell'Italia del primo dopoguerra.

Gli Incontri in Biblioteca proseguiranno mercoledì 16 marzo, ore 18.00, con il secondo appuntamento del ciclo a cura del prof. Gianfranco Marelli: il rapporto storico tra verità e certezza. Breve viaggio turistico sulle orme di Kant, Hegel e Marx.

In sintesi riportiamo alcuni passi dell'articolo di Michele Fumagallo su il manifesto del 06/10/2010.

I pescatori ischitani dalle Isole Napoletane a quelle Toscane.

°Gli insediamenti a Ponza, all’Elba, al Giglio, di pescatori ischitani nel corso dei secoli XIX e XX – Ciro Di Frenna, pescatore, aveva giocato nell’“Ischia” nel campionato 1945/46 e continuò nella “Campese” all’Elba – Un’isola per un’altra senza lasciare mai il mare -

Ciro Di Frenna era un pescatore. Uno dei tanti pescatori del villaggio della Mandra nel Borgo di Celsa. Era nato ad Ischia da una famiglia di pescatori il 13 febbraio 1920. Qualche vecchio pescatore lo ricorda ancora come Giovanni Rando.

“Pescava a” vope”, con le lenze, faceva un mestiere diverso dal mio che pescavo con le “coffe ” ricorda Giovanni.

Quelle giornate d'inverno erano fredde, soprattutto con il vento di tramontana che soffiava da settentrione. Il cielo terso di un azzurro intenso e il mare profondamente blu trasmettevano euforia, voglia di stare all'aperto per esplorare i sentieri e la montagna maestosa e invitante.

Era bello pensare a una meta felice e raggiungere, con sforzo fisico, la cima dell'Epomeo e l'Eremo di S. Nicola, il tempio sacro, il ricovero nel quale Frà Giovanni, l'ultimo eremita dell'Epomeo, trascorreva il suo tempo nella completa solitudine, nel silenzio che gli avvolgeva l'anima e gli inebriava i sensi e l'intelletto.

Ero felice di arrampicarmi per la mulattiera con la bisaccia, dentro la quale sistemavo l'acqua e la frutta, il pane, la sciarpa e i guanti di lana.

Dici Canottaggio e pensi subito ai fratelli Abbagnale, dici Abbagnale e pensi subito a Giampiero Galeazzi e al suo urlo di gioia per festeggiare l’oro olimpico dei fuoriclasse del remo di Castellamare di Stabia e del timoniere Peppiniello Di Capua alle olimpiadi di Seul nel lontano 1988! Gioia, sofferenza, emozione. Chi ha avuto la possibilità di seguire quella gara avrà avuto la voglia (non appena la prua della barca italiana tagliò il traguardo prima dei tedeschi) di cimentarsi in questa disciplina, che ha un significato, un valore, una nobiltà particolari.

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